Prosegue la fase priva di acuti in casa Barletta, dove dopo la vittoria ottenuta nel confronto diretto con il Bari la formazione biancorossa non è più riuscita ad agguantare l’intera posta in palio, mettendo a referto quattro pareggi e tre sconfitte. L'ultimo pareggio è maturato tra le mura amiche al cospetto della Cavese, costringendo i padroni di casa a una gara di rincorsa. In sede di conferenza stampa il tecnico del Barletta, Massimo Paci, si è soffermato a lungo sull'analisi dettagliata del match.
Alla disamina sulla prestazione e sulle difficoltà riscontrate nella manovra, l'allenatore dei pugliesi ha risposto mettendo in risalto gli ostacoli legati all'impraticabilità del rettangolo verde: «L'analisi è corretta. Abbiamo fatto un'ottima fase di non possesso, concedendo sostanzialmente un solo tiro agli avversari e credo che possa capitare. La fase di possesso, invece, è stata completamente condizionata dal campo. Abbiamo iniziato la partita con tanti giocatori offensivi, quindi eravamo al massimo del nostro potenziale offensivo, ma il terreno di gioco ha limitato molto il nostro calcio. Sotto questo diluvio e su un campo così pesante non era facile costruire l'azione dal basso e sviluppare le nostre trame. Oggi non si è giocato molto né da una parte né dall'altra. Ci sono stati tanti lanci lunghi, tante seconde palle, tanti duelli a centrocampo. Non siamo riusciti a sfruttare le qualità dei nostri attaccanti proprio per le condizioni del terreno. La squadra, però, ha reagito benissimo al gol subito. In un momento del genere, con tutta la pressione che c'era, un episodio del genere avrebbe potuto tagliarci le gambe. Invece abbiamo reagito immediatamente: abbiamo segnato, avuto una punizione dal limite con Partipilo e Coccia ha costretto il loro portiere a una grande parata. Nel secondo tempo abbiamo continuato a difendere molto bene senza concedere tiri, ma la nostra fase offensiva è stata inevitabilmente penalizzata dal campo».
Interpellato circa la tempistica delle sostituzioni e il mancato utilizzo di alcuni elementi della rosa come Ongaro, la guida tecnica del Barletta ha chiarito la propria gestione tattica a gara in corso: «Faccio fatica a rispondere. Non ho la sfera di cristallo e non so dire se facendo un cambio cinque minuti prima avremmo vinto la partita. Quando ho effettuato le sostituzioni ho comunque mantenuto una struttura molto offensiva. Ho lasciato in campo giocatori offensivi e inserito Malfitano per Partipilo e Giardino per Ferrante. Le nostre potenzialità offensive sono rimaste intatte. Per quanto riguarda Ongaro, ho scelto di inserire Giardino al posto di Ferrante perché in settimana l'ho visto davvero molto bene. Inoltre ho deciso di mantenere in campo Mateus perché pensavo che fino al novantesimo potesse trovare il guizzo decisivo sotto porta».
Valutando il livello complessivo dell'incontro e l'atteggiamento mostrato dai suoi uomini, il mister si è detto convinto del percorso intrapreso: «Non sono soddisfatto soltanto dell'impegno. Sono soddisfatto anche della prestazione. In fase di non possesso abbiamo concesso un solo tiro agli avversari e questo è un dato importante. In fase di possesso si poteva certamente fare meglio, ma schierare tanti giocatori di qualità su un campo quasi impraticabile non era facile. Ho visto una squadra che non ha mai mollato, che ha lottato su ogni ballone e che ha reagito con forza alle difficoltà. Abbiamo mosso la classifica e recuperato una squadra che ci stava davanti. Adesso dobbiamo dare continuità ai risultati. Abbiamo un'altra partita in casa e dovremo cercare di conquistare i tre punti. Se l'atteggiamento sarà questo, credo che avremo tutte le carte in regola per fare bene».
Sulle opzioni di gioco lungo la corsia esterna e la possibilità di innescare maggiormente elementi come Fabio Laringe, il tecnico biancorosso ha spiegato la meccanica delle giocate: «È una giusta osservazione. Noi cerchiamo di fare arrivare la palla agli esterni soprattutto attraverso i centrocampisti, perché quando arriva direttamente dai braccetti spesso i quinti sono già marcati. Oggi, come in altre occasioni, abbiamo sviluppato più gioco a destra che a sinistra. È un aspetto sul quale dobbiamo migliorare assolutamente. Fabio Laringe, quando è in serata, può fare la differenza. Nel primo tempo ha fatto molto bene, nel secondo un po' meno, ma anche in questo caso il campo ha inciso parecchio. È chiaro che qualcosa in più nella gestione del possesso si poteva fare. Tuttavia faccio fatica a chiedere di più alla squadra quando gioca con tanti uomini offensivi su un terreno che non permette di palleggiare con velocità. Abbiamo trovato una squadra chiusa nella propria metà campo e, senza una circolazione rapida della palla, non è semplice creare occasioni. Qualche opportunità, comunque, l'abbiamo avuta».
