Il pareggio interno contro il Sora lascia un senso di incompiuta in casa Ancona, un risultato che il tecnico Agenore Maurizi fatica a digerire per come si è sviluppato nell'arco dei novanta minuti. La delusione dell'allenatore non nasce solo dal punteggio finale, ma da una serie di episodi che hanno condizionato l'andamento della sfida, a partire dalla sua stessa espulsione avvenuta per un eccesso di foga dopo il vantaggio.
«Ho esultato troppo, magari ho fatto un errore» ha ammesso sinceramente il mister, spiegando che nella sua lunga carriera non gli era mai capitato di ricevere il rosso per un motivo simile. Pur consapevole che certi comportamenti andrebbero evitati, Maurizi ha sottolineato come la sua assenza dalla panchina negli ultimi minuti possa aver pesato, pur non sapendo esattamente cosa sia accaduto negli spogliatoi durante il concitato finale.
L'analisi tecnica del match evidenzia una squadra che, soprattutto nella ripresa, ha cercato con insistenza il raddoppio per mettere in ghiaccio i tre punti. Secondo l'allenatore, i biancorossi hanno creato moltissimo, ma sono stati puniti dalla mancanza di centimetri e da una disattenzione fatale su un calcio d'angolo, definendo la rete subita come un «gol bambolesco» che non dovrebbe mai accadere.
Un punto centrale della protesta riguarda la conduzione arbitrale, rea di aver annullato una rete a Robinelli che, a detta di Maurizi, era regolarissima. «Non si può annullare un gol come quello perché è veramente tre metri buono» ha dichiarato con forza il tecnico, lamentando come la gestione dei fischietti abbia alimentato un clima di nervosismo evitabile, permettendo agli avversari interventi al limite del regolamento.
Nonostante il rammarico per i due punti persi, il mister ha voluto mantenere un profilo fiducioso, invitando tutto l'ambiente a non lasciarsi andare a facili disfattismi. Il parallelismo con i risultati a sorpresa della Serie A è servito a ricordare che nel calcio gli imprevisti sono dietro l'angolo, ma che la classifica sorride ancora ai dorici, saldamente in vetta al proprio girone.
«Non dobbiamo assolutamente sfasciarci la testa, siamo ancora primi» ha ribadito con fermezza, spostando immediatamente il mirino verso la prossima trasferta di Senigallia. Per Maurizi quella sarà la «partita della vita», un impegno da affrontare con il coltello tra i denti per riprendere la marcia trionfale verso l'obiettivo stagionale, indipendentemente dai risultati degli altri campi.
La squadra ha dimostrato di saper produrre gioco, arrivando più volte davanti al portiere avversario senza però trovare la zampata decisiva. Il tecnico ha elogiato la reazione dei suoi uomini alle provocazioni e alla fisicità di un Sora arrivato ad Ancona con grande cattiveria agonistica, sottolineando che, in una stagione così equilibrata, anche un punto può rivelarsi prezioso nel lungo periodo.
In vista del finale di campionato, il messaggio di Agenore Maurizi è chiarissimo: la fiducia deve restare massima perché il destino dell'Ancona è ancora nelle proprie mani. «Dobbiamo essere fiduciosi, gli altri dovrebbero essere morti al posto nostro» ha concluso provocatoriamente, rivendicando il primato e la forza di un gruppo che non ha intenzione di cedere nemmeno un centimetro fino alla fine.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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