Il Vado si affaccia ufficialmente alla nuova ed entusiasmante avventura in Serie C ridefinendo i propri traguardi e affidando la conduzione tecnica a una vecchia conoscenza del calcio locale. Il club ligure ha scelto di scommettere su un profilo emergente, un allenatore reduce da ottimi trascorsi sulla panchina del Ligorna e nei settori giovanili della Sampdoria, pronto a calarsi in una realtà che richiederà massimo sacrificio e pragmatismo economico.
Per illustrare nel dettaglio i programmi societari, le date del raduno fissato a metà luglio e il successivo ritiro estivo a Sauze d’Oulx, la dirigenza ha indetto un incontro pubblico con gli organi di informazione. Un'occasione utile anche per blindare lo zoccolo duro della passata stagione, confermando la permanenza di elementi chiave del calibro di Bellocci, Lazzarini, Vita, Bussaglia, De Rinaldis, Gulinelli, Bondioli e Saltarelli.
«Lavoriamo da un paio di settimane per un rosa che possa fare una buona stagione: l’obiettivo è la salvezza» ha subito messo in chiaro il neo allenatore Matteo Pastorino, preferendo mantenere un profilo molto basso ed evitare inutili voli pindarici all'interno di un ambiente ancora febbricitante per il recente salto di categoria.
«Ho grande entusiasmo perché faccio un lavoro che è una passione. Vedere giocatori, telefonare e tutto il resto è piacevole» ha confessato il tecnico rossoblù, manifestando una grandissima carica interiore per l'inizio di questa nuova pagina professionale.
«So che per me sarà una stagione importante. Ma non mi creo ansie e preoccupazioni» ha continuato l'ex allenatore del Ligorna, spostando l'attenzione sulla cultura del lavoro e sulla necessità di applicarsi quotidianamente sul rettangolo verde sia da parte dello staff tecnico sia da parte dell'intero gruppo squadra.
«Alla base di tutto c’è il lavoro. Ci metto il 100%, lavoro e studio. E anche i giocatori devono fare così» ha preteso fermamente il neo mister, che ha poi voluto spendere parole di sincero ringraziamento per l'opportunità concessagli dai vertici societari liguri.
«Essere qui è un motivo di orgoglio per due motivi: entro nel mondo dei professionisti e questa fiducia mi fa piacere» ha commentato Pastorino, visibilmente soddisfatto per lo sbarco in Lega Pro.
«E poi sono orgoglioso che mi abbiano chiamato nonostante siamo stati rivali l’anno scorso. Ringrazio il direttore Mancuso e la famiglia Tarabotto» ha aggiunto il tecnico, sottolineando come la stima professionale abbia superato le vecchie rivalità sportive della passata annata agonistica.
Lo sguardo dell'allenatore si è poi posato sulla composizione del prossimo raggruppamento di Serie C, un torneo che si preannuncia estremamente competitivo e complicato dal punto di vista tecnico e finanziario.
«Un girone molto importante, il 70% sono attrezzate con budget importanti. Che lavorano meno per valorizzare i giovani ma per allestire squadre attrezzate» ha analizzato con lucidità Matteo Pastorino, consapevole delle cospicue risorse a disposizione delle principali corazzate della categoria.
«Il Vado era la regina in Serie D, ma quest’anno siamo tra quelle con il budget limitato. Dobbiamo essere consapevoli di questo» ha rimarcato il mister, evidenziando il radicale mutamento delle gerarchie economiche rispetto al passato recente.
«A me non spaventa lavorare con i giovani. Penso che siano il futuro. Bisogna creare un giusto mix tra giovani ed esperti» ha proseguito il tecnico, aprendo alla linea verde sposata dalla società per far fronte alle esigenze di bilancio.
La sfida più grande sarà legata alla ricostruzione dell'organico, una situazione atipica per un allenatore che si affaccia per le primissime volte sui palcoscenici del calcio professionistico nazionale.
«Solitamente quando un club chiama un allenatore emergente non gli propone di costruire la squadra da zero. Qui è successo» ha rivelato apertamente l'allenatore del Vado, evidenziando la particolarità del mandato ricevuto.
