Il Picerno non riesce a invertire la rotta e incappa in un nuovo passaggio a vuoto sul campo della Cavese, prolungando un periodo di astinenza da vittorie che dura ormai da quattro turni. Dopo i pareggi recenti e la caduta di Caserta, la formazione lucana ha mostrato un volto meno brillante del solito, sollevando interrogativi sulla natura di questa flessione atletica e mentale proprio nel momento cruciale della stagione.
Al termine del confronto in terra campana, Valerio Bertotto ha cercato di analizzare con equilibrio il momento dei suoi, senza nascondere le criticità emerse durante i novanta minuti. «Avevamo preparato il match con la consueta cura, ma purtroppo siamo incorsi in numerosi errori dal punto di vista tecnico e nella gestione di situazioni che avrebbero richiesto maggiore serenità» ha ammesso l'allenatore in sala stampa.
Il tecnico non ha voluto cercare alibi negli episodi arbitrali che hanno caratterizzato l'inizio e la fine della contesa, preferendo concentrarsi sulla sostanza della prestazione collettiva. «Il rigore iniziale e quello che è successo nel finale sono episodi che lasciano il tempo che trovano; quello che mi preme sottolineare è il dispiace per il grande impegno che i ragazzi mettono quotidianamente nel loro lavoro» ha proseguito il mister.
Nonostante l'amarezza per il risultato, Bertotto ha voluto lanciare un messaggio di orgoglio e resilienza a tutto l'ambiente, ricordando il punto di partenza di questa tribolata annata. «Ho chiesto ai miei calciatori di non abbassare lo sguardo perché il nostro percorso non è ancora giunto al termine. Bisogna tenere bene a mente che all'inizio di gennaio questa squadra occupava l'ultima posizione in graduatoria» ha rimarcato con forza.
La trasformazione della rosa durante il mercato invernale è stato un altro tema toccato dal tecnico per inquadrare le difficoltà attuali di amalgama. «Abbiamo cambiato quasi interamente l'undici titolare, sostituendo undici elementi su undici. Le criticità sono state oggettive e numerose, ma nonostante tutto stiamo portando avanti un progetto serio e di grande spessore grazie alla dedizione di ognuno» ha spiegato il tecnico.
Entrando nel dettaglio di ciò che non ha funzionato contro la Cavese, l'ex difensore ha puntato il dito sulla scarsa lucidità nelle fasi di costruzione e finalizzazione della manovra. «Quello che è mancato oggi è stata la qualità nelle decisioni finali e la determinazione nel proporre il calcio che sappiamo esprimere. Questo deficit ha reso la nostra prova non allineata agli standard che avevamo mostrato in precedenza» ha sottolineato.
Con sole sette partite ancora da giocare, il calendario si preannuncia infuocato e richiederà un supplemento di energie nervose per evitare brutte sorprese in classifica. Bertotto è consapevole che il livello della competizione si alzerà ulteriormente, ma sottolinea come questa pressione riguardi molte compagini impegnate nella lotta per la permanenza in categoria.
«Siamo inseriti in un raggruppamento di squadre che, esattamente come noi, combattono per non cedere terreno e per restare al di sopra della linea di galleggiamento» ha osservato l'allenatore del Picerno, evidenziando come la battaglia per evitare la retrocessione coinvolga ormai diversi club in pochi punti.
Il finale di stagione si preannuncia dunque come una vera e propria maratona psicologica dove la capacità di reagire alle sconfitte farà la differenza. «Dobbiamo leccarci le ferite rapidamente e guardare avanti con la consapevolezza dei nostri mezzi. Una cosa è certa: in casa Picerno non si ha alcuna intenzione di mollare un solo centimetro» ha concluso il tecnico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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