Il sipario su dodici anni di storia gialloblù è calato ufficialmente. Nicola Grieco ha scelto di congedarsi dal suo Audace Cerignola con un intervento profondo, ripercorrendo le tappe di un viaggio iniziato nell’estate del 2014, quando, spinto dal calore di alcuni sostenitori e dal confronto con Vito Tisci, decise di ripartire dalla Prima Categoria.
«Non è facile parlare in questo momento. Preferisco essere me stesso in questa situazione. Oggi mi sento di ringraziare chi ha lavorato al mio fianco, dai magazzinieri a chiunque abbia fatto parte di questo percorso», ha dichiarato il presidente uscente durante la conferenza stampa.
Riflettendo sulla lunga cavalcata sportiva, Grieco ha ammesso: «Da lì è iniziata una serie di successi. Partire da quella categoria ci ha fatto capire come si fa calcio. Gli errori iniziali ci hanno permesso di crescere e migliorare sempre di più. Sono stati dodici anni entusiasmanti, pieni di ricordi».
Tra le gioie più grandi figura senza dubbio il balzo verso la Serie D: «La più grande è stata la risalita dall’Eccellenza alla Serie D, quel 6-1 contro il Bitonto». Tuttavia, non sono mancati i momenti di profonda amarezza, legati principalmente al sogno svanito della Serie B.
«Le due più grandi delusioni restano quelle partite. Uno dei ricordi più brutti è l’eliminazione con il Foggia di tre anni fa, quando subimmo quei gol nel finale. Io ero seduto a piangere con i tifosi», ha confidato il dirigente.
La decisione di farsi da parte nasce da una riflessione maturata nel tempo: «È stato un percorso lungo. In Serie C, mediamente, un presidente rimane per un anno e sette mesi. Ho iniziato a percepire stanchezza fisica e mentale. Nell’ultimo periodo mi sono concesso poco all’azienda, la quale ha bisogno di me».
Nonostante l’addio all’organigramma societario, il legame con l’Audace resta indissolubile. «Per me oggi si chiude un ciclo e vi posso garantire che non sarò presidente di un’altra squadra. Il mio cuore rimane qui. Lascio una società priva di debiti, pulita a zero euro perchè non ho preso nulla».
Il supporto al club proseguirà, tuttavia, sotto un’altra veste. «Ho detto alla nuova società che Proshop rimarrà come main sponsor sulla maglia, questo è risaputo. Uscirò completamente dall’organigramma, ma rimaniamo come main sponsor perchè ci teniamo all’Audace Cerignola».
Grieco ha voluto spendere parole importanti anche per i nuovi proprietari: «Chi ha preso ora il club, questi cinque imprenditori, sono degli eroi. Auguro il meglio al nuovo presidente e alla nuova cordata. Dobbiamo custodire questa categoria».
Nel suo bilancio finale, il presidente uscente ha affrontato anche temi strutturali complessi: «60 squadre sono troppe, pochi gli introiti dalla Serie A alla C. Si poteva fare un semiprofessionismo. C’è un motivo se tante squadre sono fallite. La Serie C è piena di costi, ma questi cinque imprenditori hanno avuto il coraggio di subentrare».
Un passaggio toccante è stato dedicato alle figure chiave del suo percorso, come Ivan Tisci. «Mi prenderete per pazzo, ma Ivan Tisci è l’esonero più doloroso. Una persona in cui abbiamo creduto molto. Ha dimostrato di saper fare calcio, ha portato il Pineto al quarto posto. Faccio un saluto a Ivan, un bravo ragazzo».
Infine, un pensiero rivolto a chi ha sostenuto costantemente la squadra: «Grande emozione giocare nello stadio dell’Atalanta. La cosa che più rende orgoglioso è il comportamento della mia tifoseria. Ho avuto grande rispetto, mi hanno sempre sostenuto e mai criticato. La vera forza del Cerignola sono loro. Evviva gli ultras».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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