Difficile trovare aggettivi che non rendano giustizia a quanto costruito dall'Ancona nel corso di questa stagione. Settantasei punti conquistati, una manciata di sconfitte, la finale di Coppa Italia e un secondo posto nel girone che vale oro in termini di posizionamento per gli spareggi promozione. Il tutto alle spalle dell'Ostiamare, formazione che ha saputo sfruttare con abilità anche il favore degli episodi nel momento decisivo.
Con questi numeri, i dorici si presentano ai playoff nella condizione migliore possibile: massimo dei vantaggi in termini di risultati e fattore campo. Un punto di partenza invidiabile, che però impone anche una riflessione lucida su ciò che potrebbe — o non potrebbe — seguire.
È necessario essere chiari fin da subito: conquistare i playoff non garantisce automaticamente un ripescaggio in Serie C. La strada è lunga e lastricata di variabili che sfuggono al controllo della società e del campo. Il meccanismo previsto dalla normativa federale è complesso e dipende da una serie di incroci che coinvolgono altri campionati e altre categorie.
Qualora sia l'Ancona sia la Pistoiese dovessero prevalere nei rispettivi gironi degli spareggi, la graduatoria delle squadre non promosse vedrebbe i marchigiani in posizione avanzata rispetto agli arancioni toscani. Tuttavia, davanti a entrambe figurerebbero le eventuali seconde squadre di club di Serie A — anche se al momento non risulta che ve ne siano — e una retrocessa dalla Serie C. A complicare ulteriormente il quadro, il cosiddetto principio di sostituzione: in caso di rinuncia da parte di una neopromossa, l'alternanza verrebbe ribaltata, facendo avanzare una formazione proveniente dalla D a scapito della retrocessa dalla C.
A tutto questo si aggiunge l'incognita della situazione attuale in Lega Pro, ancora in evoluzione, e il peso economico non trascurabile che un'operazione di ripescaggio comporta per qualsiasi club intenda intraprenderla. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è fissato al 20 luglio: da qui a quella data, il panorama potrebbe cambiare sensibilmente.
Proprio per questa ragione, sarebbe un errore farsi trascinare dall'entusiasmo fino al punto da considerare il ritorno in Serie C come un approdo già scontato. Le variabili in gioco sono troppe, e l'amarezza di un'eventuale delusione sarebbe proporzionale alle aspettative alimentate. Meglio, allora, affrontare i playoff con la serenità di chi ha già fatto più del necessario, e attendere sulla riva del fiume.
Eppure, non disputarli al meglio — o rinunciare a ogni ambizione — sarebbe un peccato. Lasciare qualcosa di intentato, in una stagione del genere, stonherebbe con tutto ciò che è stato costruito. L'obiettivo è arrivare fin dove possibile, valutare con calma l'eventuale candidatura al ripescaggio e, qualunque cosa accada, non avere nulla da rimproverarsi.
In questo contesto si inserisce anche una vicenda societaria di rilievo. Giovedì è attesa la formalizzazione dell'ingresso dei soci locali nel club, con la firma degli atti davanti al notaio. Un passaggio importante, che dovrà svolgersi senza intoppi dell'ultima ora. La speranza, condivisa da tifosi e addetti ai lavori, è che questa volta non vi siano sorprese sgradite sullo scalone dello studio notarile.
Al netto di tutto, questa rimane una stagione che merita applausi. Non per abitudine o per gentilezza, ma perché i numeri parlano da soli: settantasei punti, poche sconfitte, una finale di coppa. Un percorso solido, costruito con metodo e continuità. Indipendentemente da come andrà a finire nei playoff e da ciò che eventualmente ne conseguirà sul fronte dei ripescaggi, il valore di quanto fatto non è in discussione. E, in quanto tale, è inattaccabile.
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