La trasferta di Novara lascia l'amaro in bocca all'Alcione Milano, che esce sconfitto da un match caratterizzato da episodi determinanti e da alcune disattenzioni che il tecnico Cusatis non ha tardato a sottolineare nel post gara. L'analisi dell'allenatore milanese è partita da una riflessione sulle difficoltà oggettive che la sfida presentava, sia sotto il profilo dell'intensità agonistica che della tenuta psicologica.
«Sapevamo che sarebbe stata una sfida difficile sul piano fisico e mentale. Mi spiace per il primo gol che abbiamo concesso con troppa facilità, un errore che dimostra come dobbiamo ancora alzare l’asticella in certe partite» ha esordito il mister, evidenziando come certi cali di concentrazione possano risultare fatali contro avversari di questo calibro.
Nonostante un avvio di ripresa che faceva ben sperare in una rimonta, l'inerzia della gara è stata stravolta da una sequenza di eventi che ha lasciato l'Alcione in inferiorità numerica e sotto nel punteggio. Il tecnico ha espresso forti perplessità sulla gestione disciplinare della gara, pur cercando di mantenere un profilo equilibrato.
«Nella ripresa eravamo partiti bene, ma il doppio episodio del rigore e dell’espulsione ci ha tagliato le gambe» ha ammesso Cusatis, soffermandosi poi sulla contestata decisione arbitrale che ha portato all'allontanamento di un suo giocatore. «Trovo assurdo il secondo giallo a Chierichetti solo per aver chiesto spiegazioni in modo pacato» ha tuonato l'allenatore.
Giocare con l'uomo in meno per gran parte del secondo tempo ha reso vana ogni velleità di recupero, costringendo la squadra a una gestione difensiva d'emergenza. «In dieci contro undici è diventato quasi impossibile coprire il campo e gestire la situazione, ma queste sono situazioni che durante un campionato si equilibrano» ha aggiunto con pragmatismo.
Nonostante il risultato negativo, il tecnico non vuole che la squadra perda di vista il percorso di crescita intrapreso finora. La sconfitta viene letta come un passaggio obbligato per una formazione che mira a consolidarsi in una categoria complessa, dove la maturità mentale gioca un ruolo chiave.
«Nonostante la sconfitta, non è tutto da buttare; questo stop fa parte del nostro percorso e deve servirci per maturare ulteriormente a livello mentale» ha spiegato Cusatis, invitando l'ambiente a non cedere alla tentazione di trovare giustificazioni esterne per l'insuccesso maturato sul rettangolo verde.
Il messaggio alla squadra è stato chiaro: bisogna riconoscere i meriti dell'avversario e concentrarsi esclusivamente sui propri margini di miglioramento. «Non dobbiamo attaccarci agli arbitri o cercare scuse: loro sono stati più bravi e hanno vinto, complimenti a loro» ha dichiarato con onestà sportiva il mister degli orange.
Il futuro prossimo dell'Alcione passa ora per un rapido reset emotivo, necessario per preparare al meglio i prossimi impegni ufficiali. Il lavoro sul campo durante la settimana sarà fondamentale per limare quelle imperfezioni tecniche che sono emerse durante i novanta minuti del Silvio Piola.
«Per noi l’importante è resettare immediatamente, tornare a lavorare in settimana per correggere gli errori e ripartire con la consapevolezza di quanto di buono abbiamo costruito finora. La nostra forza deve essere la capacità di reagire subito» ha concluso Cusatis, richiamando il gruppo alla compattezza.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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