Il Gravina ha impattato nel recupero di campionato col Picerno tornando in campo dopo trentacinque giorni dall'ultima volta. Ad analizzare la prestazione ci ha pensato Marco Gaburro.
Queste le sue parole: «Questo è il primo vero punto conquistato da quando sono arrivato io. Tante volte abbiamo fatto pareggi dove recriminavamo perché avevamo fatto bene, sbagliato sotto porta, però contro avversari con tutto il rispetto assolutamente inferiori al Picerno che è una delle più forti di quelle incontrate fino ad ora. Per cinquanta minuti abbiamo provato a fare il nostro calcio, a volte riuscendoci a volte soffrendo il loro pressing e la loro intensità. E poi abbiamo deciso di fare ciò che avevamo provato, cioè di adattarci a questo tipo di partita ed alle caratteristiche che richiedeva questa gara. Ci siamo messi 5-3-2, l'abbiamo fatto con cognizione e soprattutto abbiamo dosato bene le forze perché non sapevamo i giocatori quanto potevano tenere considerando la lunga inattività. Penso che sia stata una partita in cui i cinque cambi hanno pesato tantissimo in quello che poteva essere la continuità di prestazione, nel momento in cui tu calavi un po' probabilmente prendevi gol. Abbiamo concesso poco su azione ma qualcosa di troppo sulle palle inattive, ne abbiamo concesse tante perché loro hanno fatto tanto volume. E ci sta che quando si concedono tante palle inattive qualche volta l'avversario inzucchi ed anche il nostro portiere devo dire ha fatto un'ottima partita. Non abbiamo scelto di non essere propositivi. Semplicemente loro con la loro qualità e la loro intensità ci sono venuti sopra tutta la partita. Noi per i primi cinquanta minuti abbiamo provato ad interpretare in quella maniera, uscendo con fraseggi veloci e verticalizzare appena possibile. E poi invece abbiamo deciso di contrapporre più fisicità e di riempire meglio gli spazi dietro perché accettare sempre l'uno contro uno poteva costarci caro. Domenica col Brindisi ci aspetta una partita molto pesante, che per noi conta quindici punti. E quindi dobbiamo trovare energie, forze fresche, crescere tutti per cercare di portare a casa l'intera posta in palio domenica. Questa prestazione col Picerno ci deve dare coraggio. Prima della partita ai ragazzi ho detto che secondo me sono un gruppo di ottimi giocatori ma devono diventare squadra. Perchè comunque quando cambi undici giocatori è normale che devi diventarlo squadra. E l'unico modo per diventare squadra è giocare partite. Perché tu puoi allenarti quanto vuoi ma alla fine bisogna giocare partite, bisogna creare e gestire delle emozioni per diventare squadra. E secondo me col Picerno abbiamo fatto passi avanti in questa direzione. Pensavo che il Picerno pagasse di più l'ultima partita, pensavo potessero essere meno brillanti invece secondo me stavano anche bene e questo ci ha complicato un po' i piani. Sono contento però di aver trovato questa prestazione contro un avversario del calibro dei lucani».
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