La marcia trionfale tra le mura amiche che aveva caratterizzato il girone d'andata sembra ormai un lontano ricordo per L’Aquila di Michele Fucili. In questo avvio di tornata di ritorno, la compagine rossoblù ha bruscamente rallentato, raccogliendo appena un punto in due sfide casalinghe. Il pareggio a reti bianche maturato contro il Castelfidardo, fanalino di coda del raggruppamento, ha il sapore amaro della resa: un risultato scialbo che spinge il distacco dalla vetta a un pesantissimo meno nove, mettendo seriamente a rischio le residue speranze di gloria stagionale.
A preoccupare non è soltanto la classifica, ma l'evidente involuzione di una squadra che appare incapace di produrre una manovra fluida e, soprattutto, di pungere negli ultimi sedici metri. Per la seconda volta in questo campionato, dopo la trasferta di Ancona, i rossoblù sono rimasti a secco di gol, confermando una crisi offensiva che si trascina dalla vittoria contro l'Ostiamare. Nonostante un forcing finale disordinato, la lucidità è mancata totalmente, lasciando spazio alla frustrazione di un pubblico che non ha nascosto il proprio malumore.
In assenza dello squalificato Banegas, il tecnico Fucili ha ridisegnato l'attacco affidandosi a Touré nel tridente completato da Di Renzo e Sparacello. Le novità hanno riguardato anche la linea mediana, dove Scimia ha rilevato Mantini affiancando il confermato play Vecchione e la mezz'ala Pandolfi. In difesa, davanti a Michielin, la coppia Brunetti-Tavcar è stata protetta sugli esterni da Pomposo e Lombardi, quest'ultimo preferito a Trifelli per presidiare la fascia.
La prima frazione di gioco è stata lo specchio della domenica abruzzese: noia e pochissime emozioni. I marchigiani hanno spaventato i padroni di casa al 10' con una folata di Dompnier, il cui suggerimento per Gallo è stato sprecato da quest'ultimo con un tiro terminato fuori di un soffio. La reazione aquilana è arrivata al 25' sull'asse Scimia-Touré: il centravanti è andato alla conclusione a botta sicura, trovando però sulla sua strada un Petrucci monumentale capace di sventare il pericolo. Il rientro negli spogliatoi è stato accompagnato dai primi, eloquenti fischi provenienti dalle tribune del Gran Sasso.
Nella ripresa Fucili ha provato il tutto per tutto, sacrificando l'ammonito Pandolfi per inserire Carella e passare a un ultra-offensivo 4-2-4. La mossa, tuttavia, ha prodotto più confusione che benefici, con il Castelfidardo abilissimo a rintanarsi nella propria metà campo chiudendo ogni varco. Al 12' un'illusione ottica ha fatto gridare al gol: su cross del neo-entrato Astemio, Brunetti ha svettato di testa insaccando la sfera, ma la segnalazione di fuorigioco del guardalinee ha strozzato l'urlo dei tifosi.
I tentativi finali sono stati più generosi che efficaci. Sparacello ci ha provato due volte di testa, trovando prima la risposta di Petrucci e poi, in pieno recupero su invito di Carella, colpendo soltanto l'esterno della rete. Nel mezzo, una conclusione centrale di Vecchione e una bella incursione di Carella, rimasto però col colpo in canna al momento del tiro. Mentre L'Aquila si lecca le ferite, le dirette concorrenti corrono: l'Ancona aggancia il Teramo e l'Ostiamare dilaga contro il San Marino, rendendo la rincorsa dei rossoblù una missione sempre più impossibile.
IL TABELLINO
L’AQUILA – CASTELFIDARDO: 0 – 0
L’Aquila 1927: Michielin, Pomposo (7’st Astemio), Tavčar, Brunetti, Lombardi (7′ st Trifelli), Scimia (29′ st Mantini), Vecchione (40′ Dampha), Pandolfi (1’st Carella), Touré, Di Renzo, Sparacello. A disp: Zandri, Carella, Bellardinelli, Dampha, Ruggiero, Grassetti, Mantini. All. Michele Fucili
Castelfidardo: Petrucci, Ascoli, Bugari, Dompnier (25′ st Palestini), Fiscaletti (30′ st Selemby), Tarulli (47’2t Dovhanik), Traini, Clerici, Gallo, Abagnale (45′ st Ruini), Valentino. A disp: Osama, Dovhanyk, Ruini, Bartoli, Stura, Taddei,Morais. All. Stefano Cuccù
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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