Quarantaquattro anni di attesa, poi la notte perfetta. L'Aston Villa conquista l'Europa League battendo il Friburgo con un netto 3-0 e scrive una pagina di storia per il club inglese, che torna a trionfare sul palcoscenico continentale a distanza di oltre quattro decenni dall'ultima volta. A orchestrare il successo è Unai Emery, alla quinta Europa League in carriera su sei finali disputate: un palmares che non lascia spazio a interpretazioni.
La squadra di Emery non concede nulla al caso fin dalle battute iniziali. I Villans pressano alto, cercano le combinazioni rapide e puntano sulla qualità dei loro uomini più in forma. Già nei primissimi minuti Rogers e Watkins si rendono pericolosi, con il terzetto offensivo che mette subito in apprensione la retroguardia tedesca. Il portiere del Friburgo, Atubolu, è costretto a due interventi in rapida successione per tenere il risultato inchiodato sullo zero.
Il Friburgo, tuttavia, non si disunisce. Con ordine e compattezza, i tedeschi resistono alla pressione iniziale e riescono a far vedere qualcosa con Hofler e Manzambi, segnalando che la partita non è ancora indirizzata. Per quaranta minuti la squadra di Schwarzwald regge l'urto, costruendo una gara solida e disciplinata.
Poi, come spesso accade nelle grandi partite, basta un istante di calo di concentrazione per cambiare tutto. Al 41' l'Aston Villa sfrutta uno schema su calcio d'angolo con precisione chirurgica: Digne batte corto per Rogers, che rimette in mezzo con un traversone morbido nell'area di rigore. Youri Tielemans si trova nel posto giusto al momento giusto e scarica un destro al volo di grande fattura che non lascia scampo ad Atubolu. È il gol che sblocca la finale.
Il vantaggio galvanizza i Villans, che prendono campo con maggiore autorità e prima che l'arbitro fischi la fine della prima frazione riescono a trovare anche il raddoppio. Emi Buendia chiude il primo tempo con un sinistro a giro preciso e potente che si insacca in rete, portando il punteggio sul 2-0 e spegnendo ogni velleità del Friburgo di rientrare in partita.
Nella seconda frazione l'Aston Villa scende in campo con la serenità di chi ha già il controllo della situazione. Il Friburgo prova a riaprire il discorso, ma i Villans gestiscono con personalità e al 59' trovano il tris che chiude definitivamente i conti. Digne serve Buendia sulla sinistra, l'argentino mette un cross basso sul primo palo e Rogers, con un preciso intervento in scivolata, riesce a toccare il pallone quanto basta per beffare ancora una volta Atubolu. Tre a zero, partita archiviata.
Nei minuti successivi l'Aston Villa va vicino anche al poker in un paio di circostanze: al 70' Onana sovrasta Kubler di testa sul secondo palo, ma colpisce il palo esterno; sei minuti più tardi Buendia, a pochi passi dal portiere, manca clamorosamente il pallone su un tocco che sembrava destinato a entrare in rete. Sono dettagli che non scalfiscono la prestazione complessiva dei Villans.
All'85' il Friburgo prova almeno a salvare la propria dignità con una conclusione di Mazambi, ma Martinez risponde presente e nega ai tedeschi il gol della bandiera. È l'ultima emozione di una serata che appartiene, senza discussioni, all'Aston Villa.
Questo successo consacra ulteriormente Unai Emery come il tecnico europeo per eccellenza in questa competizione. Con cinque Europa League in bacheca, il manager spagnolo si conferma un riferimento assoluto nel calcio continentale, capace di valorizzare un club inglese — tornato tra i grandi d'Europa dopo decenni — e di portarlo alla gloria con un calcio riconoscibile, intenso e spettacolare.
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