Attilio Lombardo ha fatto il suo esordio ufficiale come nuovo allenatore della Sampdoria, presentando la delicata sfida interna contro il Venezia con un carico di emotività fuori dal comune. Per l'ex ala destra, sedere sulla panchina blucerchiata non è un incarico come gli altri, ma un ritorno a casa che porta con sé oneri pesantissimi.
Il tecnico ha ammesso candidamente che guidare il club del proprio cuore rappresenta una sfida professionale e umana senza precedenti. L'emozione del debutto è palpabile, paragonata quasi a un primo giorno di scuola, ma con la consapevolezza che la posta in gioco sia infinitamente più alta.
«L’emozione è tanta. Guidare la squadra del cuore significa avere ancora più responsabilità. È un po’ come tornare a scuola, anche se adesso è più difficile. Le emozioni passeranno quando inizierà la partita», ha spiegato Lombardo, cercando di canalizzare i sentimenti verso l'obiettivo sportivo.
Il nuovo mister non vuole voltarsi indietro, rifiutando paragoni con le gestioni passate o con le stagioni precedenti. Il focus è tutto concentrato sul breve periodo: nove finali per strappare una salvezza che, a suo dire, passa esclusivamente dalla volontà ferrea che il gruppo saprà mettere sul rettangolo verde.
«Ora ho nove partite per provarci e per salvarci. Non voglio pensare ai playout: queste gare possono bastare, se lo vogliamo davvero», ha dichiarato con fermezza, allontanando lo spettro degli spareggi e chiedendo ai suoi ragazzi di puntare direttamente al traguardo massimo.
L'esperienza maturata sui campi di tutto il mondo e al fianco di tecnici di caratura internazionale viene messa al servizio della causa, ma senza presunzione. Per Lombardo, il vero segreto della rinascita non risiede nei moduli o nei nomi, quanto piuttosto nell'approccio mentale con cui si affrontano le difficoltà.
La Sampdoria è per lui una questione di sangue, un legame nato ai tempi di Cremona e mai reciso. L'obiettivo dichiarato è quello di scrivere un finale diverso per una stagione che finora ha regalato poche gioie, restaurando l'immagine di una società storica e gloriosa.
«La Sampdoria mi è entrata nel DNA, soprattutto dopo Cremona. Vorrei che questa storia avesse un lieto fine. Oggi il libro è un po’ sporco e dobbiamo ripulirlo. Siamo tutti colpevoli e dobbiamo tornare a essere innocenti», ha aggiunto l'allenatore con una metafora poetica quanto efficace.
Il primo ostacolo si chiama Venezia, una formazione che Lombardo stima profondamente. Il tecnico conosce bene Giovanni Stroppa, di cui loda la bravura e con cui condivide radici calcistiche comuni, e si aspetta una partita di sofferenza dove gli avversari proveranno a dominare il gioco.
«Il Venezia è una squadra forte. Non ho paura, ma so che ci farà soffrire. Probabilmente avranno più possesso palla, perché è una squadra abituata a giocare così. Noi dobbiamo soprattutto fare la prestazione», ha analizzato con realismo, puntando tutto sull'orgoglio dei suoi.
Non ci saranno proclami o richieste particolari ai tifosi, perché Lombardo conosce troppo bene il pubblico doriano per sapere che il sostegno non mancherà mai se la squadra dimostrerà di sudare la maglia. Il rapporto con la gradinata è solido da quando, giovanissimo, arrivò a Genova.
Ai suoi calciatori il mister ha chiesto massima disponibilità, mantenendo un rapporto umano schietto ma definendo chiaramente i ruoli. Pur lasciando che lo chiamino ancora con il suo storico soprannome, Attila ha ricordato che le gerarchie ora impongono scelte difficili che potrebbero scontentare qualcuno.
«Ai ragazzi ho detto che possono continuare a chiamarmi come prima, anche Attila. Certo, adesso sono io il responsabile e non sarà facile perché dovrò scontentare qualcuno. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile, me compreso», ha precisato con piglio deciso.
La chiusura della conferenza è stata un atto d'amore incondizionato verso i colori blucerchiati. Il tecnico ha ringraziato la società per la fiducia, ribadendo di essere pronto a qualsiasi sacrificio pur di risollevare le sorti del club, anche il più umile.
«Per amore della Samp farei qualsiasi cosa, anche le righe del campo di Bogliasco», ha concluso Lombardo, sigillando un patto di fedeltà che i tifosi sperano possa trasformarsi presto in punti pesanti per la classifica.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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