Il successo di misura ottenuto dal Piacenza contro il Rovato porta con sé tre punti pesanti e una serie di indicazioni tattiche che il tecnico Arnaldo Franzini ha voluto sviscerare con onestà nel post-partita.
Nonostante un avvio contratto, in cui la squadra ha faticato a trovare le giuste distanze, i biancorossi sono riusciti a imporsi grazie a una crescita costante nel corso del match.
L'allenatore ha ammesso che le difficoltà iniziali erano prevedibili, vista la qualità nel palleggio degli avversari, ma ha sottolineato come la sua squadra sia stata capace di reagire correggendo gli errori in corso d'opera. «Sapevamo che loro erano una squadra che palleggiava tanto e che poteva metterci in difficoltà», ha spiegato Franzini, evidenziando come la mancanza di compattezza dei primi minuti avesse permesso al Rovato di manovrare con troppa facilità per vie centrali.
L'analisi del tecnico si è soffermata lungamente sull'aspetto tattico e sulla tenuta del modulo offensivo. Sebbene da fuori potesse sembrare che il tridente creasse squilibri, Franzini ha difeso la sua scelta, individuando il problema principale in una scarsa precisione tecnica e in un baricentro troppo lungo. Il cambiamento di rotta è avvenuto già sul finire della prima frazione, quando il Piacenza ha iniziato a recuperare palloni alti e a gestire meglio l'inizio dell'azione dal basso, evitando lanci lunghi e imprecisi. «Non era secondo me tanto il discorso del tridente, è che non eravamo belli corti e belli stretti», ha precisato l'allenatore, aggiungendo che proprio grazie alla capacità di restare uniti la squadra ha preso in mano le redini del gioco nella ripresa.
Uno dei temi caldi della gara è stato il mancato colpo del raddoppio, un aspetto che Franzini ha evidenziato come il principale neo della giornata. Nonostante il vantaggio e il controllo della partita, il Piacenza non è riuscito a chiudere definitivamente i conti, lasciando il risultato in bilico fino al triplice fischio, dove è servito anche un intervento risolutivo dell'estremo difensore Ribero.
«Abbiamo sbagliato due o tre volte il 2-0, questo è l'altro peccato di giornata perché sono situazioni che non devono succedere», ha ammonito il tecnico, consapevole che in sfide così equilibrate non sfruttare le ripartenze può costare caro. La stanchezza accumulata in settimana e un terreno di gioco pesante hanno poi reso il finale più sofferto del previsto, ma la solidità difensiva ha retto l'urto.
Un capitolo a parte meritano le scelte relative ai giovani e alla gestione della rosa. Il Piacenza ha terminato la sfida con ben cinque under in campo, una statistica che Franzini rivendica con orgoglio, sottolineando la qualità del vivaio biancorosso. L'inserimento di elementi come De Vitis ha permesso di mantenere l'equilibrio a centrocampo, offrendo soluzioni duttili in un momento di emergenza numerica in alcuni reparti.
«Abbiamo dei ragazzi bravi e se c'è bisogno non guardiamo all'età», ha affermato il mister, rimarcando come la fiducia nei confronti dei più giovani sia un pilastro del suo progetto tecnico. «Credo che saremo forse l'unica squadra in questo campionato che gioca con quattro o cinque under, ma per noi possono giocare tranquillamente con i grandi».
In chiusura, lo sguardo dell'allenatore è già rivolto al prossimo, fondamentale impegno di campionato contro la Pistoiese. Quella di domenica non sarà una partita come le altre, data la situazione di classifica e il distacco che entrambe le formazioni hanno dalle posizioni di vertice. Franzini non ha usato giri di parole per definire l'importanza dello scontro diretto, etichettandolo come un crocevia quasi determinante per le ambizioni del Piacenza. «Domenica comincia a diventare una partita tosta e importantissima, forse decisiva è ancora presto ma potrebbe esserlo quasi», ha concluso il tecnico, invitando l'ambiente a preparare al meglio una sfida che si preannuncia tanto complicata quanto stimolante per il futuro della stagione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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