Dopo la retrocessione dalla Serie B, il club pugliese è al centro di scenari societari incerti: l'ex patron della Sampdoria avrebbe manifestato interesse, ma il sindaco Leccese rimanda la questione alla proprietà. Tra Luigi e Aurelio De Laurentiis emerge una frattura sulla continuità del progetto.

La caduta del Bari in Serie C ha spalancato una stagione di interrogativi sul destino del club biancorossa. A tenere banco, nelle ore successive alla retrocessione, è soprattutto la questione societaria: chi guiderà il Bari nella prossima stagione e, più in generale, chi ne deterrà la proprietà?

A innescare il dibattito è stata la notizia, riportata da Quintopotere.it, di una spaccatura interna alla famiglia De Laurentiis. Secondo l'emittente, il presidente Luigi De Laurentiis avrebbe manifestato la volontà di proseguire la propria avventura alla guida del club pugliese, mentre il padre Aurelio, patron del Napoli, spingerebbe invece per cedere la società. Una divergenza di vedute che si inserisce in un contesto già delicato, segnato dalle normative sulle comproprietà calcistiche — tema da tempo al centro del dibattito istituzionale — e che potrebbe accelerare i tempi di una possibile cessione.

In questo scenario si è inserito Massimo Ferrero, l'ex presidente della Sampdoria, il cui interesse per il Bari è stato confermato direttamente dal sindaco della città, Vito Leccese. Il primo cittadino, intervenuto ai microfoni di TeleBari, non ha lasciato spazio a interpretazioni: "Ho ricevuto un messaggio qualche ora fa da Massimo Ferrero che io non conosco. Lui ha chiamato la mia segreteria con insistenza. Io non ho avuto nessun tipo di rapporto con lui e non ho risposto alla sua chiamata".

Le parole di Leccese, riprese anche da Tuttobari.com, delineano un quadro in cui l'interesse di potenziali acquirenti è reale, ma la sede naturale di una trattativa non può essere il Comune. Come ha sottolineato lo stesso sindaco: "Negli ultimi tempi ci sono state richieste di informazione che denotano un interesse da parte di alcuni gruppi imprenditoriali. Però la trattativa va fatta non con me, ma con la proprietà. Evidentemente c'è un interesse vero rispetto alla città di Bari ed alla sua squadra".

Un passaggio, quest'ultimo, che suona come una presa d'atto politica: la città ha un peso specifico, il club ha valore, e l'attenzione degli investitori non manca. Il sindaco, tuttavia, si mantiene equidistante, limitandosi a registrare i contatti senza entrare nel merito delle valutazioni economiche o delle trattative.

La piazza barese, reduce da una retrocessione vissuta come un trauma collettivo, attende ora segnali concreti. Le indiscrezioni su Ferrero e il dissidio interno ai De Laurentiis alimentano una tifoseria che non ha ancora digerito il passo indietro sportivo e che guarda al futuro societario con ansia crescente. Quali che siano le decisioni della proprietà, il tempo stringe: i nodi legati alle iscrizioni ai campionati e alle normative sulle comproprietà impongono risposte in tempi brevi.

Sezione: Serie C / Data: Sab 30 maggio 2026 alle 09:15
Autore: Maria Lopez
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