Prosegue senza sosta l'appuntamento con le interviste esclusive curate dalla redazione di Notiziariocalcio.com. Il nostro viaggio all'interno del calcio italiano, con un focus particolare sulle dinamiche della Serie C e della Serie D, ci porta oggi a dialogare con un profilo di grande esperienza e profondità tecnica. Il protagonista del nostro approfondimento è Andrea Grammatica, dirigente classe 1978 e attuale direttore esecutivo della Giò Sport.
Con un passato importante alle spalle come direttore sportivo in piazze del calibro di Siena, Spezia, Reggiana, Ravenna e Team Altamura, Grammatica rappresenta una voce autorevole per analizzare l'evoluzione del mercato, l'andamento dei campionati e i talenti emergenti del panorama nazionale. In questa chiacchierata, abbiamo toccato diversi temi: dalla sua nuova sfida professionale fino alle griglie dei playoff che si apprestano a infiammare il finale di stagione.
Abbiamo iniziato parlando proprio della sua attuale avventura professionale, intrapresa ormai da diversi mesi: «Sto vivendo questa fase con grande entusiasmo. Era già da un po' di tempo che maturavo l'idea di cambiare percorso, perché, dal mio punto di vista, il ruolo del direttore sportivo è cambiato, purtroppo in peggio. Cercavo nuovi stimoli e ho accettato con convinzione l'offerta dell'agenzia Giò Sport, una realtà che viene gestita sempre più con la mentalità e l'organizzazione di un club, strutturata tra le varie aree di competenza. Mi sento molto stimolato: è un modo diverso di fare mercato e cerco di sfruttare il bagaglio di esperienza accumulato negli anni per portarlo all'interno dell'agenzia».
Il discorso si è poi spostato sull'Altamura, club che Grammatica ha lasciato lo scorso agosto, e sull'analisi del girone C di Serie C: «Hanno disputato un buon campionato, guidati da una squadra esperta che ha saputo mettere in mostra anche alcuni giovani interessanti. Sono felice dei risultati ottenuti perché già l'anno scorso calciatori come Grande, Dipinto e Silletti avevano dato la netta sensazione di poter reggere l'urto della categoria superiore. A parte Silletti, che ha già chiuso un accordo, sono convinto che anche gli altri due avranno le loro occasioni. La società è stata brava a pescare altri giovani validi e mister Mangia ha svolto un grandissimo lavoro di crescita; molti elementi della rosa sono migliorati sensibilmente sotto la sua gestione. A mio avviso avrebbero potuto chiudere persino meglio, dando l'impressione di poter centrare addirittura i playoff, ma alla fine hanno ripetuto il percorso della passata stagione. L'obiettivo della società era restare fuori dai playout e lo hanno centrato, nonostante le difficoltà iniziali. Sul Girone C? Ho sempre pensato che il Benevento potesse vincere il campionato; il Catania ha nomi importanti in organico, ma nello sviluppo del gioco c'è sempre stata una differenza evidente. Altre squadre avrebbero potuto fare di meglio, ma quest'anno, a differenza delle passate stagioni, si è scavato un solco troppo netto tra il Benevento e le inseguitrici. Resta comunque un girone di altissimo livello, con club dai budget importanti e una competitività nella parte alta della classifica che è sempre più elevata rispetto agli altri raggruppamenti».
Passando al girone B e al Ravenna, Grammatica ha analizzato così la situazione: «Tra novembre e gennaio il Ravenna mi ha dato l'impressione di poter vincere il campionato. Parliamo di una proprietà ambiziosa, con una solida forza economica. Successivamente hanno accusato una flessione importante che non ha permesso loro di competere per la promozione diretta in B, ma la stagione resta comunque positiva. Il distacco non è stato abissale, ma per quanto espresso durante tutto l'arco dell'anno l'Arezzo è stata la compagine più continua. L'Ascoli, nelle ultime 14 giornate, è stato letteralmente "ingiocabile"; hanno sprecato troppi punti all'inizio perché il progetto tecnico è partito con un po' di ritardo, proprio come accaduto a Ravenna. La differenza l'hanno fatta i tempi necessari per la costruzione della squadra e per trovare una precisa identità di gioco».
Non è mancata una riflessione sulla Spal: «Ho avuto modo di vederli dal vivo. Per loro è stata una stagione estremamente difficile. Piazze con questa storia che scendono improvvisamente di categoria avvertono una pressione enorme, anche se ti trovi a disputare l'Eccellenza. All'inizio tutti si aspettavano un ruolo da protagonista assoluta, ma se non conosci bene la categoria non è mai facile. Qualche settimana fa erano a -10, poi sono stati bravi a recuperare e ora si trovano a -2 prima dell'ultima domenica. Devo dire però che il Mezzolara dispone di calciatori di categoria e non vedo tutta questa differenza tra le due squadre, nonostante la SPAL possa contare su un pubblico meraviglioso».
In ottica playoff, Grammatica ha le idee chiare sulle favorite: «Credo che se l'Ascoli riuscirà a mantenere gli standard prestazionali degli ultimi due mesi, sarà la favorita numero uno. È difficile, perché in queste fasi ci sono settimane in cui si rischia di staccare la spina non giocando con regolarità. Per valori assoluti, vedo come possibili semifinaliste Ascoli, Ravenna, Catania e una tra Casertana e Cosenza, anche se molto dipenderà dagli accoppiamenti. Il Brescia? Lo vedo un gradino sotto le altre. Per quanto riguarda la Salernitana, ammetto di essere condizionato dalle volte in cui l'ho vista dal vivo. Per blasone, piazza ed esperienza la inseriresti di diritto tra le semifinaliste, ma deve mostrare qualcosa in più rispetto a quanto fatto finora. In queste sfide conta molto la testa e la condizione fisica di alcuni calciatori determinanti; non voglio escluderli, ma rispetto alle altre hanno mostrato un pizzico di meno».
Infine, un commento sui talenti seguiti da vicino o scoperti in passato: «Un giovane a cui sono molto legato è Matteo Prati, calciatore che ho avuto a Ravenna in Serie D e poi l'ho venduto alla Spal in Serie B nella stagione successiva. È arrivato in Serie A, è vero, ma credo fermamente che abbia ancora ampi margini di crescita; il legame resta forte perché l'ho avuto con me. Tra i calciatori che ho visto e che mi hanno colpito recentemente, è giusto citare qualcuno che conoscevo meno: un profilo che mi ha sorpreso estremamente e che sono sicuro arriverà a ottimi livelli è Mateus Da Silva del Barletta. Ha fame, esplosività... ho visto pochi calciatori, anche in Serie B, con un potenziale del genere».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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