Salvatore Aronica ha analizzato con estrema schiettezza il biennio vissuto sulla panchina del Trapani, un periodo caratterizzato da una complessità che è andata ben oltre le dinamiche puramente tecniche del terreno di gioco.
«Quello appena concluso è stato un campionato segnato profondamente da troppe vicende che nulla hanno a che vedere con lo sport. Penalizzazioni continue e deferimenti hanno tracciato la strada di questa stagione» ha spiegato l'allenatore.
«Se guardiamo ai risultati, con i quarantanove punti conquistati avremmo centrato l’obiettivo degli spareggi promozione, invece ci ritroviamo con una retrocessione causata da ciò che è accaduto fuori dal campo».
Il tecnico ha poi posto l'accento sulle difficoltà strutturali incontrate nel corso dei mesi, evidenziando come la necessità di intervenire pesantemente sull'organico durante la sessione invernale abbia creato ulteriori ostacoli.
«Nel mese di gennaio abbiamo dovuto cambiare volto alla squadra in modo radicale. Questa rivoluzione forzata ha rappresentato una criticità notevole, finendo per influenzare negativamente tutto il resto del nostro cammino».
Un aspetto particolarmente delicato della stagione è stato rappresentato dalla presenza in rosa del figlio Giovanni, una situazione che Aronica ha affrontato con professionalità, cercando di mantenere un equilibrio tra il ruolo di padre e quello di guida tecnica.
«È stato un test importante sotto il profilo umano e professionale. Il direttore Volume ha deciso di scommettere sulla linea verde e ha individuato in mio figlio delle qualità tecniche di rilievo. Ammetto che, inizialmente, sono stato forse troppo severo con lui».
«Tuttavia, Giovanni è un ragazzo sveglio e ogni volta che è stato impiegato ha confermato le sue doti. Sono soddisfatto di come ho gestito la sua crescita, ma non ho fatto preferenze: ho considerato ogni giovane del gruppo alla stregua di un figlio».
L'allenatore si è poi concesso una riflessione più ampia sullo stato attuale della terza serie italiana, valutando l'andamento dei vari raggruppamenti e le sorprese che hanno caratterizzato la lotta al vertice.
«Nel Girone A l'esito è apparso chiaro fin da subito. Spostandoci nel B, abbiamo visto l'Ascoli dare del filo da torcere all'Arezzo. Per quanto riguarda il Girone C, sinceramente nutrivo aspettative maggiori su piazze storiche come Catania e Salernitana».
«In quel raggruppamento, invece, il Benevento è stato l'unico club a rispettare pienamente i pronostici della vigilia. Ora ci attendono i playoff, che restano sempre una grande incognita dove può succedere di tutto».
In merito ai possibili vincitori degli spareggi per la promozione, Aronica intravede dei profili più attrezzati rispetto ad altri, pur sottolineando la natura imprevedibile di questa fase del torneo.
«Sarà una competizione avvincente e ho intenzione di seguire diverse partite dal vivo. Vedo squadre come Brescia, Ascoli, Salernitana e Catania particolarmente pronte alla sfida, ma sappiamo bene che i playoff sono un terno al lotto».
Inevitabile, infine, uno sguardo a ciò che lo attende nel prossimo futuro professionale, una questione che resta però subordinata all'esito delle battaglie legali che il club siciliano sta portando avanti nelle sedi competenti.
«Il torneo si è concluso solo pochi giorni fa. Adesso la priorità è attendere i verdetti definitivi della giustizia. Solo a bocce ferme potremo analizzare ogni scenario. Il mio legame con la proprietà è basato sulla stima reciproca, ma ora non è il momento di decidere».
«Dobbiamo restare in attesa dell'8 maggio, data in cui arriverà la sentenza della commissione tributaria. Solo allora capiremo cosa succederà davvero. Gestire quotidianamente il gruppo in mezzo a scadenze federali e punti persi non è stato affatto semplice».
«Insieme ai miei collaboratori abbiamo fatto il massimo per proteggere i calciatori e isolarli dai tormenti societari. Nonostante avessimo annullato subito lo svantaggio iniziale degli otto punti, il susseguirsi di problemi ci ha impedito di lavorare serenamente».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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