Gill Voria si presenta ai microfoni della stampa analizzando una sfida dai mille volti, un confronto che ha visto il Siena lottare con le unghie e con i denti sul difficile campo di Prato.
Il tecnico ha esordito definendo la gara come un match bellissimo, caratterizzato da diverse fasi in cui le due formazioni si sono alternate nel controllo del gioco e delle emozioni.
L'allenatore ha voluto tributare un sincero complimento all'avversario, descrivendo il Prato come una compagine estremamente competitiva, costruita con l'obiettivo dichiarato di trionfare in campionato grazie a doti fisiche e tecniche di prim'ordine.
«Per me è stata una bellissima partita da parte di entrambe le squadre, contro un avversario fortissimo che ci ha messo in grossa difficoltà con la sua fisicità» ha ammesso il mister.
Nonostante un avvio complicato, segnato da quelli che il tecnico ha definito degli sbandamenti, il gruppo senese ha mostrato un carattere d'acciaio, riuscendo a non naufragare sotto i colpi dei padroni di casa.
Voria ha sottolineato come la reazione dei suoi ragazzi sia stata esemplare, specialmente dopo aver subito un inizio shock in un ambiente caldo che potrebbe aver inizialmente condizionato la tenuta mentale della squadra.
«Abbiamo preso due sberle all’inizio e potevamo forse prenderne anche un'altra, ma dimostrare di saper riprendere una partita del genere non è da tutti» ha dichiarato con un pizzico di orgoglio.
Nella sua analisi tattica, il mister non ha nascosto che durante la prima frazione di gioco il Siena si fosse abbassato eccessivamente, lasciando troppo spazio di manovra ai portatori di palla avversari.
Questo atteggiamento guardingo, dovuto forse a un eccesso di tensione o a una mancanza di comprensione immediata dei ritmi di gioco, è stato corretto nell'intervallo con alcuni accorgimenti che hanno dato frutti immediati.
«Nel primo tempo eravamo troppo bassi e loro avevano troppo tempo per giocare; se permetti a certi giocatori bravi di ragionare, vai inevitabilmente in sofferenza» ha puntualizzato Voria.
In merito alle scelte iniziali di formazione, il tecnico ha chiarito che non si è trattato di schierare semplicemente i migliori, ma di seguire un piano gara strategico basato sulle caratteristiche dell'avversario.
Per Voria, l'intero organico meriterebbe di scendere in campo, lodando l'atteggiamento positivo anche di chi resta in panchina o in tribuna, definendo il risultato odierno come il frutto della coesione dell'intero gruppo squadra.
«Non ho scelto i migliori undici perché per me i migliori sono ventitré, ho semplicemente seguito una strategia funzionale all'inizio di questa specifica partita» ha spiegato il timoniere bianconero.
Una menzione speciale è stata dedicata a Giannetti, tornato finalmente alla marcatura e descritto dal tecnico come un professionista impeccabile e un punto di riferimento vitale per tutto lo spogliatoio.
L'allenatore ha ribadito che, se messo nelle condizioni di agire vicino all'area di rigore, l'attaccante conserva ancora quella zampata letale che lo rende un calciatore di categoria superiore.
«Sono felicissimo per lui perché è un esempio nel modo in cui si allena, se gli portiamo i compagni vicini in area dimostra ancora di essere un signor giocatore» ha aggiunto con soddisfazione.
Infine, interpellato sugli obiettivi stagionali e sull'importanza dei play-off, Voria ha evitato voli pindarici ma ha ribadito l'importanza di avere sempre un traguardo ambizioso verso cui tendere.
Pur non volendo fare proclami impossibili su una rincorsa alla vetta ormai proibitiva, il mister ha confermato che il Siena giocherà ogni domenica per arrivare il più in alto possibile, onorando la maglia fino alla fine.
«Tutti dicono che i play-off valgono poco, ma poi tutti vogliono arrivarci; noi non andiamo a fare scampagnate, vogliamo il massimo da ogni sfida» ha concluso Gill Voria.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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