La sconfitta interna subita contro l’Union Brescia ha lasciato un retrogusto amaro in casa Giana Erminio, non tanto per la prestazione complessiva quanto per la gestione di alcuni momenti chiave del match. Al termine della sfida, l’allenatore Vinicio Espinal si è presentato davanti ai giornalisti per analizzare una partita che si è messa subito in salita, condizionando pesantemente le strategie preparate durante la settimana.

Secondo il tecnico dei padroni di casa, l'errore commesso in avvio di gara è stato l'ostacolo principale che ha permesso agli avversari di prendere il controllo emotivo della contesa. «Senza dubbio aver incassato la rete nelle battute iniziali ha reso tutto più difficile, spianando di fatto il percorso al Brescia» ha ammesso Espinal, riconoscendo come quell'episodio abbia alterato l'equilibrio della sfida.

Nonostante lo svantaggio precoce, la squadra è rimasta agganciata alla partita con orgoglio, pur mostrando una carenza di incisività che è risultata fatale ai fini del risultato. L'allenatore ha infatti evidenziato come i suoi ragazzi siano stati «forse un po’ troppo timidi in zona gol», mancando di quella cattiveria necessaria per raddrizzare le sorti dell'incontro nei momenti di maggiore pressione.

Espinal ha inquadrato questa battuta d'arresto come una tappa forzata all'interno di un processo di maturazione più ampio, tipico di una rosa che dispone di molti elementi giovani. Proprio la gioventù, se da un lato garantisce freschezza, dall'altro sembra pagare dazio in termini di esperienza quando si tratta di leggere le diverse fasi di gioco, specialmente nelle situazioni di vantaggio tattico.

Il rammarico più grande espresso dal mister riguarda infatti il modo in cui la Giana Erminio ha affrontato il periodo di superiorità numerica, paradossalmente trasformato in un limite invece che in una risorsa. «Ci è mancata quella maturità fondamentale, in particolare quando ci siamo ritrovati con l'uomo in più. All'inizio non sentivamo l'obbligo di dover vincere a tutti i costi, ma poi, in dieci contro undici, è subentrata la sensazione di dover segnare per forza e così ci siamo complicati la vita da soli» ha spiegato con estrema franchezza.

L'analisi di Espinal si è poi spostata sulla qualità del gioco espresso, che a suo dire non è venuta meno nonostante il punteggio finale. Il disappunto maggiore resta legato alla seconda rete subita, un colpo che ha chiuso definitivamente i giochi e che, secondo il tecnico, si sarebbe dovuto evitare con una maggiore attenzione e una gestione più lucida delle dinamiche difensive.

«Abbiamo comunque disputato una buona partita: il mio dispiacere e la mia rabbia sono rivolti esclusivamente al secondo gol perché non dovevamo assolutamente prenderlo. In questo momento ci manca la necessaria serenità per amministrare determinati frangenti della gara» ha proseguito l'allenatore, individuando nella tenuta mentale il prossimo step di crescita per il suo gruppo.

Infine, il mister non ha risparmiato una battuta dal sapore personale e ironico sulla conclusione della sessione invernale di riparazione, che spesso porta distrazioni e incertezze all'interno degli spogliatoi. Il sollievo per la fine delle trattative è stato accompagnato da un ricordo d'infanzia che sottolinea il suo approccio pragmatico al calcio e alla vita.

«Sono felice che si sia chiuso il calciomercato: quando ero piccolo non ho mai avuto regali, quindi potete facilmente immaginare quale sia la mia opinione su queste sessioni di mercato» ha concluso Espinal, ribadendo la sua volontà di concentrarsi esclusivamente sul materiale umano già a disposizione per il resto del campionato.

Sezione: Serie C / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 13:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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