In casa Avellino si respira grande entusiasmo all'indomani dell'affermazione casalinga ottenuta contro la Sampdoria, un successo cruciale che ha ripreso la marcia dei biancoverdi. A fare il punto dettagliato sulla situazione della squadra e sulle prospettive stagionali dei lupi è stato Mario Aiello, direttore sportivo del club irpino, intervenuto nel corso del format tv Contatto Sport in onda su Prima Tivvù.

Il dirigente della società irpina ha aperto il suo intervento analizzando l'atteggiamento tattico mostrato dalla formazione guidata da mister Alessandro Nesta nell'ultimo turno di campionato: «Siamo contenti della prestazione e della vittoria ottenuti venerdì. Abbiamo riscattato la sconfitta di Ascoli, dove comunque eravamo reduci da un ottimo primo tempo. Abbiamo giocato bene, rispettando quello che chiedeva mister Nesta, cioè cercare di gestire meglio il possesso palla nonostante il vantaggio, senza chiuderci e speculare sul risultato. Bisogna continuare così».

Spazio poi alle singole prestazioni dei calciatori in rosa, con un particolare focus sul reparto d'attacco e sull'evoluzione delle condizioni fisiche della punta Walid Cheddira: «Gol da grande attaccante, gli mancava il ritmo partita, è un giocatore che ha una struttura fisica importante, aveva bisogno di un po' di tempo per entrare in condizione e posso dire che è sulla buona strada».

Elogi marcati anche per la continuità di rendimento evidenziata da Raffaele Russo, punto fermo dello scacchiere tattico e pedina fondamentale dell'organico dei lupi: «Sta qui da tanti anni, fu portato da Enzo De Vito che fece un bel colpo davvero. Il grave infortunio lo ha frenato, ci è voluto un po' di tempo per vederlo al top. L'anno scorso aveva inciso più da subentrato, ma lo step che ha fatto è stato soprattutto sotto il profilo tattico. Ha una forza fisica, una grande accelerazione, grande tecnica, sta dimostrando tutta la sua forza. Russo non si tocca? Ovviamente, è un patrimonio del club, siamo contenti della sua esplosione. Il valore di mercato? Sicuramente importante».

Analizzando il cammino complessivo e le reali aspirazioni dell'Avellino nel torneo cadetto, il responsabile dell'area tecnica ha invitato la piazza a mantenere i piedi per terra: «Il nostro è un percorso che deve portarci a consolidare la categoria, fa piacere che c'è entusiasmo, ma non dobbiamo perdere di vista quelli che sono gli obiettivi iniziali. Giocare sempre con il coltello tra i denti, determinazione, a testa alta su ogni campo. Dobbiamo cercare di mantenere equilibrio».

Sollecitato sul valore della competizione e sulle compagini candidate alle posizioni di vertice, il ds della formazione irpina ha elencato le realtà più competitive: «Credo le tre retrocesse dalla A, il Palermo, il Modena. Lo stesso Mantova e anche il Sudtirol è una bella squadra».

Proseguendo la disamina dei singoli, il direttore sportivo si è soffermato sul percorso di crescita e sulle caratteristiche di Moruzzi: «Il discorso terzino o ala tutta fascia a me non è mai piaciuto. Moruzzi ha sempre giocato a 4 e sa giocare come sta facendo a 5. Chi dice che da terzino non può giocare? Deve crescere ovviamente, ha una discreta tecnica. E' stato massacrato dopo l'Arezzo, rispondendo sul campo la gara successiva, segnando. Quindi dimostra anche una mentalità importante. Stimoliamolo a fare sempre meglio, perchè può migliorare ancora».

Attenzione accesa anche sulla posizione di Palumbo, al centro di diversi interessamenti di mercato nelle precedenti sessioni: «Si erano informati dalla Serie A e dall'estero, poi nessuno ha approfondito. Era incedibile, a meno che non sarebbero arrivate offerte importanti. In Serie B ora può giocare in qualsiasi ruolo del centrocampo, è un giocatore importante. Da mezz'ala può giocare bene in B, vede anche la porta. In Serie A credo che invece possa fare meglio il play, perchè come mezz'ala c'è molta fisicità e potrebbe soffrirla».

Sullo sfondo c'è anche la gestione dell'assetto tattico di squadra e il contributo offerto da elementi come Berenbruch e Di Paolo nel nuovo scacchiere disegnato dallo staff tecnico: «Noi siamo partiti da un 4-3 fantasia, come aveva dichiarato anche Nesta. Poi dopo la prima partita, il mister ha ritenuto opportuno passare al 3-5-2, che ci ha dato delle risposte positive. Ed è ovvio che in un contesto del genere sarebbe da folli andare a cambiare, ma come è ovvio che ci saranno partite dove avremo bisogno di tutti nel corso di una stagione lunga e logorante».

Immancabile un passaggio sulla posizione del calciatore Fila e sulle prospettive legate alla riapertura delle trattative nel mercato invernale: «Le tempistiche? Vediamo insieme con il Venezia la situazione, a dicembre valuteremo il da farsi insieme al ragazzo e al Venezia che detiene il cartellino. Saremo sempre sul pezzo, ma non credo che ci sarà tanto lavoro da fare, quasi zero».

In vista del prossimo incontro di campionato contro il Cesena, il dirigente dei biancoverdi ha suonato la carica chiedendo concentrazione massima nelle trasferte: «E' un avversario di categoria, è partito abbastanza bene, è a metà classifica. Sarà una gara equilibrata, dobbiamo alzare lo step anche fuori casa. Giocare con personalità, determinazione, voglia di vincere. Non ripetere gli errori fatti ad Ascoli, cercare di giocare alti, tenere palla il più possibile».

Infine, un richiamo appassionato al legame viscerale che unisce l'ambiente calcistico alla propria piazza di riferimento: «Avellino ti fa sentire responsabile, non rappresenti solo una squadra, ma rappresenti una terra, una cultura, le origini biancoverdi».

Sezione: Serie B / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 15:20
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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