Smentite seccamente le illazioni relative a un eventuale calo atletico nella seconda frazione di gioco: «Non particolarmente. Se guardo la partita di oggi non credo sia un problema fisico. La squadra ha corso fino al novantesimo e non ha mai smesso di lottare. Con il Potenza, negli ultimi venti minuti, qualche difficoltà c'è stata, anche perché arrivavamo da diverse partite ravvicinate con molti giocatori impiegati con continuità. Oggi, invece, non ho visto un calo significativo. Credo piuttosto che non siamo riusciti a vincere perché nella fase di possesso non siamo stati in grado di costruire abbastanza occasioni da gol. Loro hanno avuto un'opportunità e hanno segnato. Il calcio è anche questo. Penso però che ai punti avremmo meritato qualcosa in più. Dobbiamo mantenere equilibrio. Il campionato è ancora lungo e abbiamo avuto anche un calendario molto complicato. Ora bisogna continuare a lottare e dare continuità ai risultati».
Focus specifico sull'apporto del reparto d'attacco e sul ritorno alla marcatura di Alexis Ferrante: «Sono molto contento per Alexis. Oggi ha fatto una grande partita, ha segnato e aveva bisogno del gol. In settimana si è allenato con grande intensità e oggi ha lottato come un leone. Detto questo, sono consapevole di avere a disposizione anche Giardino e Ongaro. Abbiamo attaccanti che possono risolvere le partite e questo mi rende sereno. Nelle ultime settimane sono mancati diversi giocatori, non soltanto Ferrante. Abbiamo avuto alcune assenze importanti che ci hanno creato qualche difficoltà, ma la squadra ha sempre fatto prestazioni di livello e ha sempre dimostrato di lottare».
Infine, Massimo Paci ha fatto il punto sulla tenuta mentale e sulla crescita dei giovani a disposizione per i prossimi appuntamenti di campionato: «L'unica volta in cui ho parlato di carattere è stata dopo la partita di Giugliano. In quell'occasione mi sono assunto le responsabilità insieme allo staff perché non eravamo riusciti a trasmettere ai ragazzi l'importanza della gara. Da allora, però, ho sempre visto una squadra combattiva, con carattere e voglia di lottare. Oggi non mi è sembrata una squadra frenetica. Mi è sembrata una squadra penalizzata dalle condizioni del campo. Non riuscivamo a muovere la palla con la velocità necessaria e contro una squadra ben schierata questo rende tutto più difficile. Avevamo in campo tre attaccanti più Laringe, che ha caratteristiche molto offensive. Più di così, in termini di potenziale offensivo, era difficile fare. A me la squadra oggi è piaciuta. Mi è piaciuto l'atteggiamento, la voglia di aiutarsi, i duelli, le corse e la disponibilità al sacrificio. Con questo spirito possiamo dare continuità ai risultati. Ci alleniamo forte ogni giorno. A volte il gol arriva, altre volte no. Oggi Ferrante è tornato a segnare, mentre Mateus da Silva aveva iniziato la stagione con sei gol nelle prime sei partite, a cui se ne aggiungono due annullati. È normale che un attaccante possa attraversare un momento meno brillante. Lavoriamo quotidianamente sulle conclusioni e sulle finalizzazioni. Le potenzialità le abbiamo e sono convinto che i gol arriveranno. Oggi loro hanno fatto un tiro e un gol. Noi abbiamo creato qualcosa in più ma abbiamo segnato una sola volta. A volte gli episodi girano in un senso, altre volte nell'altro. Serve equilibrio. Ho grande fiducia nei ragazzi che stanno trovando meno spazio e sono convinto del loro valore. Nel calcio si discute sempre di formazione, sistema di gioco e cambi. Fa parte del gioco. Oggi, per esempio, abbiamo effettuato sostituzioni mantenendo inalterata la nostra vocazione offensiva. Non ho fatto cambi difensivi per proteggere il risultato. Credo che molti giudizi dipendano dai risultati. Quando si vince, tanti errori passano inosservati. Quando non si vince, ogni scelta viene analizzata e discussa. È normale. Io faccio delle scelte, alcune volte giuste e altre volte sbagliate. Quello che posso dire è che i nostri giovani stanno crescendo molto e che la possibilità di vederli impiegati dall'inizio esiste eccome».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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