Una salvezza tranquilla, ma che sta quasi stretta a una piazza storica e ambiziosa. Il Novara ha chiuso la sua stagione in Serie C mettendo in cassaforte la permanenza nella categoria, ma le mire della proprietà sono ben altre. C'è un progetto a lungo termine che bolle in pentola, fatto di investimenti strutturali, valorizzazione dei giovani e tanta voglia di tornare a competere per i piani alti.
Per capire le reali ambizioni e le prossime mosse del club azzurro, la redazione di NotiziarioCalcio.com ha raggiunto in esclusiva telefonica Federico Boveri, giovanissimo e rampante Direttore Sportivo del Novara. Un'intervista a cuore aperto, in cui il dirigente ha tracciato il bilancio dell'annata appena conclusa e disegnato le linee guida per il futuro.
La prima riflessione è dedicata all'annata andata in archivio. Una stagione di assestamento che ha lasciato, inevitabilmente, qualche rimpianto:
«Credo che nascondersi sia inutile – ammette onestamente Boveri –. Il nostro obiettivo era un altro, che è l'obiettivo che merita questa società e questa piazza. Sicuramente è stata una stagione complicata perché credevamo di essere più in alto, nonostante la rivoluzione fatta quest'estate, che sapevamo avrebbe potuto portare a qualche problema iniziale. Lo si vede dai dati: abbiamo fatto 20 pareggi. Sono tantissimi, magari con due pareggi in meno sarebbe stata un'altra stagione, chi lo sa. Detto questo, prendiamo atto di quello che è stato e siamo qua che pianifichiamo: vogliamo ripartire forte come merita ed in linea con quello che deve essere il futuro di questa società».
Il presidente ha già alzato l'asticella per il prossimo anno: si punterà al vertice. Per farlo, serve prima di tutto risolvere il "rebus panchina" e operare con intelligenza sul mercato estivo: «Per l'allenatore stiamo valutando un po' di profili – spiega il diesse –. Probabilmente andremo su un tecnico che conosce la categoria, che ha fatto bene e che ci garantisce determinate caratteristiche. Speriamo di poterci costruire un progetto e di poterci lavorare per qualche annata, alla ricerca di posizioni e obiettivi che questa società si è posta. Il mercato? Ci approcciamo con tanta fame e voglia di far bene, per riportare in alto questi colori. Ripartiremo da una base che comunque è buona, cercando di introdurre qualche elemento di spessore sia tecnico ma anche umano che poi ci porti ad ottenere molti più punti».
Uno dei pilastri della proprietà è il legame con il territorio. Da pochi giorni è stato presentato un ambizioso progetto che riapre tutta la filiera del settore giovanile, dalla scuola calcio in su, corroborato dalla recente e splendida promozione della formazione Primavera:
«Per noi il vivaio è fondamentale. Questo è un bacino importante da dove storicamente sono sempre usciti calciatori di livello. Vogliamo lavorare sul territorio, le risorse ci sono e vogliamo investire per farle fruttare e coltivarle in casa. Saremmo ben contenti di poter avere ogni anno qualche nuovo talento da lanciare. Per arrivare dove vogliamo ci vorrà qualche anno, ma la promozione della Primavera è per noi motivo di grande soddisfazione e probabilmente ci aiuterà a velocizzare questo miglioramento. Vanno fatti i complimenti a mister Gonzalez, ai suoi ragazzi e a chi ha lavorato nel settore giovanile per questo traguardo».
Altro tema caldissimo è la volontà di acquisire lo stadio "Piola" e costruire un nuovo centro sportivo: «Siamo una famiglia di imprenditori – sottolinea Boveri – e ragioniamo come se il Novara fosse una delle nostre aziende. Vediamo nello stadio un asset importante su cui preparare, lavorare e costruire soprattutto il futuro».
Interessante, per i palcoscenici dilettantistici, è la sinergia con la Cairese, altra realtà calcistica di proprietà della famiglia Boveri. Un vero e proprio "laboratorio" per i giovani: «La Cairese, come dico sempre, è un po' il nostro giocattolo. Avendo il Novara, vogliamo utilizzare la Cairese come una sorta di seconda squadra. Può diventare un passaggio importante per i giovani prima di venire a calcare i campi della Serie C e del professionismo. È già successo: l'anno scorso Lartey, un ragazzo della Primavera classe 2005, è stato mandato a giocare in Serie D a Cairo ed è tornato a Novara, facendo quest'anno già delle presenze in prima squadra. La Serie D aiuta il ragazzo a crescere e a capire cosa significa vivere uno spogliatoio di grandi».
In chiusura, una riflessione sul percorso personale. Federico Boveri ha solo 30 anni, ma guida già la scrivania di una piazza blasonata nel professionismo:
«È un percorso di crescita accelerato. Ho appena fatto 30 anni e ormai son due stagioni che lavoro nel mondo dei professionisti. Sto vivendo un percorso importante che è sempre stato, tra virgolette, un sogno. Ma al tempo stesso lo vivo con tanta fame: non ho mai voglia di fermarmi, di sedermi, di accontentarmi. Come dico sempre, viviamo per vincere e per avere delle soddisfazioni, e sarò sempre concentrato su quello».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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