Un avvio di campionato al di sotto delle attese, un cambio in panchina e la necessità di ritrovare fiducia. È con questo scenario alle spalle che Tommaso Berti si è presentato ieri davanti ai giornalisti al Centro Sportivo Arvedi, in una conferenza stampa le cui dichiarazioni sono state raccolte da CuoreGrigioRosso. Il centrocampista, approdato in estate alla Cremonese dopo le ottime stagioni disputate a Cesena, ha toccato i temi più caldi dell'ambiente: il momento della squadra, il passaggio di consegne tra Giampaolo e Pecchia, la nuova collocazione tattica e il legame con la maglia azzurra.

Berti ha vissuto in prima persona la transizione tecnica, avendo lavorato prima con Giampaolo e poi con Pecchia, subentrato sulla panchina grigiorossa. Il giocatore ha evitato paragoni e ha preferito sottolineare la buona intesa con entrambi: "Ogni mister ha il suo modo di lavorare e interagire. Mi sono trovato bene con entrambi. Con Giampaolo ho fatto il ritiro, una fase della stagione diversa. Con Pecchia, che è subentrato, spero di continuare a lavorare bene".

Il magro bottino della Cremonese, sei punti nelle prime sette giornate, non viene sottovalutato dal centrocampista, che però invita a guardare al lavoro svolto quotidianamente. "Siamo consapevoli che sono pochi punti. Ma in settimana si lavora bene e si spinge al massimo. Serve qualcosa in più durante la partita. Con i singoli che abbiamo, i risultati arriveranno se continua a esserci il lavoro dietro".

Sulla strada per migliorare la situazione, nonostante la giovane età ben conosca la categoria, Berti non ha dubbi: la risposta passa dagli allenamenti. "In primis dall'allenamento. Dal mio punto di vista ci alleniamo molto bene. Andiamo tutti al massimo e c'è un bell'ambiente. Durante la partita arriverà quel qualcosa in più, i risultati sono una conseguenza del lavoro".

Il suo gol a Pisa, bellissimo ma non sufficiente a portare punti, è arrivato proprio nel momento in cui Pecchia lo ha schierato in posizione centrale alle spalle di Nasti, mossa che ha messo in difficoltà gli avversari. Interpellato sul ruolo in cui si sente più a proprio agio, Berti ha risposto con disponibilità, pur ammettendo una preferenza: "Io faccio quello che mi chiede il mister. In quella posizione sono un po' più libero di agire. Che sia mezzala o trequartista, io faccio il lavoro che mi viene chiesto. Lì mi ci rivedo di più, si può rischiare di più la giocata".

Alla domanda se si senta pronto a prendere in mano le redini del centrocampo da una posizione più centrale, il calciatore ha richiamato la dimensione collettiva del gioco: "Il mio lavoro è creare superiorità e trovare gli spazi giusti. Il calcio è uno sport di squadra e in un campionato serve l'aiuto di tutti. Subentra un compagno, oppure subentro io".

Quanto a ciò che può offrire alla Cremonese, Berti ha indicato con chiarezza i propri compiti e il proprio atteggiamento verso i compagni più esperti: "Creando occasioni da gol, creando gioco e mettendo sotto gli avversari nella loro trequarti, come chiede il mister. La maggior parte dei miei compagni hanno più esperienza e ho solo da imparare. Io cerco di migliorare i numeri della scorsa stagione, ma conta ovviamente la prestazione di squadra".

Il centrocampista ha poi descritto l'impatto con lo spogliatoio cremonese, un gruppo che arrivava da una stagione conclusa con la retrocessione all'ultima giornata. "Credo non sia facile ripartire dopo una stagione in cui si è retrocessi all'ultima giornata. Ho comunque trovato un ambiente positivo al mio arrivo, con compagni pronti a riprendersi in gioco. Dobbiamo aiutarci sempre in campo: una corsa in più, un cinque in più".

Spazio anche alla Nazionale. Berti viene convocato con frequenza in Under 21 da Baldini e racconta cosa significhi indossare quella maglia: "Come tutti i calciatori italiani, sono cresciuto con il sogno della Nazionale. Quando senti l'inno, ti riempie di orgoglio. Aiuta a dare tutto in campo. Con Baldini c'è un clima bello, ti infonde carica e responsabilità. I risultati si vedono".

Non è mancato un momento più leggero, a proposito del suo gioco fatto di tanti scambi rapidi nello stretto. Un'attitudine che ha un'origine familiare: "Sì lei giocava a calcetto. Ogni tanto ci scherziamo. Giocare di prima, è una mia caratteristica, anche se a volte esagero un po'".

Infine, il rapporto con le proprie radici. Berti ha percorso l'intera trafila giovanile a Cesena, fatta eccezione per una parentesi a Firenze, e oggi vive lontano dalla Romagna. Un passo che, a suo avviso, fa parte della crescita: "È casa mia e lo sarà sempre. Ma ho l'età giusta per vivere fuori casa, da solo con la mia compagna. Ti porta a crescere e a migliorare come persona. Ti fa gestire situazioni fuori dal campo e l'esperienza serve, al di là dell'essere calciatore".

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Sezione: Serie C / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 08:45
Autore: Chiara Motta
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