Il successo dell'Alcione Milano contro la Dolomiti Bellunesi non è stato solo una questione di punti, ma una prova di maturità collettiva che ha soddisfatto pienamente il tecnico Giovanni Cusatis. Al termine della contesa, l'allenatore ha analizzato con estrema precisione l'andamento di una sfida che nascondeva diverse insidie, specialmente nella gestione dei primi momenti di gioco.
«Eravamo consapevoli che la Dolomiti Bellunesi sarebbe scesa in campo con una fortissima determinazione nel riscattarsi, visti gli ultimi esiti dei loro match che non erano stati positivi», ha dichiarato il mister. Proprio per questo motivo, la strategia iniziale è stata improntata alla prudenza e all'analisi tattica dell'avversario.
«Abbiamo speso il primo quarto d'ora della gara cercando di comprendere il loro assetto tattico per individuare le corrette linee di uscita», ha spiegato Cusatis. Una volta prese le misure ai rivali, la compagine milanese ha alzato i giri del motore, dominando il campo per il resto della sfida con un'intensità fuori dal comune.
Il tecnico non ha usato mezzi termini per descrivere la prova dei suoi uomini: «Passata la fase iniziale di studio, la squadra ha messo in mostra una prestazione di altissimo livello sotto ogni punto di vista, da quello tecnico e tattico a quello atletico e psicologico». Si è trattato di una risposta corale che l'ambiente attendeva con ansia.
Nelle parole di Cusatis emerge chiaramente come la spinta principale sia arrivata dal desiderio di cancellare l'ultima amarezza subita in campionato. «Avevamo una voglia matta di rimediare allo stop contro il Lumezzane, un risultato che sentivamo di non aver meritato sul campo; oggi posso dire che i ragazzi si sono dimostrati davvero impeccabili nell'esecuzione», ha aggiunto con orgoglio.
Un passaggio fondamentale dell'analisi dell'allenatore ha riguardato l'evoluzione del reparto mediano e il coinvolgimento dei singoli nella manovra offensiva. Il gioco dell'Alcione sta trovando nuove soluzioni grazie alla crescita di chi agisce in mezzo al campo, un fattore che sta rendendo la squadra più imprevedibile.
«Provo una grande soddisfazione per il contributo fornito dai centrocampisti e per come si stiano assumendo oneri crescenti sia nella gestione del pallone che negli inserimenti offensivi», ha sottolineato il tecnico. La richiesta di Cusatis è chiara: dinamismo costante per mettere in crisi le difese avversarie.
«Chiedo loro un notevole sforzo fisico per garantire la presenza in area di rigore ogni volta che la sfera viene gestita sulle corsie esterne, e devo dire che si stanno impegnando tutti con una continuità ammirevole», ha proseguito nella sua disamina. Questo tipo di dedizione è ciò che permette alla squadra di mantenere un equilibrio tra le fasi.
Oltre alla tattica, è l'atteggiamento mentale a fare la differenza in questo avvio di 2026. L'Alcione sembra aver trovato la giusta consapevolezza per affrontare la seconda parte della stagione, mostrando una fame di risultati che fa ben sperare per il proseguimento del torneo.
«Questo tipo di abnegazione e la capacità di alternarsi nell'attacco degli spazi profondi sono le indicazioni più chiare di un gruppo che ha approcciato il girone di ritorno con la mentalità corretta», ha concluso Cusatis. L'obiettivo ora è dare seguito a questa crescita costante, alimentando le ambizioni di un club che vuole essere protagonista.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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