Il panorama calcistico nazionale si trova di fronte a un bivio inevitabile e a tracciare la rotta con estrema fermezza è il vertice della terza serie, intenzionato a pretendere una profonda trasformazione strutturale.
Il numero uno della Lega Pro, Matteo Marani, ha analizzato lo scenario attuale senza palesare alcun timore reverenziale, evidenziando come «all'interno del nostro movimento non ha funzionato assolutamente nulla, ed è arrivato il momento di ammetterlo apertamente senza troppi giri di parole».
Secondo la massima carica della terza divisione, il declino non è un fenomeno recente, ma il frutto di scelte accumulate nel tempo, spiegando infatti che «il sistema deve obbligatoriamente smetterla con il continuo scaricabarile delle colpe e iniziare a investire su progetti inediti e su una profonda onestà intellettuale, elementi mancati negli ultimi tre decenni in cui i ricavi non sono stati utilizzati per modernizzare gli impianti e le società».
Uno dei nodi più intricati e discussi riguarda la gestione dei flussi finanziari e il peso sempre più asfissiante degli intermediari di mercato, un fattore che drena risorse vitali che potrebbero essere destinate altrove.
Il presidente ha voluto proporre un parallelismo numerico impressionante per fotografare lo squilibrio del sistema, sottolineando che «durante la scorsa stagione la massima serie ha destinato la bellezza di 249 milioni di euro nelle tasche dei procuratori sportivi, una cifra che supera di oltre dieci volte l'intero ammontare che viene garantito alla Serie C per mezzo dei meccanismi di mutualità».
Davanti a tali dati, la riflessione del capo della Lega Pro diventa un severo atto d'accusa, domandandosi pubblicamente «se tutto questo denaro non avrebbe potuto trovare una collocazione decisamente migliore, venendo investito nella valorizzazione dei vivai e nel sostentamento del calcio di base della nostra penisola».
Nonostante le difficoltà sistemiche, la terza serie rivendica con orgoglio il percorso intrapreso nell'ultimo periodo, proponendosi come un modello virtuoso da seguire per il rilancio del movimento nazionale.
Il massimo dirigente ha infatti tenuto a precisare che «la Serie C sta portando avanti il proprio compito da tre stagioni a questa parte con enorme trasparenza e con una grandissima determinazione nel voler ricostruire qualcosa di solido», evidenziando anche il ruolo cruciale di figure storiche come il vicepresidente vicario Gianfranco Zola, definito come «l'artefice dell'unico vero intervento di riforma concreto che sia mai stato attuato nel mondo dei settori giovanili».
La stabilità finanziaria rappresenta la vera priorità per i club della categoria, che spesso poggiano sulle spalle di singoli imprenditori legati in modo viscerale alle proprie realtà cittadine.
Marani ha infatti annunciato che «a partire dal campionato attuale introdurremo in maniera ufficiale il tetto salariale», svelando inoltre di aver avanzato precise richieste alla Federazione affinché «vengano resi ancora più stringenti e rigidi alcuni criteri di controllo, con il chiaro obiettivo di azzerare i casi di dissesto finanziario e i fallimenti delle società a torneo in corso».
Le dinamiche della terza serie restano uniche e complesse, poiché, come evidenziato dal presidente, «in questa categoria i patron dei club operano costantemente in perdita economica, spinti esclusivamente da una passione smisurata e da un legame profondo con il territorio di appartenenza».
Un altro tema caldo che accende il dibattito tra i vari piani del calcio professionistico italiano è quello relativo all'inserimento e alla gestione delle formazioni giovanili dei grandi club.
In merito alla questione delle seconde squadre, la Lega Pro si dice aperta al dialogo ma pretende regole e sacrifici condivisi da tutti gli attori in gioco, con il presidente che ha ribadito che «dal momento che la FIGC ha deciso di imporle d'ufficio, queste compagini devono essere strutturate in modo diverso e ripensate specificamente per favorire lo sviluppo della Nazionale azzurra».
Il concetto cardine della governance di terza serie è che nessuno deve essere penalizzato in modo asimmetrico, sancendo che «le riforme e le eventuali riduzioni d'organico non possono pesare solo su di noi, ma devono obbligatoriamente interessare l'intero apparato calcistico senza distinzioni».
La distanza e l'atteggiamento dei club della massima divisione verso le categorie inferiori rimangono uno dei principali ostacoli per una crescita collettiva e armoniosa dello sport nel Paese.
Marani ha espresso un giudizio molto severo in merito, dichiarando che «quando avverto un senso di superiorità e di disprezzo da parte dei club di Serie A nei nostri confronti, capisco che ci si trova davanti a un gravissimo errore dettato dalla miopia politica».
Il modello di riferimento, per i vertici della Lega Pro, va cercato oltre i confini nazionali, prendendo spunto da realtà dove il concetto di filiera sportiva è sacro, spiegando che «in contesti evoluti come quello inglese e quello tedesco, le leghe maggiori collaborano attivamente con le serie minori per quanto riguarda la spartizione dei diritti e la crescita generale dello sport».
Il futuro del calcio italiano non può prescindere da un profondo rinnovamento generazionale e manageriale, che metta da parte i vecchi giochi di potere a favore del merito.
Il presidente ha concluso il suo intervento invocando una svolta meritocratica epocale, affermando che «all'interno dei palazzi del potere calcistico le competenze professionali devono necessariamente avere la meglio sulle semplici logiche di appartenenza, così come i reali curricula delle persone devono contare molto più dei cognomi importanti».
La richiesta finale è quella di un'apertura totale verso le nuove energie del Paese, assicurando che «è fondamentale garantire uno spazio decisamente maggiore sia ai giovani manager che alle donne dentro le istituzioni sportive», sigillando il proprio pensiero con un celebre richiamo letterario secondo cui «proprio nell'umiltà si nasconde il vero sublime», l'unica base da cui ripartire per ritrovare l'identità perduta.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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