La Carrarese ha lasciato ieri lo stadio "Euganeo" di Padova con l'amaro in bocca. La formazione dei marmiferi è stata sconfitta per 1-0 in una partita che, stando ai numeri e alla prestazione offerta, avrebbe meritato ben altro epilogo. Al termine dell'incontro, è stato Giuseppe Padovano, allenatore in seconda che ha guidato la squadra dalla panchina a causa della squalifica di Antonio Calabro, a presentarsi davanti ai microfoni per commentare quanto accaduto sul rettangolo di gioco.
L'analisi del vice allenatore, rilasciata a padovasport.tv, mette in evidenza una netta superiorità della Carrarese dal punto di vista delle statistiche e del gioco espresso, ma anche la frustrazione per non essere riusciti a concretizzare tale dominio in punti preziosi per la classifica.
I dati della partita parlano chiaro e testimoniano il controllo esercitato dalla Carraresse per gran parte dei novanta minuti. "È mancato solo il gol, abbiamo fatto 22 tiri in porta contro 13 e abbiamo avuto più del 60% di possesso palla", ha dichiarato Padovano, sintetizzando efficacemente la superiorità tecnica e territoriale della sua squadra. Un predominio che si è accentuato nella ripresa, quando i toscani hanno praticamente assediato la metà campo avversaria senza però riuscire a sfondare il muro eretto dalla difesa patavina.
"Nel secondo tempo siamo sempre stati nella loro metà campo, ma è chiaro che se non finalizzi non ti porti a casa il risultato", ha proseguito il tecnico, evidenziando quello che è stato il vero tallone d'Achille della prestazione: la mancanza di cinismo sotto porta. Una sterilità offensiva che ha condannato la Carrarese a tornare a casa a mani vuote nonostante una prova convincente sotto molti aspetti.
Nonostante la delusione per il risultato, Padovano ha voluto sottolineare gli aspetti positivi della prova fornita dai suoi giocatori. "Bisogna dare merito a questi ragazzi", ha affermato con convinzione, dimostrando di non voler gettare alle ortiche una prestazione che, sotto il profilo del gioco e dell'impegno, ha regalato segnali incoraggianti.
L'allenatore in seconda ha anche analizzato le difficoltà incontrate nel finale di partita: "Più ti avvicini alla fine della partita e più c'è precipitazione. Erano tutti dietro la linea della palla, ma credo che la Carrarese esca a testa alta dalla partita". Parole che evidenziano come la ricerca affannosa del pareggio negli ultimi minuti abbia portato a una certa frenesia nelle conclusioni, con gli avversari sempre più arroccati in difesa a protezione del vantaggio minimo.
Uno degli episodi chiave della partita è stato senza dubbio il presunto rigore non concesso alla Carrarese per un intervento su Rubino. Un episodio che ha suscitato le proteste dei marmiferi e sul quale Padovano si è espresso senza mezzi termini: "Il rigore a Rubino? Era netto, ma ci facciamo l'abitudine ormai".
Una dichiarazione che lascia trasparire tutta la frustrazione per una decisione arbitrale ritenuta ingiusta e che potrebbe aver cambiato le sorti dell'incontro. Il tono rassegnato del "ci facciamo l'abitudine ormai" suggerisce che non sia la prima volta che la squadra si trova a dover fare i conti con episodi dubbi che ne condizionano negativamente il cammino.
Nel corso della conferenza stampa, Padovano ha anche dedicato parole di elogio al lavoro svolto dalla dirigenza nel costruire l'organico. Interrogato in particolare su Hasa, il tecnico ha allargato il discorso all'intera rosa: "Abbiamo tanti giovani interessanti, la società è stata brava a trovare giocatori che si stanno mettendo in mostra in un campionato importante".
Un riconoscimento che testimonia la validità del progetto tecnico portato avanti dalla Carrarese, capace di valorizzare elementi giovani in una categoria impegnativa come quella attuale. Proprio la crescita di questi talenti rappresenta uno degli aspetti più incoraggianti per il futuro della squadra, al di là del risultato negativo di Padova.
Tirando le somme della trasferta veneta, Padovano non ha dubbi sulla prestazione offerta dai suoi: "Oggi, comunque, meritavamo qualcosa in più". Una convinzione supportata dai numeri e dalla qualità del gioco espresso, che rende ancora più amaro il ritorno a casa senza nemmeno un punto in tasca.
La sfida di Padova consegna dunque alla Carrarese una sconfitta che brucia particolarmente per come è maturata. I marmiferi dovranno lavorare sulla concretezza sotto porta per evitare che prestazioni convincenti come quella dell'Euganeo continuino a tradursi in risultati negativi. La strada è quella giusta, come dimostrato dal dominio territoriale e dalle statistiche, ma nel calcio a contare sono i gol e i punti conquistati.
La squadra di Calabro dovrà quindi rialzarsi rapidamente da questa battuta d'arresto, forte della consapevolezza di aver giocato alla pari – se non meglio – di un avversario competitivo, ma con la necessità di trovare maggiore cattiveria e lucidità negli ultimi sedici metri.
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