Il netto successo ottenuto dal Teramo nel derby contro il Chieti ha confermato la forza mentale di una squadra capace di imporsi per 3-0 in un contesto ambientale tutt'altro che semplice.
Al termine della sfida, l'allenatore biancorosso Marco Pomante ha analizzato con estrema lucidità la prestazione dei suoi ragazzi, sottolineando come la gestione della gara sia stata pressoché impeccabile. Il tecnico ha evidenziato le insidie di un match giocato senza il supporto del proprio pubblico e contro un avversario ferito, immerso in una situazione societaria e psicologica complessa, che però ha provato a vendere cara la pelle fin dalle prime battute.
L'approccio tattico del Teramo è stato studiato proprio in funzione della fragilità emotiva degli avversari. Pomante ha ammesso che la strategia prevedeva di resistere all'urto iniziale per poi colpire nel momento di massima vulnerabilità dei teatini. Secondo l'allenatore, era prevedibile che i padroni di casa potessero accusare il colpo una volta passati in svantaggio. «La partita è stata gestita alla grande da parte nostra, partita molto difficile perché non c’erano i nostri tifosi e la situazione del Chieti non è facile», ha spiegato il tecnico in sala stampa, aggiungendo poi una considerazione amara ma realistica sul crollo degli avversari: «Sapevamo che il Chieti dal primo minuto ci avrebbe dato filo da torcere, poi alla prima difficoltà si sarebbe potuto sciogliere, passatemi il termine, per quella situazione che stanno attraversando i ragazzi».
Nonostante il risultato finale possa apparire rotondo, non sono mancati i momenti di sofferenza per il Teramo, specialmente in avvio di ripresa. Il vento a favore dei locali ha creato qualche grattacapo alla retroguardia ospite, costretta a un surplus di attenzione per evitare di rimettere in discussione l'esito del confronto. Pomante ha lodato la cattiveria agonistica mostrata dai suoi calciatori in quel frangente, ritenendo fondamentale la tenuta difensiva prima del raddoppio che ha definitivamente chiuso i conti. «Abbiamo sofferto nei primi dieci minuti della ripresa perché hanno sfruttato il vento a favore, siamo stati attenti e cattivi a non dargli spazio e poi, sul 2-0, abbiamo gestito la partita alla grande», ha precisato l'allenatore, notando come dopo il secondo gol il Chieti sia letteralmente uscito dal campo sia sotto il profilo fisico che mentale.
Lo sguardo del tecnico si è poi allargato all'intera competizione, con il Teramo che ora si trova a una sola lunghezza dalla vetta occupata dall'Ostiamare. Nonostante la posizione privilegiata, Pomante predica calma e vede un torneo ancora lunghissimo e pieno di insidie, con diverse pretendenti pronte a darsi battaglia fino all'ultima giornata. Un occhio di riguardo è stato rivolto soprattutto a L'Aquila, considerata una delle corazzate del girone per via della profondità e della qualità del suo organico. «È dura, sarà dura fino alla fine. Siamo tre o quattro squadre, dipenderà dall’Aquila ma ha una rosa talmente forte che secondo me se la giocherà fino alla fine», ha osservato il mister, prevedendo un percorso tortuoso per chiunque voglia puntare al salto di categoria.
Infine, un'ultima riflessione è stata dedicata allo stato di salute del Chieti e alle dinamiche della bassa classifica. Nonostante la pesante sconfitta subita, Pomante ha cercato di spezzare una lancia a favore della compagine neroverde, sostenendo che il valore tecnico della squadra non sia in discussione, quanto piuttosto la tenuta nervosa legata al momento attuale. Il tecnico ha concluso sottolineando come i risultati degli altri campi possano paradossalmente aiutare i rivali di oggi a restare mentalmente nel campionato, pur ribadendo che «il problema non sono i giocatori, gioca ma si vede che alla prima difficoltà si spegne: fa parte di questo momento».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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