Ci sono date che sul calendario si presentano con un peso diverso. Oggi è il 25 aprile 2026, una giornata che in Italia significa festa, liberazione, primavera. Ma per chi ama il calcio, per chi ha vissuto gli anni Novanta con il pallone tra i piedi e le figurine tra le mani, questa data porta con sé un'eco di profonda malinconia. Sono passati esattamente trentuno anni da quel 25 aprile del 1995, quando il destino, beffardo e crudele, decise di fischiare la fine della partita di Andrea Fortunato. Aveva solo 23 anni.
Se chiudiamo gli occhi, l'immagine di Andrea è ancora lì, nitida e bellissima. I riccioli scuri al vento, il sorriso timido ma luminoso, la maglia bianconera numero 3 che gli calzava a pennello, pesante per chiunque ma non per lui, che era già stato ribattezzato "l'erede di Antonio Cabrini".
Nato a Salerno nel 1971, Andrea era un predestinato. Aveva incantato a Como e a Pisa, prima di esplodere definitivamente con la maglia del Genoa sotto la guida di Osvaldo Bagnoli. Una stagione stratosferica che gli valse la chiamata della Juventus di Giovanni Trapattoni nell'estate del 1993. Fortunato non era solo un terzino sinistro: era un cursore moderno, elegante, capace di arare la fascia con una falcata inesauribile e di crossare con una precisione chirurgica. In pochi mesi conquistò Torino e stregò Arrigo Sacchi, che nel settembre del '93 gli regalò l'esordio nella Nazionale maggiore a Tallinn, contro l'Estonia. Il mondo, semplicemente, era ai suoi piedi.
Poi, nella primavera del 1994, un inspiegabile calo fisico. La fatica a recuperare, l'affanno anomalo per un atleta con i suoi polmoni. A maggio, la doccia gelata: leucemia linfoide acuta. Da quel momento, il ragazzo di Salerno iniziò la partita più dura, affrontandola con lo stesso coraggio con cui puntava gli avversari sulla fascia. Le cure, il trapianto di midollo osseo (donato dalla sorella Paola), i mesi in ospedale a Perugia.
Il mondo del calcio si strinse attorno a lui in un abbraccio commovente. Andrea sembrava avercela fatta: aveva ricominciato a sorridere, i valori miglioravano, era persino andato a trovare i suoi compagni della Juve in ritiro a Genova per una partita, accendendo la speranza in un ritorno in campo. Ma il sistema immunitario, indebolito dalle terapie, non resse a una banalissima infezione polmonare. Si spense così, nel tardo pomeriggio di quel 25 aprile di 31 anni fa, lasciando un vuoto incolmabile in compagni, avversari e tifosi.
Poche settimane dopo, la Juventus di Marcello Lippi conquistò il suo ventitreesimo scudetto. La dedica, unanime e straziante, fu tutta per lui. Gianluca Vialli, Roberto Baggio, Fabrizio Ravanelli: tutti piansero in campo per "lo scudetto di Andrea".
Oggi, a oltre tre decenni di distanza, il ricordo di Fortunato non si è minimamente sbiadito. Il calcio di oggi corre veloce, spesso fagocita i suoi protagonisti in un tritacarne mediatico dove tutto si consuma in fretta. Eppure, la figura di Andrea resiste al tempo, cristallizzata in quell'eterna giovinezza che accomuna gli eroi tragici del nostro sport, da Gaetano Scirea a Gigi Meroni, fino a Davide Astori.
Scrivere di lui oggi, nel 2026, non è solo un esercizio di memoria, ma un atto di gratitudine. Gratitudine per averci mostrato, in soli 23 anni, il volto più bello e pulito del calcio.
Ovunque tu sia, Andrea, sappiamo che stai ancora correndo su quella fascia sinistra, con i riccioli al vento e quel sorriso che nessuno, nemmeno il tempo, potrà mai cancellare.
