Il destino calcistico dell'Ancona si trova in queste ore al centro di un fitto e decisivo confronto istituzionale e societario. All'interno di Palazzo del Popolo si è tenuto un lungo e serrato vertice, durato circa tre ore alla presenza del sindaco Daniele Silvetti, finalizzato a tracciare le linee guida per la sopravvivenza e il rilancio del sodalizio biancorosso nel campionato di Serie D.

Sebbene al termine della riunione sia prevalsa la linea del silenzio assoluto, con i protagonisti che hanno preferito mantenere le bocche cucite, lo scenario emerso appare molto delineato. I soci locali hanno effettuato un importante rilancio e, a differenza di quanto ipotizzato in un primo momento, non punterebbero più soltanto alla quota di maggioranza, bensì all'acquisizione dell'intero pacchetto della società.

Al tavolo della trattativa si sono presentati gli imprenditori dorici, tra cui i gemelli Corrado e Sergio Cori, Massimo Di Napoli e Luciano Sacconi, assistiti dal legale Leonardo Criscuoli, figura che rappresenta le quote pari al venti per cento riconducibili a Netoip, Tecmed, Copemo e Newtech. I volti dei protagonisti della giornata sono visibili anche nello scatto d'archivio custodito nel file immagine.png. Al summit hanno preso parte anche l'avvocato Robert Egidi, in rappresentanza di due soggetti interessati a fare il loro ingresso nel club, e Vito Giasi di Gsk, entrato di recente nella compagine societaria con una quota del cinque per cento.

Dall'altro lato della barricata era presente l'attuale presidente Massimiliano Polci, affiancato dal suo stretto collaboratore Andrea Manciola. L'unica voce ufficiale al termine del confronto è stata quella dell'avvocato Criscuoli, il quale si è limitato a confermare lo stato di avanzamento dei colloqui, parlando di un paio di opzioni concrete al vaglio e preannunciando che la giornata di domani sarà determinante per fare totale chiarezza sull'esito della vicenda.

Come sottolineato anche dalle colonne del Corriere Adriatico, dietro l'apparente stallo si nasconde una fitta rete di indiscrezioni e ipotesi legate al futuro assetto gestionale. Sembra infatti che una coppia di potenziali nuovi investitori abbia posto come clausola imprescindibile per l'ingresso nel club l'uscita di scena totale e definitiva di Polci, motivo per cui i soci del territorio avrebbero virato con decisione verso la richiesta del cento per cento delle quote azionarie.

I tentativi del presidente uscente di intavolare percorsi alternativi, come l'ipotesi legata a Roberto Felleca, ex dirigente di Como, Olbia e Foggia, sembrano essersi arenati molto rapidamente. I soci locali hanno risposto con un netto contrattacco, pretendendo il controllo totale per evitare che si ripetano le passate frizioni con la piazza, rinvigorite anche dalla ferma presa di posizione del Comitato dei Marchi, contrario alla concessione dello storico stemma dorico qualora l'attuale presidenza dovesse rimanere all'interno della società.

I lunghi mesi di negoziazioni infruttuose vissuti prima con Manolo Bucci e successivamente con Luciano Campitelli hanno già fatto perdere una quantità considerevole di tempo prezioso, rallentando inevitabilmente anche la macchina organizzativa legata alla costruzione dell'organico per il prossimo torneo. I nodi principali da sciogliere restano ora legati all'accordo economico definitivo con Polci, oscillando tra il saldo dei debiti societari ancora pendenti o la liquidazione diretta delle quote calcistiche, un verdetto atteso già nelle prossime ore.

Sezione: Serie D / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 09:35
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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