L'Ancona attraversa giornate decisive e cariche di tensione per la definizione del proprio assetto societario e del proprio domani agonistico. Secondo quanto approfondito dalle colonne del quotidiano Il Resto del Carlino, la giornata odierna segna un momento spartiacque all'interno di una settimana cruciale per le sorti del sodalizio biancorosso.

È infatti previsto un confronto diretto, da svolgersi di persona oppure attraverso un collegamento in videoconferenza, tra i componenti della compagine societaria locale e i potenziali investitori intenzionati a rilevare delle quote.

Questo appuntamento rappresenta un passaggio di altissimo potenziale per sbloccare una situazione di stallo che attualmente vede la società dorica frenata da una totale paralisi operativa.

Il quadro generale in cui si muove il club è ormai delineato, dato che il presidente Massimiliano Polci non è ancora riuscito a portare a compimento il piano di frammentazione delle quote pensato per alleggerire la gestione.

Da un lato si muovono i piccoli azionisti del territorio, quattro soggetti a cui si somma la Gsk Security, ciascuno in possesso del cinque per cento del capitale dorico, per un totale complessivo del venti per cento delle quote.

A questa cerchia potrebbe aggregarsi entro la conclusione del mese corrente un ulteriore cinque per cento legato all'opzione nelle mani di Robert Egidi, che agirebbe per conto del manager Mario Russo, già noto per i suoi trascorsi a Fano e L'Aquila, portando il peso specifico del gruppo tra il venticinque e il trenta per cento.

Dall'altro lato della barricata si trova lo stesso patron Polci, il quale avrebbe l'intenzione di cedere circa la metà del proprio pacchetto azionario, pari attualmente a una quota compresa tra il settanta e il settantacinque per cento, a un partner di comprovata solidità.

In precedenza erano svanite a un passo dalla firma le trattative con la famiglia Tinto e con l'attuale numero uno del Valmontone, Manolo Bucci, il quale aveva già fornito il proprio contributo nella passata stagione per la costruzione della squadra.

Allo stesso modo si sono interrotti i contatti con Luciano Campitelli, dato inizialmente in lizza per assumere la carica di vice presidente del Pescara e protagonista di un colloquio con Polci, il quale ha poi virato verso traguardi differenti.

In questo scenario caotico, l'unica nota lieta per la piazza è rappresentata dall'ottimo percorso sportivo della squadra, capace di conquistare una straordinaria seconda posizione in classifica al termine del campionato.

Tuttavia, questo patrimonio tecnico rischia seriamente di andare perduto a causa delle priorità della dirigenza, interamente assorbita dalla necessità di reperire le risorse finanziarie indispensabili per programmare la prossima iscrizione.

A causa di questa incertezza economica, l'area tecnica si ritrova con le mani legate, impossibilitata a muoversi concretamente sia sul fronte dei rinnovi contrattuali dei calciatori già in rosa sia per quanto riguarda i nuovi acquisti.

I piccoli azionisti locali, supportati nella mediazione dal sindaco Silvetti, stanno cercando di individuare interlocutori in grado di rilevare la quota di maggioranza, ma resta da capire se questi imprenditori siano pronti a investire massicciamente nel club.

Il patron Polci, dopo i mancati accordi con Di Paolo, di Tinto e Bucci, sta tentando l'ultima mossa strategica interloquendo con Felleca, imprenditore che già dodici mesi fa aveva mostrato interesse per l'Ancona e che ora appare come la pista più concreta.

Nel frattempo, la tifoseria organizzata e il comitato marchi spingono con fermezza affinché l'attuale presidente compia un passo indietro, mentre incombe la necessità di saldare i circa 250mila euro necessari per chiudere il bilancio stagionale, importo reso noto ufficialmente dal club stesso.

Sezione: Serie D / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 15:20
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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