Lacrime, corse e una maglietta con una foto stampata sul petto. La serata della consegna del trofeo di campioni del Girone C di Serie C ha regalato al Benevento Calcio e alla sua città momenti di autentica commozione, con il presidente Oreste Vigorito che, intervistato da SkySport, ha saputo raccontare in poche parole il senso profondo di una promozione attesa e, a suo dire, annunciata.
Tre anni fa, in un momento difficile per il club sannita, Vigorito aveva preso un impegno pubblico con la tifoseria: il ritorno in Serie B sarebbe arrivato entro un triennio. Parole che oggi suonano come una promessa solennemente onorata. "Credo che siamo stati chiari tre anni fa, avevamo detto che ci sarebbero voluti tre anni per tornare in B. Siamo stati bravi profeti", ha dichiarato il numero uno del club con evidente soddisfazione.
Una promozione che arriva a cinque anni di distanza dall'ultima, e che il presidente ha vissuto con un entusiasmo fisicamente tangibile. "Il calcio è bello in qualsiasi categoria, ma lo è ancora di più quando vinci. La cosa bella è che a cinque anni dall'ultima promozione io corro ancora, si vede che vincere fa bene", ha detto Vigorito, lasciando trasparire tutta la gioia del momento.
A colpire, tra le immagini della serata, la maglietta indossata dal presidente: sopra c'era stampata la fotografia di suo fratello Ciro, figura centrale nella storia del Benevento calcistico. Vigorito ha voluto spiegarne il significato con parole cariche di affetto. "Su questa maglietta c'è anche la foto di mio fratello Ciro. Perché insieme abbiamo piantato un'erba forte in questa città", ha affermato.
Il riferimento a Ciro Vigorito non è casuale: quest'anno ricorrono i vent'anni di presidenza di Oreste alla guida del club giallorosso, e i primi anni di quel percorso sono stati condivisi fianco a fianco con il fratello. "Quest'anno si festeggiano 20 anni di presidenza, i primi 4-5 li ho vissuti con mio fratello, gli altri 15 sempre con lui solo che lui è più furbo di me, si fa vedere di meno", ha scherzato Vigorito, in un passaggio che ha strappato sorrisi ma che nasconde un legame profondo e duraturo.
Al di là dei toni festosi, il presidente ha tenuto a ribadire i valori che, a suo avviso, contraddistinguono la gestione del club: rispetto della parola data, attaccamento alla maglia e senso di responsabilità verso la città. "Noi ci teniamo al calcio, alla nostra parola e quando promettiamo lo facciamo con la convinzione di farlo", ha sottolineato Vigorito, delineando una filosofia societaria che pone al centro l'integrità e la coerenza tra annunci e risultati.
Guardando alla prossima stagione in cadetteria, Vigorito ha già le idee chiare su almeno un punto fermo: Antonio Floro Flores, tecnico che ha guidato la squadra alla conquista del campionato, sarà il punto di partenza della programmazione futura. "Ripartiamo da Floro Flores. La squadra che vince non si tocca", ha dichiarato con nettezza il presidente, aggiungendo tuttavia che restano da definire i dettagli del progetto sportivo. "Dobbiamo parlare di programmi, sederci attorno ad un tavolo e completare la programmazione ma non c'è dubbio che si riparte da lui".
Una conferma, dunque, seppur ancora da formalizzare, che rappresenta un segnale di continuità in vista di un campionato — la Serie B — ben più impegnativo e competitivo rispetto alla terza serie nazionale.
A chiudere le dichiarazioni del presidente, una riflessione quasi filosofica sul tempo e sull'impegno. "Il futuro non è mai domani: questi 20 anni sono il primo attimo che abbiamo vissuto, poi vivremo quello successivo. Ma ci sarà sempre l'impegno a fare qualcosa di buono", ha concluso Vigorito, sintetizzando in poche righe la visione di lungo periodo con cui intende continuare a guidare il Benevento.
Una città, una famiglia, vent'anni di calcio. E un trofeo da campioni, ancora una volta, alzato al cielo del Sannio.
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