La stagione della Reggina si avvicina al suo epilogo e il bilancio, almeno nelle parole di chi il calcio calabrese lo conosce bene, rischia di essere amaro. Ciccio Marino, ex attaccante amaranto, non usa giri di parole: la promozione appare un'impresa quasi impossibile, e un altro anno tra i dilettanti sarebbe l'ennesima delusione per una piazza che merita ben altro palcoscenico.
«Salvo sorprese, sarà ancora Serie D e, se fosse così, sarebbe l'ennesimo fallimento. Mi auguro di sbagliarmi», dichiara Marino alla Gazzetta del Sud, tracciando un quadro tutt'altro che ottimistico sulla corsa al vertice del girone. Al momento, secondo l'ex attaccante, è la Nissa ad avere le carte migliori in mano: «Al momento la Nissa sembra favorita per arrivare a dama. Se poi dovesse fermarsi, gli amaranto dovranno essere bravi ad approfittarne».
Il ragionamento di Marino parte dalla classifica, specchio impietoso di un percorso discontinuo. La Reggina ha una gara da recuperare, ma questo non basta a giustificare l'ottimismo: «Basta guardare la classifica. C'è sempre la gara da recuperare ma non è detto che la si vinca. L'undici di Torrisi ha sprecato una grande occasione in una stagione ampiamente alla portata».
Il giudizio sul livello del campionato è severo: «È un campionato mediocre, livellato verso il basso. Un club blasonato come il nostro sarebbe dovuto essere in testa con sei punti di vantaggio sulla seconda. Rischiamo invece di restare per il quarto anno tra i dilettanti». Quattro stagioni consecutive lontano dai professionisti rappresenterebbero, secondo Marino, una ferita difficile da rimarginare per una società con la storia e il peso specifico della Reggina.
Tra gli episodi che hanno inciso maggiormente sulla classifica, l'ex attaccante individua i mancati successi contro Lamezia e Acireale: «I mancati successi con Lamezia e Acireale hanno inciso sulla classifica. Forse sarebbero bastati anche due pareggi. Ancora non riesco a capire come non si sia riusciti a fare bottino pieno». Punti lasciati per strada in scontri che, sulla carta, avrebbero potuto e dovuto restituire un bottino ben più consistente.
Nonostante la delusione per i risultati, Marino mostra apprezzamento per il lavoro svolto da Torrisi dalla sua panchina. Il tecnico catanese ha saputo imprimere una svolta netta alla squadra nel momento in cui è subentrato: «Ritengo sia un buonissimo allenatore. Da quando è arrivato ha cambiato mentalità ai calciatori conquistando nove vittorie di fila».
Il problema, spiega Marino, è arrivato nella fase cruciale: «Purtroppo nell'ultimo mese la squadra ha avuto una flessione. La rimonta è stata parziale. Per risalire la graduatoria si sono sprecate energie fisiche e mentali». Un logoramento inevitabile, figlio di una rincorsa prolungata che ha prosciugato le risorse del gruppo.
Sul futuro del tecnico, Marino preferisce non sbilanciarsi troppo, pur fornendo un dato significativo: «Non saprei. Se ci fosse stato dall'inizio, lo certifica la media punti, la Reggina adesso sarebbe sopra la Nissa. Senza nulla togliere a Trocini, professionista serio. Deciderà la proprietà». Un riconoscimento implicito al valore di Torrisi, accompagnato dalla consapevolezza che certe scelte appartengono alla sfera dirigenziale.
Uno dei nodi della stagione reggina riguarda il reparto avanzato. L'assenza di un centravanti prolifico ha spesso condizionato la manovra offensiva, ma Marino difende la prestazione di Ferraro: «A me Ferraro piace e non ha colpe. Centravanti moderno, potente e veloce, che dà profondità e allunga le difese avversarie. Punto di riferimento in area, costringe gli avversari a rincorrerlo».
Giudizio opposto, invece, per Guida: «Mi ha, invece, deluso Guida che non si è evidentemente ambientato». Un inserimento mai decollato, quello del giocatore, che non ha saputo sfruttare le occasioni avute a disposizione.
Nel panorama delle contendenti, Marino è chiaro nel delineare le gerarchie. La Nissa, che può permettersi il lusso di lasciare in panchina giocatori del calibro di Sarao, parte con i favori del pronostico: «La Nissa, ripeto, ha le carte in mano. Si permette anche di tenere in panchina Sarao».
Il Savoia, pur essendo una squadra solida, non viene ritenuto superiore alla Reggina sul piano dell'organico: «È forte ma per me l'organico della Reggina è superiore». Una contraddizione apparente — una rosa più forte che occupa una posizione inferiore in classifica — che dice molto sulle occasioni sprecate nel corso della stagione.
Nell'immediato, l'attenzione si concentra sulla gara interna contro il Gela. Marino anticipa un match tutt'altro che scontato, evidenziando come le motivazioni degli ospiti potrebbero rivelarsi un fattore determinante: «Conteranno le motivazioni e gli ospiti ne avranno di più». Ciononostante, l'ex attaccante si sbilancia: «Mi sbilancio: la Reggina batterà il Gela».
A rendere la giornata ancora più difficile sarà l'assenza del pubblico amaranto sugli spalti, a causa dell'inagibilità della tribuna: «Peccato per l'assenza dei tifosi amaranto per l'inagibilità della tribuna». Un'ulteriore privazione per una piazza che avrebbe bisogno, forse più che mai, del calore del proprio pubblico.
In chiusura, Marino apre uno spiraglio legato agli spareggi promozione. Pur non nascondendo lo scarso ottimismo sulla corsa diretta al primo posto, l'ex attaccante auspica che i playoff possano offrire una seconda chance: «Ci auguriamo di sì. Servirebbe una riforma radicale con l'obiettivo di aumentare le promozioni dalla D alla C». Una riflessione che va oltre la singola stagione e investe il sistema calcistico nel suo complesso, interrogandosi sulla struttura di un torneo che stenta a premiare le realtà più strutturate.
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