Dal 24 aprile, giorno in cui sono state ufficializzate le sue dimissioni, Matteo Manfredi non ha più preso la parola in pubblico sulla Sampdoria. Un silenzio che, stando a quanto riferisce il Secolo XIX, non sarebbe soltanto una scelta personale ma il frutto di precisi vincoli contrattuali.

Gli accordi raggiunti con Joseph Tey al momento della separazione conterrebbero infatti una clausola che vieta all'ex presidente di esprimersi sul club. L'obiettivo dell'investitore singaporiano, secondo la ricostruzione del quotidiano genovese, sarebbe stato quello di estromettere Manfredi dalla vita societaria, evitando che il suo nome continuasse a essere associato alla Sampdoria.

Tra le disposizioni previste dall'intesa ci sarebbe anche un'ulteriore limitazione: Manfredi non potrebbe presentarsi allo stadio Luigi Ferraris in occasione delle partite della squadra. L'uscita di scena, dunque, andrebbe oltre il ruolo dirigenziale e investirebbe persino la possibilità di seguire i blucerchiati dagli spalti.

Finora l'ex presidente avrebbe rispettato la linea del silenzio.

Sul versante opposto, Andrea Radrizzani è tornato a parlare della Sampdoria in un'intervista concessa a "Calcio&Finanza". Nel corso del colloquio ha ricordato il proprio contributo al salvataggio del club e ha riconosciuto a Manfredi il merito di aver portato a termine un lavoro straordinario per raggiungere un accordo.

Resta infine un dettaglio curioso: sul sito londinese di Gestio Capital, nella pagina dedicata alle "curated partnership", sarebbe ancora presente il logo della Sampdoria.

Sezione: Serie B / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 22:45
Autore: Andrea Villa
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