Il tecnico dei rossoneri, Michele Pazienza, ha analizzato con estrema lucidità la prestazione offerta dal suo Foggia sul difficile campo della Cavese. Intervenuto ai microfoni della stampa nel post-partita, l'allenatore ha voluto porre l'accento sulla risposta caratteriale del gruppo, che ha saputo approcciare la sfida con il piglio giusto nonostante le recenti turbolenze.
«Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, sia nell’approccio alla gara che nella capacità di mantenere ritmi alti» ha esordito il mister, visibilmente rincuorato dalla tenuta atletica e mentale dei suoi uomini durante i novanta minuti di gioco. Non sono mancate le fasi di sofferenza, ma la reazione collettiva è stata giudicata all'altezza della situazione.
Proprio la capacità di restare uniti sotto pressione rappresenta, secondo Pazienza, il punto di partenza per la risalita in classifica. «Abbiamo attraversato anche momenti di difficoltà, ma siamo rimasti compatti: questo è un aspetto che mi rende fiducioso per il futuro» ha spiegato l'allenatore, sottolineando come la solidità del gruppo sia fondamentale.
Nonostante i progressi visti in campo, il tecnico sa bene che il percorso di crescita è appena iniziato e che il lavoro da svolgere durante la settimana resta imponente. «Ci sono ancora tante cose da migliorare, ma allo stesso tempo abbiamo visto segnali positivi che ci permettono di lavorare con maggiore ottimismo» ha ammesso con onestà.
Pazienza ha inoltre voluto chiarire la sua filosofia di gestione, evitando paragoni con il passato o con altre realtà, preferendo concentrarsi esclusivamente sulle potenzialità della rosa attuale. «Non voglio fare paragoni o riferimenti: ho a disposizione una squadra con determinate caratteristiche e il mio compito è valorizzarle al massimo» ha dichiarato con fermezza.
Sul piano tattico, il mister ha ribadito di non essere legato a schemi predefiniti o dogmi inamovibili, ma di voler agire con pragmatismo per il bene della squadra. «Non esiste un’idea rigida di gioco, ma la necessità di mettere i giocatori nelle condizioni migliori per esprimersi» ha chiarito, spiegando la scelta di non stravolgere gli equilibri.
Secondo il tecnico rossonero, forzare la mano su concetti tattici che richiederebbero lunghi tempi di assimilazione sarebbe controproducente in questo momento della stagione. «Forzare situazioni che richiederebbero più tempo rischierebbe solo di penalizzarci» ha aggiunto, confermando la volontà di procedere per gradi senza eccessive pressioni.
Un passaggio importante dell'intervista ha riguardato lo stato d'animo della proprietà, colpita da un periodo avaro di soddisfazioni e da alcune decisioni arbitrali che hanno lasciato l'amaro in bocca. «Il presidente ha tutto il diritto di essere deluso: investe risorse e passione, ed è normale che viva con amarezza questo momento» ha commentato Pazienza.
Il riferimento non è solo alla classifica deficitaria, ma anche a episodi specifici che hanno condizionato l'andamento delle ultime uscite. «È normale che ci sia delusione sia per i risultati sia per alcuni episodi discutibili» ha proseguito il mister, mostrando piena comprensione per il malumore dei vertici societari e della piazza.
Tuttavia, il messaggio finale rivolto allo spogliatoio e all'ambiente è improntato alla responsabilità e alla cultura del lavoro. «Noi però dobbiamo restare concentrati sul campo, consapevoli che possiamo e dobbiamo fare molto di più rispetto a quanto stiamo mostrando» ha concluso Pazienza, richiamando tutti all'impegno massimo per invertire la rotta.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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