Alla vigilia di uno degli appuntamenti più sentiti dell'intera stagione, l’allenatore del Modena ha voluto sottolineare con forza la natura straordinaria della sfida che attende i suoi ragazzi sul prato del Braglia. Per il tecnico, il confronto con la Reggiana trascende la semplice logica dei tre punti, diventando un momento di simbiosi totale tra la squadra e il tessuto urbano che la sostiene quotidianamente.
«Questa partita è la partita, è il derby e non è mai una sfida normale, ma è una gara speciale che azzera tutto. Siamo profondamente consapevoli della doppia valenza che riveste questo scontro, sentiamo il grande trasporto della città e sappiamo perfettamente l’importanza di questo derby. In campo domani dobbiamo avere la forza di portare tutta Modena, pur sapendo che affronteremo una gara tosta e scorbutica».
L'obiettivo dichiarato è quello di lottare su ogni pallone, dal fischio d'inizio fino al termine dei recuperi, con la consapevolezza che il risultato finale potrebbe blindare una posizione di classifica estremamente vantaggiosa in vista degli spareggi promozione. Il sesto posto, infatti, garantirebbe la possibilità di disputare il primo turno dei playoff davanti al proprio pubblico, un fattore che Sottil considera un traguardo di assoluto prestigio.
«Vogliamo dare battaglia dal primo al centesimo minuto. Sentiamo il peso di questa partita, ma ci dobbiamo arrivare molto lucidi e sereni mentalmente, con grande carica e ferocia agonistica. Ci teniamo moltissimo a portare a casa un risultato prestigioso. Per me la testa è fondamentale e comanda il corpo: queste sono partite in cui i tifosi, pur dandoci una spinta enorme, non fanno gol e non difendono. Siamo noi che dobbiamo performare».
Analizzando la condizione dei singoli e la gestione tattica delle ultime uscite, l'allenatore ha spiegato alcune scelte recenti e ha fatto il punto sugli infortunati ormai recuperati. Tra questi spicca Sersanti, per il quale è stato predisposto un piano di rientro graduale che ha coinvolto anche sessioni di allenamento specifiche per ritrovare il ritmo necessario a incidere nuovamente in prima squadra.
«Per Sersanti è stata una gestione programmata, gli abbiamo fatto fare anche allenamenti con la Primavera per portarlo al livello dei compagni. Ora è recuperato al cento per cento, anche se chiaramente non ha ancora lo stesso minutaggio degli altri, ma è un giocatore performante per fisicità. Ragiono sempre partita per partita, stando attento anche ai cartellini. A Monza ho cambiato Tonoli perché era ammonito e volevo evitare rischi, inserendo Nieling».
Il tecnico non ha evitato di affrontare il tema delle ferite ancora aperte nella tifoseria modenese a causa dei precedenti contro i granata, ma ha ribadito la necessità di restare ancorati al presente. La squadra arriva a questo appuntamento dopo due sconfitte consecutive, un dato che ha generato una reazione nervosa positiva all'interno del gruppo, desideroso di riscattarsi proprio nella gara più importante.
«Non c’ero l’anno scorso, ma so cos’era successo. Conta il presente, anche se mi rendo conto che per la città è rimasta una ferita aperta che fa male. Qua dentro siamo tutti compatti e uniti con una sola testa per andare al bersaglio. Ho visto la sana rabbia di non avere portato a casa niente nelle ultime due gare: ho visto serenità, ma anche la giusta cazzimma. I playoff sono un obiettivo già raggiunto e dobbiamo esserne orgogliosi».
In merito alle insidie tecniche poste dalla Reggiana, l'allenatore gialloblù ha predicato umiltà e spirito di sacrificio, avvertendo i suoi di non sottovalutare un avversario che, nonostante qualche difficoltà stagionale, rimane pericoloso. La chiave del successo risiederà nella capacità dei giocatori di non farsi travolgere dall'eccessiva pressione esterna, mantenendo la freddezza necessaria per gestire il pallone.
«Bisogna entrare in campo con grandissima umiltà: una squadra operaia che rispetta la Reggiana, consapevoli che dobbiamo essere bravi a metterli in difficoltà. Se hanno questa classifica, qualche problema ce l’hanno anche loro, ma guai a pensare che sia tutto fatto. Il quadro dobbiamo dipingerlo noi domani. Santoro ha avuto una forte influenza ma lo abbiamo recuperato, mentre davanti ho ancora dei dubbi e mi voglio tenere qualche riserva».
Un passaggio finale è stato dedicato all'assenza della tifoseria ospite, una circostanza che il tecnico ha accolto con rammarico dal punto di vista sportivo, pur sottolineando come l'ambiente casalingo dovrà essere bravo a trascinare ulteriormente i propri sostenitori attraverso una prestazione di alto livello agonistico e tecnico.
«Mi dispiace perché il calcio è uno spettacolo e ne paga lo sport, sarebbe stato bello avere la contrapposizione tra tifosi, ma per noi non cambia nulla: siamo concentrati a prescindere. Tutti gli attaccanti si muovono bene e sono convinto che i gol arriveranno, anche Pedro Mendes si è fatto trovare pronto. Dobbiamo essere noi, con il nostro atteggiamento in campo, a trasportare la nostra gente verso la vittoria».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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