Dopo la sconfitta di ieri con l'Olbia il vicepresidente Simone Ceri ha scritto una lettera aperta ai tifosi e alla città.
Cari tifosi, in quest'ultima settimana ne ho lette e sentite troppe sui nostri ragazzi, tanto da sentirmi in dovere di scrivere in loro difesa. Perché se da molti c'è stato il solito sostegno incondizionato pur nel dispiacere della sconfitta, da altri, per me troppi, sono piovute critiche ingenerose e commenti disfattisti. Quello che voglio dirvi è calma! E voglio proporvi alcune riflessioni che la dicono lunga su chi siamo, su quello che è questo Grosseto. Intanto la stragrande maggioranza dei nostri ragazzi, perché sono ragazzi prima che giocatori, hanno accettato il Grosseto per il minimo federale; e perché la legge impedisce di offrirgli di meno: non sono mercenari che io per primo aspetterei al varco. I nostri ragazzi possono anche sbagliare la partita ma, salvo rare eccezioni, non si può dire che non mettano sangue e sudore. Sono inesperti eppure qualche soddisfazione ce l'hanno regalata. Loro ci mettono tutto fino al novantesimo; il palo di ieri ne è la conferma. Ma c'è di più… qualcosa che forse avete scordato con l'arrivo di vittorie prestigiose come quella di Alessandria: la salvezza, per noi, non è il minimo sindacale ma un risultato impensabile al quale possiamo ambire solo stando uniti, facendo quadrato, uno per tutti e tutti per uno. E quell'uno è la nostra bandiera! I nostri ragazzi devono essere spensierati, divertirsi senza paura né pressioni. Ci sono loro e loro dobbiamo sostenere, nel bene e nel male, nella salute e nella malattia... come dice si dice officiando un matrimonio.Purtroppo, ci piacerebbe potervi e poter regalare al Grosseto Messi o Ronaldo, ma la realtà dice che non possiamo permetterci niente di diverso da quello che facciamo. Anche perché rispetto a un anno normale in Lega pro, che tutti definiscono bagno di sangue, mancano circa 100 mila euro di spese per i tamponi, circa 180 mila di incassi al botteghino e, infine, si sono aggiunti altri 160/170 mila euro per la riduzione dei minutaggi. E tutto questo ci porta a tirare ancora più la cinghia per sopravvivere, per mantenere la dignità, come farebbe un qualunque capofamiglia responsabile. E li si vede quanto la famiglia è forte; e se è forte sopravvive. E Grosseto deve essere forte! Forse ora sarà più chiaro perché noi non possiamo fare a meno di impiegare 5 giovani: e per noi intendo noi, gli sponsor e gli abbonati, entrambi encomiabili per il sostegno in una stagione così. Insieme copriamo circa il cinquanta per cento dei costi del campionato che superano facilmente il milione; quello che manca dobbiamo trovarlo con minutaggi, con la legge Melandri, le valorizzazioni, etc. Di una cosa però potete andar fieri: la fidejussione non è falsa e grossi debiti non ci saranno. E poi, se proprio dovete cercare il colpevole...prendetevela con noi! Con le nostre scelte, con i nostri errori e le nostre poche disponibilità, con il nostro modo di vedere il calcio o con la nostra sincerità: in fondo il pesce puzza sempre dalla testa. Ci dispiace non farvi sognare, ma sono più di tre anni che vi diciamo ciò che è e ciò che non può essere. Siamo in Serie C e nessuno ci pensava; abbiamo fatto 25 punti nel girone di andata e… volete spiegarmi cosa possono darci di più questi ragazzi? Perché da domenica si respira un’aria cosi negativa? Vada per la brutta partita con la Pistoiese, ma contro l’Olbia con un po' di fortuna potevamo pareggiare nel finale senza aver rubato niente. Abbiamo sbagliato mentalità per 25 minuti, poi però abbiamo mostrato buone cose. E allora? Voglio essere chiaro e non lo dirò più: stiamo calmi e teniamo serena e unita la nostra famiglia. Alla fine poi tireremo le somme. Ma ora no, ancora è presto. Ora dobbiamo tutti tenere sereni i nostri ragazzi e allontanare le loro paure. Un’ultima cosa, anche questa già detta ma giova ricordarlo: se retrocediamo non sarà un dramma, soprattutto guardando che fine stanno facendo squadre blasonate del Granducato. E tenete in mente che se escludiamo la parentesi Camilli, è la prima volta che siamo nei Pro in 40 anni. È tempo di tornare a ordire tutti insieme la stessa trama, almeno tutti quelli che hanno a cuore l'Unione sportiva Grosseto 1912. La critica è utile quando è costruttiva. Quindi stiamo uniti che ancora è lunga e stare insieme tutti dalla stessa parte è l'unica base solida su cui costruire il futuro. “Tutti insieme uniti avanzeremo, come un’onda che non si fermerà!”. Avanti Grosseto!
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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