Altre notizie - In Copertina
Altre notizie
- 14:30 Serie B, il risultato finale della sfida tra Catanzaro e Spezia
- 14:15 Calcio italiano sotto inchiesta: Rocchi indagato per frode sportiva
- 14:00 Gli allenatori con la media punti più alta del girone D di Serie D
- 13:45 La Renato Curi Angolana insorge contro un giudice sportivo della FIGC
- 13:30 Serie D - girone C, la presentazione del 33° turno: Corsa playoff all'ultimo respiro, zona rossa incandescente
- 13:15 Milan-Juventus, Allegri: «È una partita bella, da vincere. Il nostro obiettivo resta arrivare tra le prime quattro»
- 13:00 Gli allenatori con la media punti più alta del girone C di Serie D
- 12:45 Andrea Fortunato, 31 anni dopo: il sorriso spezzato di un talento che corre ancora
- 12:30 Serie B LIVE! Aggiornamenti in tempo reale di Catanzaro-Spezia
- 12:15 Bremer, pilastro ritrovato: la Juventus punta su di lui
- 12:00 Gli allenatori con la media punti più alta del girone B di Serie D
- 11:45 Roma, Gasperini traccia la rotta: rafforzare, non ricostruire
- 11:30 Serie D - girone B, la presentazione del 33° turno: Caratese in carrozza, ora è lotta per l'ultimo treno play-off e la fornace play-out
- 11:15 Giovanni Leoni torna a ruggire: il difensore del Liverpool sarà pronto per la nuova stagione
- 11:00 Gli allenatori con le media punti più alta del girone A di Serie D
- 10:45 Serie B, 36ª giornata: dopo Monza e Avellino, gli occhi sono tutti sul Venezia
- 10:30 Serie D - girone A, la presentazione del 33° turno: Match point Vado per la Serie C
- 10:15 Serie C, il sipario cala sulla stagione regolare: playoff e salvezza ancora in bilico
- 10:00 Addio ai diritti sportivi sudati sul campo: la Serie D 2026/27 la faranno i bilanci, non i risultati
- 09:45 Modena, Nador: «Ci siamo, contro la Reggiana vogliamo vincere»
- 09:30 Fasano ad Aversa per blindare il secondo posto. Corvino: «Sarà ostica»
- 09:15 Ternana concentrata sul campo: contro la Pianese l'ultimo atto prima dei playoff
- 09:00 Serie D, continua l'era dei giovani: tre under anche nei prossimi anni, nessun passo indietro
- 08:45 Monza, Bianco: «Ci mancano sei punti per festeggiare»
- 08:30 Eccellenza, è qui la festa: tutte le promosse in Serie D e le sfide decisive dell'ultimo turno
- 08:15 Foggia-Salernitana, molto più di una partita: playoff e orgoglio in campo chiuso
- 08:00 Gravina lo aveva già detto da presidente: "Cento squadre professionistiche sono troppe"
- 07:45 Modena ko a Monza. Sottil: «Resta una grande prestazione»
- 07:30 Serie D: chi sono i calciatori più giovani ad aver debuttato quest'anno
- 07:15 Trapani, Antonini contro il sistema: chiesti 100 milioni di risarcimento
- 07:00 Penalizzazioni in arrivo: ecco i club di Serie D a rischio classifica per gli stipendi non pagati
- 06:45 Avellino, Ballardini: «Ci sono posizioni che possiamo ancora raggiungere»
- 06:30 Serie D, il programma completo della 33°giornata. Tutti in campo domani
- 00:00 Sampdoria, Manfredi si dimette: De Gennaro nuovo presidente
- 23:45 Castelfidardo al bivio: vincere o rassegnarsi, la sfida decisiva allo stadio Bonelli
- 23:30 «Chieti cambiato, ma conosco bene i loro leader», l'ex Grandis avvisa la Vigor Senigallia prima del ritorno al passato
- 23:15 Barletta torna in Serie C, Paci: «La piazza non merita la D»
- 23:00 Serie B, il risultato finale della sfida tra Avellino e Bari
- 22:45 Benevento, Floro Flores non fa sconti: «Non regalo nulla, vogliamo vincere anche l'ultima»
- 22:45 Serie A, il risultato finale della sfida tra Napoli e Cremonese
- 22:30 «Il campo di Altopascio è stato il nostro fortino», Maraia chiama a raccolta i tifosi per blindare i playoff in casa
- 22:15 Sudtirol, la furia di Castori: «A La Spezia un’umiliazione, ma ora rialziamoci subito»
- 22:00 Recanatese col fiato sospeso: Mordini in bilico e lo spettro della squalifica di Cociino
- 21:45 Andria, mister Catalano sulla sfida di Manfredonia: «Professionalità al primo posto, ecco come sostituiremo Taurino»
- 21:30 Playoff nel mirino: il Notaresco gioca la volata finale con il vento in poppa
- 21:15 Fasano, Montanaro: «Ci riprendiamo il secondo posto e faremo dei playoff da protagonisti»
- 21:00 Serie B LIVE! Aggiornamenti in tempo reale di Avellino-Bari
- 20:58 Serie B, il risultato finale della sfida tra Monza e Modena
- 20:50 Lombardo scuote la Sampdoria: «Domani per noi è l’ultima spiaggia, voglio risposte mature»
- 20:45 Serie A LIVE! Aggiornamenti in tempo reale di Napoli-Cremonese