Il 19 aprile 2026 segna il ritorno trionfale del Lanciano nel calcio interregionale. Grazie alla rotonda vittoria per 3-0 contro la Fucense Trasacco e alla decisiva e concomitante sconfitta dell'Angolana – caduta per 4-1 sul campo della Torrese – la formazione frentana conquista matematicamente la promozione in Serie D con una giornata di anticipo rispetto al termine del campionato di Eccellenza.
Un pomeriggio a senso unico allo stadio "Biondi", dove il Lanciano ha dominato una compagine ospite ormai appagata, descritta come "entrata in campo col minimo sindacale". La pratica Fucense è stata sbloccata dopo appena due minuti dal fischio d'inizio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, capitan Verna è riuscito a insaccare da distanza ravvicinata, ribadendo la palla in rete con un doppio tentativo per assicurare il vantaggio ai suoi. Il raddoppio è arrivato allo scadere della prima frazione, al 43', quando un preciso traversone di D'Eramo dalla fascia destra ha trovato l'incornata vincente di De Angelis. Nel secondo tempo, a completare il tris, è stato il centravanti Santirocco, implacabile nel finalizzare un'azione corale rifinita magistralmente sulla destra dall'argentino Martinez.
Oltre al risultato sportivo, a fare notizia è stata l'eccezionale cornice di pubblico. Con quasi 4.000 presenze (le stime parlano di circa 3.500 spettatori), i tifosi rossoneri hanno fatto registrare numeri record per un torneo regionale, riempiendo le gradinate in un clima di pura euforia. Un entusiasmo che ha rievocato i fasti del 1998, quando la squadra guidata dal patron Ezio Angelucci e da mister Fabrizio Castori centrò una storica impresa, e che va a rimarginare le ferite lasciate dalla fine del sogno calcistico della Serie B di nove anni fa. Sugli spalti, i sostenitori hanno anche dedicato un commosso ricordo a figure storiche del tifo locale ormai scomparse, come Tonino D'Atri e Carlo Colacioppo.
Al triplice fischio, il terreno di gioco si è trasformato nel palcoscenico dei festeggiamenti. L'allenatore Pierantoni - intervistato da Telemax - ha voluto porre l'accento sulla grande rincorsa della sua rosa: «Un'emozione grandissima, da dove siamo partiti, perché la gente si è dimenticata e siamo partiti che eravamo noni. Abbiamo fatto una cavalcata pazzesca e da dicembre che siamo primi e non è semplice. I ragazzi sono stati fantastici».
Visibilmente soddisfatto anche capitan Verna, che non ha mancato di rendere l'onore delle armi agli avversari stagionali dell'Angolana: «Sì sì, dai, ho sposato un progetto a luglio e questo è il risultato, dai, siamo contentissimi. [...] Sì assolutamente. Noi abbiamo dovuto rincorrere, quindi è stato un campionato faticoso. Loro hanno fatto una serie di risultati utili incredibili, però alla fine penso che il Lanciano abbia meritato questo campionato». Verna ci ha tenuto a ringraziare anche Memmo e Aquilanti per il loro contributo dirigenziale nel primo scorcio della stagione: «No, no, assolutamente. Sono stati... hanno fatto parte di questo progetto dall'inizio e sicuramente hanno i loro meriti per questo risultato».
Infine, le parole di Palmucci hanno rimarcato lo spirito di sacrificio e di rivalsa che ha animato lo spogliatoio e l'intera piazza: «Sì, diciamo che con questa squadra le cose girano bene, quindi è più bello voler recuperare palle e andare in avanti. Però adesso non ci pensiamo alla questione tattica, ci godiamo questo momento perché questa città ha passato dei periodi bruttissimi e io sono venuto qui che eravamo penultimi l'anno scorso e ho fatto...».
Il Lanciano, supportato dal calore inesauribile del proprio pubblico, può ora festeggiare la Serie D, pronto a scrivere un nuovo avvincente capitolo della sua storia calcistica.
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