«So che certe risorse sono limitate ma cercheremo una squadra funzionale per costruire calcio» ha promesso Pastorino, addentrandosi successivamente nelle tematiche prettamente tattiche e d'identità che intende trasmettere alla squadra.
«L’obiettivo è di non snaturare il mio modo di vedere il calcio. Cerchiamo di costruire una squadra che possa avere gamba, fama, entusiasmo e anche qualità» ha spiegato l'ex Sampdoria, rifiutando l'idea di una compagine votata esclusivamente alla fase di non possesso.
«So che ci saranno partite in cui dovremo difenderci col blocco basso. Non creerò solo una squadra dal punto di vista defensivo. C’è grande entusiasmo dei ragazzi che hanno deciso di rimanere» ha precisato il mister, confermando la fedeltà alla difesa a tre.
«Difesa a tre, mi trovo a mio agio. Punto sull’inserimento dei braccetti. I giocatori che sono rimasti sono difensori e sono abituati a giocare a tre» ha specificato l'allenatore, che ha poi tracciato l'identikit dei profili ancora ricercati sul mercato.
«Qualche nome l’ho fatto al direttore: cerchiamo un centrocampista centrale, alcuni esterni» ha svelato Pastorino, definendo i tasselli necessari per rendere duttile lo scacchiere tattico rossoblù.
«Voglio una squadra con giocatori che possano fare il 3-5-2 e il 3-4-2-1. Un attaccante forte fisicamente, che sappia legare il gioco ma anche andare in profondità» ha concluso il tecnico, prima di cedere la parola al proprio direttore sportivo.
A fare eco alle parole dell'allenatore è stato infatti il dirigente Paolo Mancuso, che ha voluto spiegare i motivi profondi che hanno portato la società a puntare con decisione su questo specifico profilo per la panchina.
«Il mister si è meritato la Lega Pro. Il Vado era la squadra più forte e che doveva vincere il campionato» ha esordito il direttore sportivo ligure, riconoscendo i meriti storici del club e il valore del lavoro svolto dal rivale della passata stagione.
«Pastorino a Ligorna aveva una buona squadra che però ci ha messo in difficoltà col suo gioco. Spesso noi direttori guardiamo altrove, o chi ha fatto bene in C, ma a volte dobbiamo essere bravi a dare delle possibilità» ha ammesso con grande onestà intellettuale Mancuso.
«Ha fatto un percorso importante a Ligorna e nelle giovanili della Sampdoria. Si è creato uno staff importante» ha proseguito il braccio destro del presidente Tarabotto, spostando poi il focus sulle delicate dinamiche del calciomercato.
«In questa fase di mercato stiamo andando d’accordo. Qui non imponiamo giocatori ai mister, ma c’è condivisione» ha garantito il direttore dell'area tecnica, rimarcando la totale armonia interna sulle scelte da compiere.
«Sicuramente dopo Bellocci, Lazzarini, Bussaglia e Vita abbiamo trovato accordo con De Rinaldis, Gulinelli e Bondioli. Domani Saltarelli. Cerchiamo di tenere un’ossatura» ha elencato il dirigente, annunciando le tappe del consolidamento del gruppo storico.
«Sono giocatori che hanno dato tanto per la Serie D ma che devono dimostrare ancora in Serie C. Il mercato del Vado entrerà nel vivo dal primo di agosto» ha preannunciato Mancuso, lasciandosi andare a una battuta sulle strategie e sui tempi delle trattative.
«Bene o male sono spesso sincero, ma nel mercato me lo dovete concedere qualche bluff. Stiamo cercando di ridurre i costi» ha confessato sornione il direttore sportivo, confermando l'addio doloroso ma necessario ad alcuni elementi di spicco dell'ultimo biennio.
«Pisanu è un giocatore che a livello personale ringrazio per due anni fantastici con lui. Uno dei più forti che ho visto nei miei due anni a Vado. L’idea è cercare di vedere se riusciamo a far giocare alcuni giovani in quella zona del campo» ha concluso infine Paolo Mancuso, annunciando che le prossime amichevoli estive si disputeranno lontano dalle mura amiche.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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