Nel calcio moderno, trovare un giovane in grado di garantire continuità e rendimento costante è una rarità; trovare un classe 2006 capace di non saltare nemmeno un secondo di gioco è quasi un’impresa. Marco Falasca, terzino sinistro del Foligno, è l’uomo dei record nel girone E di Serie D: è infatti il calciatore di movimento nato nel 2006 con il maggior numero di minuti giocati nel raggruppamento e tra i primi in assoluto nell'intera categoria.
Con 31 presenze su 31 gare disputate, arricchite da 2 reti e ben 8 assist nei suoi 2780 minuti in campo, il ventenne romano si sta consacrando come uno dei profili più interessanti del panorama dilettantistico nazionale. Cresciuto nel prestigioso settore giovanile del Perugia, Falasca vanta già un’importante esperienza in quarta serie, avendo vestito lo scorso anno le maglie di Grosseto e Forlì, club con cui ha festeggiato la vittoria del campionato. Noi di Notiziariocalcio.com lo abbiamo intervistato in esclusiva per farci raccontare i segreti di questa stagione straordinaria.
Marco, i numeri parlano per te: sempre in campo, gol e tanti assist. Qual è il tuo bilancio finora?
«Sono molto soddisfatto di aver accumulato tutti questi minuti. È gratificante aver fornito così tanti assist e aver segnato due gol che ci stanno aiutando concretamente nella nostra corsa verso i playoff. Ovviamente il merito va diviso con i miei compagni, che mi hanno supportato costantemente permettendomi di esprimermi al meglio. Ora mancano tre giornate alla fine della regular season e vogliamo dare tutto quello che abbiamo. Sappiamo che i 7 punti di distacco dal quinto posto sono tanti e non sarà facile colmare il gap, ma noi continueremo a lottare fino all'ultimo secondo utile».
Passare dal settore giovanile a una prima squadra non è mai banale. Quali differenze hai riscontrato maggiormente?
«Avere in squadra compagni con maggiore esperienza fa una differenza enorme. Ti aiutano molto a livello morale, specialmente nei periodi in cui i risultati faticano ad arrivare. Grazie al loro supporto e ai loro consigli si riescono ad affrontare e superare meglio le difficoltà che inevitabilmente si incontrano durante un campionato lungo e faticoso come questo».
Un pilastro della tua stagione sembra essere il rapporto con l'allenatore. Com'è lavorare con lui?
«Il mister è un tecnico a cui piace molto parlare con noi ragazzi. Cura molto il rapporto umano e professionale con i giocatori e questo mi ha permesso di trovarmi bene fin dal primo giorno. Abbiamo un ottimo legame; mi dà continuamente consigli preziosi per migliorare ogni aspetto del mio gioco. Se sto riuscendo a fare così bene in questa stagione, gran parte del merito è sicuramente suo».
Nel corso di questo campionato, quali sono le squadre che ti hanno impressionato di più sul campo?
«Le squadre che mi hanno colpito maggiormente sono state il Grosseto e il Prato. Il Grosseto mi ha impressionato per la grande mentalità dimostrata in ogni fase del match, mentre il Prato dispone di calciatori, specialmente a centrocampo e in attacco, che sono chiaramente di categoria superiore e sanno fare la differenza in qualsiasi momento».
Guardando al futuro, quali sono le tue ambizioni e a quale grande campione ti ispiri?
«Il mio modello di riferimento è Federico Dimarco: mi rispecchio molto nel suo modo di interpretare il ruolo ed è per me un punto di riferimento costante. Per quanto riguarda il futuro, le mie ambizioni sono chiare: l'anno prossimo vorrei fare il salto di categoria e giocarmi le mie carte in Serie C».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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