La sua battaglia più grande l'ha vinta fuori dal campo mettendosi alle spalle un grave problema di salute che gli aveva compromesso l'uso dei polmoni fino a fargli rischiare la vita. Nessuna sorpresa, sia chiaro: Paolo Langella era un autentico lottatore anche sul campo. Un attaccante dotato di fiuto del gol (oltre 70 in quattro stagioni tra Eccellenza e D con la Palmese) e di strappi improvvisi negli ultimi metri grazie ad una rara velocità abbinata ad un'ottima tecnica individuale. A Palma Campania lo ricordano come l'eroe di Montecchio: suo il gol monumentale che nell'ultimo atto degli spareggi nazionali, regalò 26 anni fa ai rossoneri il pass per il Campionato Nazionale Dilettanti (più diventata serie D).

Appesi gli scarpini al chiodo, Langella ha conseguito l'abilitazione UEFA B assaporando già qualche esperienza da tecnico in alcuni settori giovanili in Campania. Quest'anno l'allenatore di Secondigliano, 51 anni compiuti a maggio, è per la prima volta al timone dello staff tecnico del Team Napoli Soccer "Lello Santagata", voluto dal Direttore organizzativo Italo Farinella che con lui alla Palmese ha scritto pagine immortali di storia rossonera (Farinella era un centrocampista tuttofare). "Il terreno di gioco è sempre stata la mia casa, già essere qui mi riempie di soddisfazione - esordisce con un largo sorriso Langella -. Ho vissuto un periodaccio e ne sono uscito con l'aiuto del Signore, col supporto della mia famiglia e con l'affetto di tanti amici tifosi e di tantissimi addetti ai lavori del calcio campano. Sono tornato alla mia vita quotidiana, questo è l'aspetto più importante". 

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐜𝐚𝐫𝐟𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨.

"Sì. Ma questo progetto lo conoscevo bene perché, avendo una solida amicizia con Italo Farinella e Fabio Manetta, gli anni scorsi avevo visto allenamenti e studiato metodologie lavorative e organizzative del Team. Sapevo che il livello dei ragazzi che partecipano a questo raduno è buono. A loro devo fare un plauso perché si allenano con grande intensità sotto un caldo infernale. Hanno ambizioni e voglia di fare e questo è fondamentale. Siamo alla seconda settimana di lavoro e si sta rivelando davvero una bella esperienza". 

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐨?

"Diciamo che è da 14 anni che sto nel mondo degli allenatori e un po' le ossa me le sono fatte. Ho smesso solo in questi due anni per il problema che ho avuto. La voglia è tantissima, il campo è la mia pelle. Mi aspetto solo un progetto serio e organizzato che mi consenta di lavorare in modo professionale. Anche coi giovani, certamente. Un allenatore non deve mai avere pregiudiziali e io non ne ho. L'importante è lavorare in un ambiente serio, sano e stimolante, a prescindere dalle categorie che valgono fino ad un certo punto". 

Sezione: Esclusiva NC / Data: Mar 23 giugno 2026 alle 08:35
Autore: Stefano Sica
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