Il successo strappato dal Vado negli ultimi minuti di gioco ha lasciato dietro di sé una scia di emozioni contrastanti, tra la gioia per una vittoria fondamentale e la tensione esplosa nel finale. Il tecnico rossoblù, Marco Sesia, ha voluto immediatamente fare chiarezza sugli episodi che hanno caratterizzato il post-partita, scusandosi per la foga del momento.
«Chiedo scusa perché ho avuto un’esultanza superiore a quella che doveva essere» ha ammesso l'allenatore subito dopo il fischio finale. «Mi dispiace per la loro panchina e per il loro tecnico che ha equivocato il mio gesto. La mia gioia era rivolta a mia moglie e mia figlia che erano in tribuna».
Sesia ha spiegato che la distanza fisica avrebbe dovuto chiarire le sue intenzioni, pur riconoscendo l'errore di valutazione. «Se avessi voluto esultare contro di loro, sarei andato vicino alla loro panchina, non a 70 metri. Resta il fatto che avrei dovuto evitare un modo così eccessivo, ma sono andato di pancia piuttosto che di raziocinio».
La partita ha vissuto fasi alterne, con un avvio dominante del Vado seguito da un pericoloso calo. «I primi trenta minuti sono stati tra i migliori per qualità del gioco, abbiamo colpito due pali e avuto diverse occasioni. Poi un evento negativo ci ha fatto perdere un po’ di lucidità e nel secondo tempo ci hanno sorpresi».
Proprio la gestione mentale sembra essere il tallone d'Achille della squadra in questa fase cruciale del torneo. «La tensione si tocca con mano, è normale che sia così quando le giornate diminuiscono e l’obiettivo è grande. Più riusciamo a mantenere la calma nelle giocate, meglio è per tutti».
Il tecnico non ha nascosto che il risultato odierno sia stato figlio anche di una buona dose di fortuna, unita alla classe dei singoli calciatori. «Oggi ci è andata bene, in altre situazioni simili rischi addirittura di perdere la partita. Alla fine è venuta fuori la qualità individuale dei miei giocatori che negli ultimi dieci minuti hanno fatto la differenza».
La mancanza di precisione tecnica in alcuni frangenti della gara è, secondo Sesia, una diretta conseguenza della pressione psicologica. «Vedo in allenamento che certi cross arrivano sempre, mentre in partita la tensione fa diminuire le situazioni tecniche. Questi ragazzi sono bravi, ma sono esseri umani e sentono il peso del campionato».
Un passaggio importante è stato dedicato anche al rapporto con la proprietà, dopo alcune dichiarazioni del presidente che avevano fatto discutere nei giorni precedenti. «Preferirei non commentare, ho sempre lavorato in funzione della crescita di questo gruppo. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, specialmente se è il presidente».
Sesia ha comunque voluto gettare acqua sul fuoco, sottolineando il supporto ricevuto dal club. «Dal punto di vista societario non mi manca nulla, sono sempre stato nelle condizioni migliori per lavorare. Il presidente la domenica diventa il primo tifoso e ieri è venuto a dare la giusta carica alla squadra».
Il futuro prossimo prevede una breve sosta per ricaricare le pile, ma il tecnico mantiene alta la guardia in vista della trasferta di Lavagna. «Adesso siamo un po’ più sereni, ma non assolutamente tranquilli. Quando hai l’obbligo di vincere non è mai facile, dobbiamo stare sul pezzo e non mollare di un centimetro fino alla fine».
Infine, un elogio speciale è andato a chi ha deciso la sfida partendo dalla panchina, dimostrando un attaccamento esemplare alla causa. «Raffini è il numero uno per comportamenti e dedizione. Probabilmente avrà mangiato un po’ di rabbia per non essere titolarissimo, ma è entrato con lo spirito giusto».
L'allenatore ha concluso rimarcando l'importanza di avere un parco attaccanti di alto livello pronto a subentrare. «Sono quattro giocatori forti che hanno capito la mentalità. Raffini è stato determinante oggi, si merita questa gioia perché sa perfettamente qual è il suo contesto e dà sempre il massimo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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