La Maceratese esce dal campo di Castelfidardo con un punto strappato con le unghie e con i denti, rimontando un doppio svantaggio che sembrava aver indirizzato definitivamente la gara. Al termine del match, l’allenatore Lauro ha analizzato con estrema lucidità le difficoltà incontrate dai suoi ragazzi, sottolineando il divario atletico visto sul terreno di gioco: «La differenza principale in questa partita è stata di natura fisica, loro andavano il doppio di noi in ogni zona del campo» ha ammesso il tecnico «e sapevamo che sarebbe stata una trasferta durissima, visto che il Castelfidardo arrivava da tre vittorie casalinghe consecutive ottenute con pieno merito».
Le condizioni del terreno di gioco e la stanchezza accumulata per gli impegni ravvicinati hanno giocato un ruolo determinante nella prestazione dei biancorossi, apparsi meno brillanti del solito. «Siamo venuti qui con l'intenzione di vincere, ma a livello di energie e di gamba loro stavano decisamente meglio» ha proseguito Lauro «probabilmente ha influito anche il tipo di sintetico a cui sono abituati, un campo nuovo e molto pesante che richiede tanta forza. La doppia sfida ravvicinata ha pesato molto e avevamo diversi calciatori visibilmente sulle gambe, ma ci abbiamo messo il cuore».
Proprio il carattere è stato la scintilla che ha permesso di ribaltare una situazione critica negli ultimi giri di orologio, quando la spinta emotiva ha sopperito alla mancanza di freschezza atletica. «L'abbiamo svoltata nel finale mettendoci una voglia e un'intensità incredibili» ha spiegato l'allenatore «approfittando anche del loro calo fisico che li ha portati ad abbassarsi. In quel momento è venuta fuori la nostra qualità, ma soprattutto il desiderio feroce di non tornare a casa a mani vuote, portando a casa un pareggio che per come si era messa la gara è prezioso».
Nonostante la soddisfazione per la rimonta, Lauro non ha risparmiato una critica costruttiva ai suoi per la gestione tattica del finale, giudicata troppo sbilanciata in avanti e priva della necessaria prudenza. «Dobbiamo imparare a essere un pochino più intelligenti e a non concedere certe ripartenze, specialmente dopo aver raggiunto il 2-2» ha ammonito il mister «la partita era ancora apertissima e rischiavamo persino di perderla. Ci voleva più equilibrio e attenzione, invece continuavamo ad attaccare in modo ultra-offensivo; bisogna saper leggere i momenti perché ora i punti pesano tantissimo».
La sosta di campionato giunge come un toccasana per un gruppo che sta pagando dazio agli infortuni e alla fatica, offrendo la possibilità di recuperare pedine fondamentali per la volata finale. «Questo stop ci voleva proprio, anche perché il turno infrasettimanale ci ha messo in difficoltà viste le nostre problematiche fisiche» ha osservato Lauro «oggi ci mancava Pablo per un affaticamento muscolare e avevamo un difensore in meno, mentre Saba non è ancora al meglio. Dobbiamo essere bravi tutti a dare quel qualcosa in più da qui alla fine per centrare la salvezza il prima possibile».
Il pomeriggio ha regalato anche momenti di grande commozione per il tecnico, accolto con affetto dalla sua ex società, prima del confronto finale con la propria tifoseria che ha riservato luci e ombre al gruppo. «Ringrazio il Castelfidardo, la società da cui ho iniziato ad allenare e a cui sono molto legato dopo due anni eccezionali» ha concluso il mister «è stata una bella emozione tornarci. Un grazie va anche ai nostri sostenitori che ci hanno spinto anche sullo 0-2; se l'abbiamo ripresa è anche merito loro. A fine gara ci hanno tirato un po' le orecchie per la prestazione, e hanno ragione, ma oggi va dato merito ai ragazzi per aver stretto i denti in condizioni fisiche non ottimali».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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