Il calciomercato invernale del Perugia si è chiuso con un bilancio numerico imponente e una profonda ristrutturazione della rosa, segnando quello che molti definiscono l'inizio della gestione tecnica di Riccardo Gaucci.

Il consulente sportivo, intervenuto ai microfoni di Umbria Tv durante il viaggio di ritorno da Milano, ha tracciato un profilo dettagliato delle operazioni concluse, che hanno visto ben otto nuovi arrivi e altrettante partenze, con l'aggiunta del giovane Dodda destinato a fare da spola tra la prima squadra e la Primavera.

L'analisi di Gaucci è partita dal riconoscimento del lavoro collettivo svolto nelle ultime settimane, attribuendo il successo delle trattative non solo a una buona dose di fortuna nelle uscite, ma anche alla stretta collaborazione con lo scouting, lo staff tecnico di mister Novellino e la dirigenza. «Siamo riusciti a concretizzare cessioni che ci hanno spianato la strada per ingaggiare elementi di assoluto rilievo; è un merito che va diviso tra tutti i miei collaboratori e gli uomini che mi hanno supportato fin dall'inizio» ha spiegato il dirigente, sottolineando come la priorità iniziale sia stata il rafforzamento dell'attacco.

Il mercato in entrata è stato una conseguenza diretta delle partenze, con la necessità di intervenire anche a centrocampo dopo gli addii di Torrasi e Giunti. Gaucci ha ricordato come l'operazione più complessa sia stata la prima, quella riguardante Nepi, necessaria per sbloccare l'inerzia delle trattative e dare il via al rinnovamento totale del gruppo. Il risultato è una rosa che il dirigente definisce importante, costruita seguendo la logica delle coppie per ogni ruolo, così da offrire a Giovanni Tedesco ampie garanzie per la rincorsa alla salvezza.

Nonostante l'entusiasmo, resta il nodo della condizione atletica di alcuni nuovi innesti, fermi da tempo per motivi diversi. Tuttavia, Gaucci non sembra nutrire preoccupazioni eccessive: «In quasi tutte le finestre di mercato i nuovi calciatori necessitano di un breve adattamento, a maggior ragione chi non gioca da un po'. Verre, ad esempio, non disputa gare ufficiali da otto mesi, ma si è allenato costantemente e i test medici hanno evidenziato uno stato di forma eccellente; gli mancano solo il ritmo partita e i novanta minuti, ma resta un giocatore di una o due classi superiori rispetto alla categoria attuale».

Un discorso simile è stato affrontato per Ladinetti, arrivato a Perugia quasi allo scadere del tempo massimo dopo una trattativa serrata con il Pontedera. La determinazione del giocatore nel voler vestire la maglia biancorossa è stata determinante: «Il ragazzo ha spinto con ogni forza per venire qui e il contratto è stato depositato pochi minuti prima della chiusura. Molti dei nuovi arrivati hanno mostrato una fame fuori dalla norma, arrivando persino a ridursi l'ingaggio o a rinunciare a spettanze precedenti pur di sposare la nostra causa; è questo lo spirito di cui abbiamo bisogno per uscire da questa situazione maledetta».

Sul fronte finanziario, la società sembra aver raggiunto un equilibrio quasi perfetto tra entrate e uscite, specialmente dopo la partenza di Giunti. Gaucci ha anche voluto chiudere definitivamente la questione portiere, confermando la totale fiducia in Gemello. Il dirigente ha difeso l'estremo difensore dalle critiche, definendo inopportuno parlarne ulteriormente e puntando sulla crescita dei giovani in organico, come Vinti, su cui il club scommette con decisione per il futuro.

«Tutti commettiamo degli sbagli nella vita, ma Gemello ha già dato prova di poter essere decisivo quando è focalizzato sull'obiettivo; è stato uno dei primi a sostenerci sin dal nostro arrivo e ha tutto il nostro appoggio» ha ribadito Gaucci, invitando l'ambiente a stringersi attorno alla squadra attuale. La parola d'ordine resta la permanenza in categoria, un traguardo da raggiungere a testa bassa, evitando distrazioni esterne e concentrandosi esclusivamente sulla preparazione delle prossime sfide.

L'esperienza maturata in passato all'estero e in altre piazze italiane ha permesso a Gaucci di gestire questa sessione con estrema sicurezza, nonostante la pressione di una piazza che non può accettare lo spettro della retrocessione. Sebbene gli attestati di stima da parte della tifoseria facciano piacere, il consulente tecnico sa bene che nel calcio contano solo i fatti: «Le belle parole non servono se non sono accompagnate dai punti. Ora c'è un'aria nuova, la negatività del passato deve sparire e la squadra è chiamata a dare una risposta sul campo».

La trasferta di San Benedetto si preannuncia come un test verità per il nuovo Perugia, una partita definita «di una difficoltà incredibile» dove servirà una determinazione feroce per non soccombere. L'invito finale di Gaucci è rivolto a tutto il gruppo affinché l'approccio alla gara sia totale, senza alcun timore reverenziale.

«Dobbiamo cambiare marcia e andare a 300 chilometri orari, perché in questo momento l'unica cosa che conta davvero è muovere la classifica e prenderci i punti con ogni energia che abbiamo in corpo» ha concluso il dirigente, confermando che la fame di riscatto dovrà essere il motore principale di questo nuovo ciclo biancorosso.

Sezione: Serie C / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 12:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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