Alla vigilia della delicata sfida esterna contro l’Ospitaletto, il tecnico del Trento Luca Tabbiani ha analizzato il momento magico dei gialloblù, senza però nascondere le pesanti difficoltà legate alle assenze che stanno condizionando la preparazione della gara. L'allenatore ha voluto innanzitutto rivolgere un pensiero riconoscente ai propri sostenitori, colpito dal calore ricevuto negli ultimi giorni.
«Prima di tutto volevo ringraziare i ragazzi della curva perché non è così comune ricevere uno striscione dei propri tifosi», ha esordito il mister, definendo il gesto come qualcosa di splendido da dividere con l'intero gruppo. Secondo Tabbiani, questo feeling è il risultato di ciò che la squadra esprime sul rettangolo di gioco, ovvero una dedizione totale che non viene mai meno neppure nelle fasi di massima stanchezza.
Il tecnico ha ricordato come, nell'ultima uscita, la formazione sia stata capace di resistere in inferiorità numerica, portando a casa un bottino prezioso grazie a una sofferenza collettiva. «Quando una squadra soffre insieme e continua a crederci, è normale che dall’esterno arrivino i riconoscimenti», ha aggiunto, sottolineando come gran parte dei risultati attuali dipenda proprio dalla mentalità dei suoi calciatori.
Il campionato è ormai entrato nel vivo e il Trento si trova in una posizione privilegiata che pochi avrebbero immaginato qualche mese fa. L'allenatore ha rivendicato il percorso fatto, spiegando che «ci siamo costruiti una bella classifica e una bella opportunità», evidenziando come il livello qualitativo e prestativo del gruppo si sia alzato notevolmente rispetto all'avvio della stagione.
Nonostante gli impegni ravvicinati tipici della Serie C abbiano messo a dura prova la tenuta di tutte le compagini, Tabbiani si è detto fiducioso per la gara contro l'Ospitaletto, definendoli un avversario organizzato, propositivo e con idee tattiche molto chiare. Rispetto al match d'andata, il mister si aspetta una battaglia diversa, dove l'aspetto psicologico sarà l'ago della bilancia.
Secondo il mister, «la chiave sarà mantenere serenità e tranquillità e usare in modo positivo l’entusiasmo che la squadra si è costruita». Questa fiducia deve permettere ai giocatori di osare senza il timore dell'errore, sapendo che la forza del collettivo può rimediare a una giocata non riuscita, mantenendo sempre alta la consapevolezza dei propri mezzi.
Tuttavia, il bollettino medico non sorride affatto ai trentini. Tabbiani ha ammesso con schiettezza che «non è una settimana facile», elencando una serie di defezioni pesanti che complicano le rotazioni. Oltre alla squalifica di Corradi, il tecnico dovrà rinunciare ad Aucelli per un periodo prolungato e nuovamente a Giannotti, vittima di un'altra distorsione alla caviglia.
A questi si aggiungono i forfait di Fiamozzi, ancora non pronto per il rientro, e di Dalmonte. Nonostante l'emergenza, l'allenatore non vuole sentire scuse, convinto che la filosofia della rotazione adottata finora pagherà i suoi dividendi. «Le assenze non devono essere un problema, anzi devono dare più responsabilità» a chi verrà chiamato in causa per sostituire i titolari.
Per quanto riguarda le ambizioni di classifica, Tabbiani preferisce mantenere un profilo equilibrato, pur non frenando i desideri della piazza. Sebbene la zona nobile sia ormai una realtà, il tecnico ha precisato che «l’obiettivo non deve diventare il secondo posto, dobbiamo viverlo come un sogno», una prospettiva da alimentare attraverso il lavoro quotidiano senza eccessive pressioni.
Il tecnico ha poi ricordato come avesse previsto già a gennaio una crescita esponenziale nel girone di ritorno, sebbene i risultati siano andati oltre le sue stesse aspettative. Il merito, secondo la sua visione, va attribuito a un organico ben bilanciato dove «abbiamo tanti giovani con voglia di lavorare e giocatori più esperti che sanno guidarli», creando un amalgama quasi perfetto.
Il finale di stagione si prospetta dunque entusiasmante per i colori gialloblù, con la voglia di misurarsi contro chiunque senza timori reverenziali. L'allenatore ha concluso il suo intervento spronando l'ambiente a godersi il momento, poiché «abbiamo lavorato per arrivare qui e adesso c’è da divertirsi e provare a fare qualcosa di grande».
La ricetta per continuare a stupire resta dunque la coerenza con i principi mostrati finora, evitando di porsi traguardi troppo rigidi che potrebbero frenare la fluidità del gioco. «Non dobbiamo porci limiti: dobbiamo solo continuare a essere quello che siamo stati finora», ha chiosato Tabbiani, lanciando un messaggio di carica e identità a tutto il mondo Trento.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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