Il panorama calcistico cittadino vive giorni di profonda incertezza, caratterizzati da prospettive ancora tutte da definire dopo il fallimento della Ternana 1925. A fare chiarezza, o quantomeno a provare a tracciare una rotta, è intervenuto Stefano Bandecchi, che ha analizzato la situazione ai microfoni del «Corriere dell'Umbria», offrendo una visione lucida e pragmatica sul futuro della palla ovale e sulle modalità per preservare il movimento calcistico locale.
Il fulcro del dibattito resta la possibilità di una ripartenza dalla Serie D, un’ipotesi che Bandecchi ritiene percorribile pur mettendo in guardia su quelli che sono i necessari prerequisiti economici e strutturali. Il nodo cruciale è rappresentato dal coinvolgimento di più soggetti, essenziale per garantire stabilità al progetto tecnico.
«Sento tanto parlare di cordate, di imprenditori singoli. Ecco il mio pacchetto bello e confezionato che metto a disposizione degli imprenditori ternani che abbiano voglia di investire dei soldi nel calcio. Sento tanto parlare di cordate, di imprenditori singoli. Ecco il mio pacchetto bello e confezionato: la serie D. Credo sia meglio che ripartire dall’Eccellenza, si è avanti di un anno. Eppoi signori, la serie D non è un dramma, è come quando a scuola sei bocciato a una volta. Si ricomincia con una compagine societaria forte si può tornare in alto in tempi brevi. Però servono cinque, dieci imprenditori. Uno da solo non va da nessuna parte».
Bandecchi si è soffermato anche sulle recenti evoluzioni burocratiche legate alla documentazione inviata dalla Federcalcio, chiudendo definitivamente la porta a un ruolo operativo in prima persona, pur confermando l’interesse a sostenere economicamente l’iniziativa: «Io sto portando a chiusura l’operazione con la Futsal e l’Orvietana per garantire ai ternani la possibilità di avere una squadra in serie D nella quale io non avrò alcun ruolo anche se, ovviamente, farò la mia parte da imprenditore. Se poi, ad operazione conclusa qualcuno mi proporrà il ruolo di presidente onorario lo accetterò di buon grado. Però la società sarà aperta a tutti coloro che avranno voglia di investire».
Riguardo alla frammentazione del calcio ternano, Bandecchi ha espresso dubbi sulla proliferazione di troppi club minori: «Ci sono già due squadre in Eccellenza a Terni e poi c’è la Narnese e il Campitello che la meriterebbe. Che senso ha aggiungerne un’altra?».
Un capitolo a parte, trattato in un approfondimento del «Corriere dell'Umbria», riguarda il marchio della storica Ternana 1925, valutato poco più di 126 mila euro. Si tratta di un asset strategico su cui Bandecchi ha rivendicato un legame particolare: «Perché io l’ho ideato e registrato nel 2021». In merito alla possibilità di aggiudicarsi tale marchio durante la procedura fallimentare, l’imprenditore è stato lapidario: «Quando il curatore metterà all’asta i beni del fallimento qualcuno farà un’offerta per aggiudicarsi il marchio Ternana 1925. Ed io sono qualcuno».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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