Lo Spezia festeggia l'affermazione ottenuta sul terreno amico contro il Campobasso, al termine di un confronto che lascia in dote sensazioni estremamente positive.

In sede di analisi post-partita, la guida tecnica Marco Turati ha rimarcato l'importanza del risultato conseguito tra le mura amiche: «Siamo sicuramente contenti per il risultato, in primis per la gioia che abbiamo dato alla nostra gente e anche perché, per l’impegno che i ragazzi hanno messo in campo, francamente se la meritavano».

Nonostante l'esito favorevole, l'allenatore ha voluto tenere ben saldi i piedi per terra, individuando le aree in cui la squadra dovrà compiere ulteriori passi in avanti: «Sappiamo che dobbiamo migliorare, mettere qualcosa in più dal punto di vista fisico e anche sul piano della conoscenza. Quando abbiamo avuto la possibilità di preparare la partita meticolosamente abbiamo fatto un’ottima vittoria contro la Torres; quando invece usciamo anche solo leggermente dal piano gara, dobbiamo imparare a curare meglio i dettagli e le varie situazioni che si creano in una partita».

Il ritorno al Picco ha riservato emozioni intense al mister, che ha sottolineato il ruolo cruciale del pubblico nel sostenere il gruppo nei frangenti più complessi: «Oggi mi sono potuto godere insieme alla squadra e al mio staff una cornice davvero emozionante, un pubblico che ci ha spinto e sostenuto, aiutando la squadra a restare concentrata anche nei momenti difficili. Se la mia squadra sarà sempre brava a far capire che ha cuore e che mette l’anima in ogni giocata, la gente di Spezia non ci lascerà mai soli e sarà determinante per togliersi grandi soddisfazioni».

Nel corso della conferenza non è mancata una battuta sulla decisione relativa all'episodio da rigore avvenuto in campo: «Non avendo le immagini in tempo reale abbiamo chiesto l’FVS perché ci sembrava potesse essere cartellino rosso, ma l’ho giocato un po’ alla cieca: non avevo avuto modo di rivederla bene».

Un focus specifico è stato dedicato alle scelte tattiche e all'impiego di Bright dal primo minuto nonostante una condizione fisica ancora imperfetta: «Abbiamo cambiato diversi interpreti, tra cui abbiamo rischiato Bright, complici le non ottime condizioni di Joselito e il forfait di Candelari. Ha qualità che in questa squadra mancano ad altri: capacità di inserimento, fisicità ma anche dinamismo. Posso garantire che è ancora al 50%. Lui, come altri, avrebbe potuto lavorare meglio nello smarcamento, anche contando che abbiamo tenuto oltre il 60% di possesso palla. È normale: deve ancora mettere dentro condizione e minuti. Quello che oggi mi premeva era dimostrare a tutti che questa squadra ha un’anima: era la cosa più importante».

L'allenatore si è poi soffermato sull'apporto fornito dai singoli elementi che si sono distinti lungo le corsie ed in mezzo al campo: «Cardinali? Penso sia l’emblema del cuore di cui parlavo prima. Lui e Cancellieri hanno speso tutto quello che avevano, asfaltando la fascia. Capomaggio? Ha temperamento, esperienza, carisma e quella garra che ammiro molto. Dopo la prima ora è andato un po’ in fatica, ma ha dimostrato attaccamento e voglia, tenendo duro fino alla fine. Appena capirà nei dettagli quello che chiediamo, sono sicuro che sarà un calciatore determinante».

Lo sguardo è scivolato immediatamente sul prossimo impegno ufficiale di Coppa Italia e sui ritmi serrati stabiliti dal calendario: «Io amo giocare, e il fatto che ci sia una nuova partita in casa, nuovamente davanti al nostro pubblico, sarà una nuova occasione per crescere. Chiaro che l’avrei preferita in un altro momento, perché arriva all’indomani della fine del mercato, ma sono sicuro che sputeremo sangue anche contro il Vado. Poi ci attenderà una nuova sfida contro una squadra sostenuta da un pubblico splendido come il nostro: sarà un bel banco di prova».

Spazio infine alle manovre di calciomercato e alla valutazione dei nuovi innesti e dei giovani presenti nella rosa bianconera: «La società sta lavorando. Abbiamo tanti calciatori in uscita e magari ancora qualcosa da mettere dentro. Oyono? Sono contentissimo: è un ragazzo forte, ha fatto solo due allenamenti e ha dato subito piena disponibilità. È ancora lontano dal sapere nel dettaglio ciò che chiediamo, ma ha dedizione e voglia: migliorerà velocemente. Fontanarosa? È giovane, spesso non ha nemmeno potuto allenarsi con la squadra, ma anche per cinque minuti ha sempre dato tutto, buttando l’anima in campo. Oggi volevo premiarlo: peccato per la palla che non è entrata nell’occasione che ha avuto, ma siamo molto contenti per lui».

Sezione: Serie C / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 12:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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