Il Casarano Calcio ha centrato la qualificazione ai playoff di Serie C con diverse giornate di anticipo, chiudendo una stagione che ha superato ogni previsione della vigilia. A tracciare un bilancio approfondito è Antonio Obbiettivo, Responsabile dell'Area Tecnica del club salentino, che ripercorre i momenti salienti di un'annata memorabile.
Tornare in Serie C dopo ventissei anni di assenza e qualificarsi immediatamente ai playoff non era un obiettivo dichiarato. Lo ammette con franchezza lo stesso Obbiettivo, ricordando le indicazioni ricevute alla vigilia della stagione: «Il presidente Filograna all'inizio mi aveva detto di voler ottenere una salvezza tranquilla e poi di voler divertirsi. Io gli avevo promesso che avrei provato a portare la squadra almeno al decimo posto per disputare i playoff. Siamo andati ben oltre le più rosee aspettative. Ce li godiamo questi playoff e vediamo fin dove possiamo arrivare».
Un risultato che assume ancora più valore se si considera la natura del Girone C, uno dei più competitivi del panorama dilettantistico-professionistico italiano, popolato da club con tradizioni importanti nella massima serie.
Affrontare Benevento, Catania, Salernitana, Crotone, Foggia e persino l'Atalanta Under 23 ha rappresentato per il Casarano qualcosa di più di una semplice sfida sportiva. «Quando ho visto il calendario e tutte le piazze storiche che avremmo affrontato sono rimasto estasiato», racconta Obbiettivo. «È stato un grande onore per la nostra comunità e per la nostra gente confrontarsi con piazze che hanno scritto pagine importanti della Serie A. Abbiamo cercato di onorare al massimo i nostri colori».
Una motivazione aggiuntiva, dunque, che ha alimentato l'orgoglio di un gruppo unito attorno a valori condivisi.
Uno degli episodi più significativi della stagione riguarda la sessione invernale di mercato. Diversi club di rango superiore hanno bussato alle porte del Casarano, interessati ad alcuni dei protagonisti della cavalcata rossoazzurra: dal capocannoniere Chiricò a Cerbone, da Cajazzo ad altri giovani di prospettiva. Le offerte erano economicamente rilevanti, tanto da poter incidere in modo sostanziale sui conti societari.
«Abbiamo ricevuto proposte economiche molto interessanti che avrebbero potuto patrimonializzare in maniera importante la società», spiega Obbiettivo. «Quando le ho portate al presidente, però, lui non ha voluto sentire ragioni. Si è affezionato ai giocatori anche dal punto di vista umano».
Una scelta che rivela il carattere di Antonio Filograna, figura centrale del progetto, descritto come un presidente capace di anteporre il legame affettivo con i propri calciatori alle valutazioni puramente finanziarie.
Il ruolo di Obbiettivo all'interno della struttura dirigenziale del Casarano non si limita alla costruzione della rosa. Il dirigente descrive sé stesso come un elemento di bilanciamento rispetto all'entusiasmo del numero uno del club: «Il mio lavoro deve portare sostenibilità al club. A volte devo essere io a frenare il presidente, che è il primo tifoso rossoazzurro e si fa trascinare dalle emozioni. Però è giusto così: il calcio è anche emozione, ma serve equilibrio».
Una dialettica virtuosa tra spinta emotiva e razionalità gestionale, che sembra aver contribuito in misura determinante ai risultati ottenuti.
Al centro della filosofia di Obbiettivo c'è un principio che va oltre la dimensione tecnica: «Per me l'aspetto umano è fondamentale. Cerco sempre di scegliere prima la persona e poi il calciatore. Voglio ragazzi leali, onesti, seri e disponibili. Il rapporto umano viene prima di quello professionale. Questo è un gruppo di ragazzi straordinario dal punto di vista dell'educazione e dell'approccio al lavoro».
Un metodo che ha dato i suoi frutti già nella stagione precedente, quando il Casarano conquistò la promozione dalla Serie D alla Serie C con una vittoria per 4-0 contro l'Andria, e che si è confermato vincente anche nel campionato appena concluso.
Senza rivelare le strategie nel dettaglio, Obbiettivo delinea comunque la direzione che il club intende seguire nella prossima stagione: «Abbiamo costruito un gruppo solido e ambizioso. L'obiettivo è continuare a lavorare con la stessa mentalità, valorizzando i giocatori che hanno dimostrato di meritare la categoria e integrando elementi che possano alzare ulteriormente il livello della squadra».
Un progetto a lungo termine, fondato su scelte condivise e su un rapporto di fiducia tra il presidente Filograna e l'allenatore Vito Di Bari, figure che il dirigente indica come pilastri dell'identità tecnica e umana del club. «Il presidente è una persona ambiziosa che quando scende in campo lo fa per vincere. Il nostro è un progetto serio e vogliamo continuare su questa strada».
Il Casarano si prepara dunque ad affrontare i playoff con la consapevolezza di aver già compiuto qualcosa di straordinario, e con la voglia di spingersi ancora più in là.
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