Il panorama calcistico italiano si stringe nel dolore per la scomparsa di Paolo Di Nunno, figura carismatica e imprenditore di successo che si è spento all'età di 77 anni. La notizia della sua dipartita è stata diffusa ufficialmente dal Canosa Calcio, società che rappresenta le radici profonde della sua famiglia e che attualmente vede il figlio Alessandro ricoprire la carica di presidente. La perdita di Di Nunno lascia un vuoto significativo non solo nel cuore dei suoi cari, ma in tutte le piazze sportive che lo hanno visto protagonista di scalate memorabili e sfide appassionate.

Il nome di Paolo Di Nunno resterà per sempre legato a una delle imprese più emozionanti del calcio moderno: la storica promozione del Lecco in Serie B. Sotto la sua gestione, nella stagione 2023/2024, il club lombardo riuscì a riconquistare la seconda serie nazionale dopo un'attesa lunga ben mezzo secolo. Quell'impresa, arrivata contro ogni pronostico, ha sancito il suo ingresso definitivo nella storia del calcio professionistico, rendendolo un personaggio celebre e rispettato per la sua determinazione e la sua capacità di trasformare i sogni sportivi in realtà tangibili.

Nonostante i grandi successi ottenuti lontano da casa, l'imprenditore di origini pugliesi non ha mai reciso il cordoglio con la sua terra natia, Canosa di Puglia. Proprio il Canosa Calcio ha voluto ricordare con profonda commozione il suo legame indissolubile con i colori rossoblù. Di Nunno era stato il massimo dirigente della società già tra il 1983 e il 1986, guidando la squadra nel campionato di Serie D e lasciando un'impronta indelebile che è sopravvissuta al passare dei decenni. Il suo attaccamento alle origini era un tratto distintivo del suo carattere, mantenuto vivo anche quando gli impegni professionali lo portavano altrove.

Negli ultimi mesi della sua vita, Di Nunno aveva rinnovato con entusiasmo la sua vicinanza al club pugliese, accettando la carica di presidente onorario. Nonostante la distanza fisica, seguiva con passione viscerale ogni singola partita di campionato, dimostrando fino all'ultimo giorno che il calcio per lui non era solo un investimento, ma una ragione di vita. La dirigenza del Canosa, profondamente colpita dal lutto, ha espresso il più sentito cordoglio alla famiglia, ricordando l'uomo e l'imprenditore che ha saputo unire l'anima del sud alle ambizioni del nord, sempre nel segno del pallone.

Sezione: Altre news / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 20:35
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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