In vista dell'imminente e delicata sfida di campionato contro il Livorno, in programma sul rettangolo di gioco dello stadio Armando Picchi, l'allenatore del Pescara Antonio Buscè è intervenuto nella consueta conferenza stampa della vigilia per fare il punto sulla situazione in casa abruzzese e presentare le scelte di formazione.

«In vista della gara di domani torna a disposizione Davide Merola, che nella giornata di oggi ha svolto una parte del lavoro insieme al resto del gruppo, anche se la mia intenzione resta quella di non correre rischi affrettati», ha spiegato la guida tecnica del club adriatico. «Altare durante la settimana ha svolto tutto la seduta con la squadra e la sua condizione è in miglioramento, pur non avendo ancora nelle gambe il ritmo per sostenere i novanta minuti interi. Ujkaj sta proseguendo il percorso di recupero per il problema accusato al piede, mentre elementi come Parigi, Vitali e Donati convivono con qualche acciacco fisico, ma sono dinamiche che fanno parte del gioco. Adesso abbiamo l'assoluta necessità di cominciare a vincere le partite. Come spiego la nostra attuale posizione in graduatoria? Molto semplicemente con degli errori banali che ci sono costati davvero carissimi. A mio avviso contro lo Spezia abbiamo fornito un'ottima prestazione, anche se nel calcio le opinioni restano sempre soggettive. I dati in nostro possesso, analizzati minuziosamente assieme ai ragazzi, dicono che con numeri simili i risultati sul campo avrebbero dovuto essere ben diversi, ma qualche ingenuità di troppo ci ha condannato oltremodo».

Il tecnico dei biancazzurri ha poi confermato l'intenzione di ritornare all'assetto tattico originario, riassestando il settore nevralgico del campo dopo le ultime prove sul rettangolo verde.

«L'intenzione è quella di ritornare al modulo 4-3-3 con l'inserimento di Guccione», ha rivelato il mister della formazione abruzzese. «Già in occasione della sfida contro il Gubbio avevamo tentato nel primo tempo di proporre quel determinato sistema pur senza Filippo, ma proprio nella circostanza della rete incassata la sua assenza si è fatta sentire quando è venuta a mancare la diagonale di chiusura che avrebbe dovuto garantire la mezzala. Le recenti dichiarazioni del presidente Sebastiani che ha ribadito piena stima nei miei confronti? Fanno immenso piacere, personalmente sono uno che si mette sempre in discussione, anche nella vita privata. Adesso sta a noi dimostrare sul campo il valore del nostro lavoro quotidiano. Il mio obiettivo principale è infondere grande intensità al gruppo, è un percorso di crescita graduale e ci auguriamo che i frutti arrivino presto. Nardin? È un profilo che può tranquillamente scendere in campo dal primo minuto, visto che è in grado di offrirci garanzie decisamente importanti. Quanto a Fiorillo, ci sta assolutamente che possa giocare dall'inizio».

Spostando l'attenzione sulle insidie della trasferta e sul valore della compagine toscana, l'allenatore del sodalizio adriatico ha richiamato i suoi uomini alla massima determinazione caratteriale.

«Il Livorno finora ha collezionato ben quattro affermazioni su quattro incontri disputati tra le mura amiche, vola sulle ali dell'entusiasmo e conosco perfettamente il calore del loro ambiente», ha avvertito mister Buscè guardando alla forza dei rivali. «Loro possono contare su questo vero e proprio fortino casalingo, ma noi dobbiamo scendere in campo con animo sereno offrendo quel qualcosa in più che finora ci è mancato. Bisognerà soprattutto essere capaci di aiutarsi a vicenda nei momenti di sofferenza. Componenti come la cattiveria agonistica e la fame non possono mai difettare, a maggior ragione quando ci si trova a calcare impianti caldi come quello di Livorno. La bellezza e l'estetica del gioco da sole non bastano affatto, occorre quella classica bava alla bocca che a noi in alcune circostanze è un po' mancata».

In conclusione, la guida dello spogliatoio adriatico ha spiegato la propria filosofia calcistica, citando i precedenti storici della sua carriera per ribadire la bontà del lavoro a lungo termine.

«Il mio concetto di calcio si basa su ritmi elevati, intensità costante e pallone giocato rigorosamente a terra», ha sottolineato il tecnico del Pescara. «Voglio vedere massimo un tocco, due tocchi al limite. Chi scende in campo deve possedere la rapidità di pensiero per sapere già cosa fare prima ancora di ricevere la sfera, leggendo la giocata successiva con anticipo. Per metabolizzare questi automatismi serve inevitabilmente un percorso lungo. Ci troviamo a gestire un gruppo completamente nuovo e sono consapevole che qui il tempo a disposizione scarseggia, ma la storia dice che le mie squadre finiscono sempre per emergere alla distanza. Quando ero all'Empoli a gennaio ci trovavamo all'ultimo posto della graduatoria e poi siamo arrivati a conquistare lo scudetto Primavera. La medesima cosa è accaduta a Rimini: siamo partiti a rilento per poi chiudere l'annata alla grande, sollevando pure la Coppa Italia. Se mi verrà concesso questo tempo qui a Pescara? Sinceramente non lo so, chi vivrà vedrà. La parola chiave della mia idea di gioco resta l'intensità, sia quando siamo in possesso della palla sia in fase di non possesso».

Sezione: Serie C / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 23:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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