l tecnico del Bari, Moreno Longo, ha analizzato con estrema schiettezza il delicato momento della formazione biancorossa in vista dell’imminente sfida interna contro la Reggiana. Il punto di partenza non può che essere la disfatta nell'ultimo turno, una prestazione che ha spinto la società a optare per il ritiro punitivo. L'allenatore ha chiarito che questa scelta non nasce da una fede incrollabile nei ritiri come bacino di soluzioni miracolose, ma piuttosto come uno strumento necessario per ritrovare la rotta e l'approccio mentale corretto in un momento di sbandamento.
L'amarezza per quanto accaduto nell'ultima uscita è ancora tangibile nelle parole del mister, il quale ha ammesso che l'atteggiamento mostrato è stato del tutto ingiustificabile. Secondo Longo, il gruppo non è praticamente sceso sul rettangolo verde, commettendo l'errore di approcciare la sfida nel modo peggiore possibile. Questa mancanza di mordente è stata definita inaccettabile, sottolineando come «la squadra vista a Pescara non può salvarsi» se non avviene un cambio di marcia immediato e radicale sotto il profilo della determinazione.
Le scorie di quel KO pesano come un macigno, soprattutto perché arrivate dopo un periodo in cui si erano intravisti segnali di crescita e un ritrovato feeling con la tifoseria. L'allenatore ha ricordato con rammarico come, solo poco tempo prima, mille sostenitori avessero seguito la squadra proprio grazie all'entusiasmo generato dai progressi mostrati. Cadere nuovamente in una prestazione così opaca rappresenta un brusco passo indietro nel percorso di maturazione che il tecnico sta cercando di portare avanti dal suo arrivo.
Sul fronte della formazione, l'infermeria non regala troppe certezze. Mentre Darboe è ufficialmente ai margini per infortunio, restano sotto stretta osservazione medica diversi elementi chiave come Verreth, Esteves e De Pieri, ai quali si aggiungono i dubbi su Stabile e Cuni. Longo ha inoltre voluto difendere le sue scelte tecniche, risentito per le critiche ricevute riguardo ai cambi effettuati nell'ultimo turno. Ha precisato che le rotazioni erano figlie della necessità di gestire le energie in una settimana caratterizzata da tre impegni ravvicinati.
Il mister ha voluto anche chiarire l'episodio del mancato saluto sotto la curva al termine della gara precedente. Ha spiegato che la decisione di non rientrare in campo per il consueto cerchio è stata una scelta interna e che lui stesso, visibilmente contrariato per la prestazione, ha preferito evitare strette di mano formali per dirigersi immediatamente negli spogliatoi. «Sarei entrato solo se ci fossero stati i nostri tifosi nel settore ospiti», ha puntualizzato, ribadendo che in caso di sconfitta è sempre il primo a metterci la faccia.
Per quanto riguarda le soluzioni tattiche, Longo ha espresso la volontà di non stravolgere nuovamente il modulo, cercando invece continuità. Ha citato la versatilità di Piscopo, capace di ricoprire più ruoli, come una risorsa utile per toccare il meno possibile gli equilibri attuali. La priorità resta la cura dei dettagli, specialmente sulle palle inattive che possono risultare decisive sia in fase di attacco che di copertura, in un campionato dove la classifica è cortissima e ogni punto può fare la differenza.
La lotta per non retrocedere, infatti, non permette distrazioni. L'allenatore ha evidenziato come molte squadre siano racchiuse in pochissimi punti e che nessuno possa considerarsi al sicuro. Il messaggio inviato alla squadra attraverso il ritiro è quello di una responsabilizzazione collettiva: è necessario prendere coscienza degli sbagli per non ripetere «stecche totali» che, in un momento così delicato della stagione, rischiano di avere un peso specifico insostenibile nel percorso verso la permanenza nella categoria.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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