Monopoli, Laricchia: "Sui verdetti bisognerebbe attuare un ragionamento per ogni girone"

02.06.2020 21:30 di Redazione NotiziarioCalcio.com Twitter:    Vedi letture
Monopoli, Laricchia: "Sui verdetti bisognerebbe attuare un ragionamento per ogni girone"

Alessandro Laricchia, amministratore delegato del Monopoli, si è collegato in diretta con Stadio Aperto, trasmissione in onda sulle web frequenze di TMW Radio: "C'è molta confusione, e i temi sono tanti: su alcuni siamo d'accordo, su altri niente affatto. Noi eravamo tra chi voleva tornare a giocare, e siamo contenti che il Consiglio Federale abbia deciso che il campo debba decidere i risultati. Lo siamo anche del fatto che la lega ci ha supportati. Ci sono cose che non ci piacciono, come per esempio la mancata riforma: credo che se ci fosse stata, e avesse dato linfa e speranza futura per tutte le squadre, la formula per promuovere la quarta sarebbe passata in second'ordine. Chi ha investito molto, oggi spinge per giocare per accaparrarsi quell'unico posto a disposizione. Purtroppo Gravina ci ha detto che dobbiamo seguire le regole e farla casomai per l'anno prossimo. Il protocollo lo osserviamo a denti stretti: le cifre sono importanti, dobbiamo spendere molti soldi subito e non si sa se la lega o la FIGC ci aiuteranno a breve termine".

Che ne pensa dei playoff facoltativi?
"Anche qui si è fatta confusione, se si parla di sconfitte a tavolino senza strascichi, significa che è obbligatorio per tutti. Probabilmente si doveva ascoltare la volontà delle società, per far risparmiare tempo rispetto all'organizzazione di partite senza gli avversari. Se una parte non vuole giocare, si poteva pensare a una forma diversa. Un altro punto su cui bisogna discutere da subito è quello relativo ai nuovi positivi in una squadra: la competizione si ferma, o la squadra non partecipa più? La normativa fa pensare alla prima, ma bastano due positivi in momenti diversi e si slitta tutto".

Cosa pensa di promozioni e retrocessioni a tavolino?
"In linea generale sono d'accordo, così come che le prime vadano in B. Serve anche un distinguo tra i vari gironi: nel nostro le classifiche sono ben delineate, e difficilmente Rende, Bisceglie e Rieti avrebbero potuto accorciare il margine... La situazione del Rimini, invece, non meriterebbe un verdetto del genere (la retrocessione d'ufficio, ndr): se si trova un metodo, però, quello deve essere uguali per tutti. Vero che il Rimini non ha saputo far fruttare gli investimenti. Invece il Rieti, quasi come le altre due citate sopra, era sempre sul bordo e doveva scomparire già prima".

La Serie C vede sempre tanti fallimenti. Che lezione imparare per il futuro?
"Lo dico a malincuore perché abbiamo una chat: tra i presidenti si è visto tutto meno che l'unità di intenti, ognuno ha pensato a se stesso. Ogni volta che si parlava di qualche riforma, c'erano oppositori e favorevoli. Serve che la FIGC faccia una riforma senza indugiare: il prossimo anno senza stadi, senza sponsor e senza aumento di ricavi dalla Legge Melandri, serviranno i salti mortali e l'indebitamento cronico che già abbiamo, aumenterà. Si vedranno fallimenti molteplici, e la sostenibilità rimarrà solo con i giovani, ma anche lì non è facile per certe logiche. Serve creare un equilibrio, io spesso con i miei allenatori cerco di raggiungere tutti gli obiettivi: siamo terzi per minutaggio ai ragazzi e abbiamo lanciato anche un 2001 per 17 partite. Però questo non basta per auto-sostenersi".

Che ne pensa di Ghirelli?
"Si è adoperato così da farci avere risorse per cui abbiamo potuto pagare tutte le pendenze con i nostri tesserati. Certo, è uscito ridimensionato dal Consiglio Federale che non ha avallato quanto deciso dall'assemblea, ma conosce bene le nostre problematiche e credo che troverà una soluzione affinché si continui a fare calcio. Ne uscirà vincente. La C a livello sociale, e come formazione di talenti in tutti i campi, dai giocatori agli arbitri fino ai dirigenti, va difesa, e credo lui sia in grado di difendere tutto il movimento".

Cos'è ad oggi la Serie B per il Monopoli?
"Già per mantenere la C abbiamo grosse difficoltà, siamo riusciti a coniugare interessi di bilancio e sportivi grazie ad un management attento. La B ci darebbe un vantaggio in termini economici, e sarebbe un premio per le nozze che facciamo sempre con i fichi secchi. Ci sono realtà che ottengono risultati come noi, il Pontedera, il Renate, a dispetto di altre. Non avremmo struttura e organizzazione per fare la B, ma se capiterà di andarci non saremo spaventati. Aggiungiamo ogni volta un mattone, sperando di essere pronti alla scalata".