Giovanni Malagò ha preso la parola davanti all'assemblea elettiva della Figc, illustrando le linee guida della sua candidatura alla presidenza federale. L'ex numero uno del Coni ha ripercorso il proprio percorso istituzionale, rivendicando un filo conduttore che lega tutte le sue esperienze precedenti.

"Sono figlio della Figc, ho cercato solo uno scopo, fare grande l'Italia. Così al Circolo Aniene vincente, così al Coni e a Milano-Cortina dove c'era da rischiare l'osso del collo e abbiamo inventato un modello che è di riferimento. Penso che quando sono venuti da me degli amici, a partire dalla Serie A, hanno pensato a che quello che sono riuscito a fare in contesti apparentemente lontani, ma vicini, si possa ripetere in Figc. Pur non avendo mai avuto l'ansia, avverto ogni minuto che passa uno spaventoso peso della responsabilità, che però vivo da quando sono nato», ha dichiarato il candidato, secondo quanto riportato da Sky Sport.

Malagò ha poi insistito sulla necessità di superare le divisioni interne al movimento calcistico italiano, richiamando le esperienze già affrontate alla guida di altri enti: «Mettiamo da parte i personalismi. Tutti e tre (Aniene, Coni, Fondazione Milano-Cortina, ndr) erano torri di Babele e abbiamo raggiunto l'unanimità». Tra i temi indicati come prioritari, l'ex presidente del Coni ha citato impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile, scommesse, decreti su crescita e dignità sportiva. Ha inoltre sottolineato il ruolo centrale dei settori giovanili, evidenziando come la Serie B abbia messo in luce la loro indispensabilità, e ha espresso apertura verso la riforma Zola: «E poi come fai a non abbracciare la riforma Zola?».

Sul piano della governance interna, Malagò ha promesso un approccio collegiale: «La Figc deve essere fonte di ispirazione e io devo convivere con voi perché vi sentiate ognuno protagonista». Ha poi parlato della necessità di ampliare le entrate federali attraverso canali aggiuntivi: «Bisogna ottenere ricavi supplementari anche con marketing, commerciale. È una sfida complicatissima. A tenere schiena dritta si ottiene molto di più».

Chiudendo il suo intervento, il candidato ha richiamato la storia del movimento come punto di partenza per il futuro: «Le nostre radici non sono solo nostalgia, bisogna farle diventare stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano».

Ti segnalo che l'elezione si stava effettivamente tenendo oggi, 22 giugno, a Roma, con Malagò sfidante di Giancarlo Abete: se vuoi posso integrare l'articolo con il contesto dell'assemblea o aggiornarlo con l'esito del voto.

Sezione: Attualità / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 14:30
Autore: Davide Guardabascio
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