L'Angri ha compiuto i primi passi concreti nella costruzione del proprio futuro. Con la formalizzazione di due nomine dirigenziali di peso, il club campano manda un segnale chiaro: la nuova proprietà intende ripartire con una struttura tecnica solida, competente e radicata nel territorio.
Gianni Fabozzo assume il ruolo di direttore sportivo, mentre Francesco Limodio torna in grigiorosso con la carica di direttore generale. Due profili distinti per percorso e storia personale, accomunati dall'ambizione di restituire credibilità e prospettiva a una piazza che negli ultimi anni ha attraversato momenti difficili.
Gianni Fabozzo porta con sé un bagaglio professionale costruito attraverso categorie e realtà diverse del calcio campano e nazionale. La sua carriera annovera esperienze in Lega Pro con l'Aversa Normanna, passaggi in Serie D con Nola e Acerrana, e una lunga serie di incarichi in Eccellenza che lo hanno visto operare con Sessana, Albanova, Cimitile e Casoria. Un percorso che testimonia non solo la capacità di muoversi su più livelli del professionismo e del semiprofessionismo calcistico, ma anche una profonda conoscenza del tessuto sportivo regionale.
Per Fabozzo, quella di Angri rappresenta una sfida nuova in una piazza dalla forte identità. Le sue prime parole da Direttore Sportivo grigiorosso tracciano con chiarezza il quadro da cui vuole partire: "Quando abbiamo conosciuto da vicino la realtà di Angri ci siamo innamorati della passione di questa città e della sua tifoseria. Oggi il nostro obiettivo è riportare credibilità, entusiasmo e serenità in un ambiente che negli ultimi anni è stato mortificato sotto tanti aspetti. Con il presidente stiamo lavorando per ricostruire ciò che è stato devastato, consapevoli che serviranno tempo, pazienza e programmazione per restituire all'Angri il ruolo che merita".
Parole che non promettono scorciatoie, ma indicano un metodo: lavoro, pianificazione e rispetto per i tempi di una ricostruzione che si annuncia impegnativa.
Se Fabozzo rappresenta una novità per l'ambiente grigiorosso, Francesco Limodio è invece una figura che ad Angri ha già lasciato il segno. Già presidente dell'US Angri nelle stagioni 2018/19 e 2019/20, Limodio fu protagonista di un ciclo positivo che portò il club alla conquista del campionato di Promozione e alla successiva partecipazione all'Eccellenza. Un legame con i colori grigiorossi che evidentemente non si è mai spezzato del tutto.
Nel periodo successivo alla sua prima esperienza angrese, Limodio ha continuato a maturare competenze dirigenziali: ha conseguito nel 2025 l'abilitazione FIGC come Direttore Sportivo e nella stagione 2025/26 ha guidato come Direttore Generale l'ASD Marianella, portando anche quella squadra alla vittoria del campionato di Promozione. Un curriculum che unisce attaccamento alla causa e risultati concreti.
Il nuovo Direttore Generale ha affidato alla sua dichiarazione d'insediamento un tono che mescola emozione e senso del dovere: "Tornare ad Angri significa emozione, senso di responsabilità e appartenenza. Significa rimettermi al servizio dei miei amici tifosi, della gente che ha voglia di venire allo stadio per sentirsi serena e orgogliosa della propria squadra. Ritorno con un compito nuovo e importante, a difesa dei nostri amati colori. Non servono promesse: parleranno il campo, il lavoro e ciò che riusciremo a costruire insieme. Bisognerà continuare a scrivere la storia e sono convinto che il prossimo capitolo avrà un significato speciale, destinato a restare nel tempo".
Le due nomine delineano una direzione precisa: l'Angri 1927 non vuole affidarsi all'improvvisazione, ma costruire un'ossatura dirigenziale capace di supportare un progetto sportivo di medio-lungo periodo. La scelta di affiancare un direttore sportivo di esperienza trasversale a un direttore generale con radici profonde nella storia del club risponde a questa logica: competenza tecnica da un lato, continuità e identità dall'altro.
La tifoseria grigiorossa, storicamente passionale e legata ai propri colori, avrà ora modo di valutare i risultati di questa impostazione. Le premesse, almeno sulla carta, ci sono tutte.
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