Il nuovo corso della Fidelis Andria, inaugurato dall'approdo in panchina di Lillo Catalano, non è iniziato sotto i migliori auspici per quanto riguarda il risultato del campo. Tra le mura amiche dello stadio Degli Ulivi, la compagine azzurra ha dovuto cedere il passo ai rivali del Martina, capaci di imporsi per 2-1 in un derby che ha evidenziato le attuali fragilità emotive del gruppo andriese.
La sfida si è messa subito in salita per i padroni di casa, trafitti a freddo da una rete di Resouf quando l'orologio non aveva ancora completato il primo giro di lancette. Un colpo durissimo che ha condizionato l'intero spartito tattico della prima frazione, raddoppiato poi dal gol del momentaneo 0-2 firmato da Mastrovito al 17'.
«Incassare una marcatura dopo appena una manciata di secondi avrebbe rappresentato un vero e proprio shock per qualunque formazione si trovasse in campo», ha analizzato con amarezza Lillo Catalano nel post-partita. Il tecnico ha posto l'accento sulla delicatezza psicologica di una squadra chiamata a reagire in un contesto già di per sé complicato.
«Se analizziamo la nostra situazione specifica in questo momento, è evidente che quel gol subito in apertura si sia trasformato mentalmente in una montagna quasi insormontabile da scalare», ha proseguito l'allenatore. «È una conseguenza naturale l'essere andati in palese affanno durante tutta la prima metà del confronto».
Durante l'intervallo, il mister ha cercato di rimescolare le carte per dare una scossa ai suoi uomini. «Nella seconda parte della gara abbiamo tentato di modificare qualcosa nell'assetto, pur sapendo che non è affatto semplice implementare varianti tattiche senza aver avuto il tempo materiale per provarle durante le sessioni di allenamento».
La scelta di Catalano è ricaduta su elementi dotati di maggiore qualità nel palleggio. «Ho optato per l'inserimento di calciatori più inclini a gestire il possesso del pallone. Non abbiamo prodotto una mole enorme di occasioni, ma siamo riusciti a ottenere un controllo superiore sulla dinamica del match».
Secondo il nuovo timoniere della Fidelis, la ricetta per risollevarsi passa obbligatoriamente attraverso un cambio di mentalità tecnica. «Il percorso per lasciarsi alle spalle questo periodo buio è chiaro: lavoreremo intensamente con quegli atleti capaci di far circolare la palla, arrivando alle punte tramite il fraseggio e non con giocate casuali».
Proprio sulla filosofia di gioco, Catalano è apparso categorico: «Senza voler puntare il dito contro nessuno, non gradisco affatto vedere la palla calciata lunga in avanti nella speranza di un rimpallo fortunato. Ho ribadito chiaramente alla squadra che voglio vedere il pallone viaggiare rasoterra, rispettando le qualità che questo organico possiede».
La sconfitta nel derby ha esasperato gli animi della tifoseria andriese, che al termine della partita ha manifestato il proprio disappunto con fischi sonori rivolti alla squadra. Il tecnico non si è mostrato sorpreso dalla reazione dell'ambiente, dimostrando di conoscere bene le leggi che regolano questo sport.
«Il mondo del calcio vive di pressioni costanti», ha commentato Catalano con pragmatismo. «La regola è molto semplice: se riesci a vincere tutto procede nel migliore dei modi, se i risultati non arrivano si finisce per tornare a casa. Fa parte del mestiere e dobbiamo accettarlo lavorando sodo».
La classifica ora comincia a farsi preoccupante, con la zona play-off che si allontana a sei lunghezze di distanza e il margine sui play-out che resta fissato a soli quattro punti. La prossima trasferta contro il Gravina, attualmente in piena zona rossa, diventerà un crocevia fondamentale per evitare di essere risucchiati nelle sabbie mobili.
«Questa squadra ha dei valori intrinseci importanti e ora la responsabilità è mia: devo essere capace di incidere immediatamente sul gruppo», ha concluso il tecnico, consapevole che il tempo delle prove è già terminato e che serve una svolta immediata per dare un senso diverso alla stagione azzurra.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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